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Stratos, 037, Delta: è ancora vivo il mito dei rally

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Stratos, 037, Delta: è ancora vivo il mito dei rally
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Vince facile, nell’attirare l’attenzione del pubblico, Luca Napolitano, ceo della Lancia, con il terzo e ultimo episodio della docu-serie “Eleganza in movimento”, dedicato alla storia del marchio che dirige. Nella puntata, intitolata evocativamente “Polvere e stelle”, il manager racconta del legame che unisce il brand al mondo dell’arte e del cinema (e queste son le stelle) e a quello delle competizioni, specificamente rally: polvere, certo. La quale, però, sollevandosi dagli sterrati delle più impegnative prove speciali, non oscura, ma esalta la luce degli straordinari risultati di una stagione, quella a cavallo degli anni 70 e 80, consegnata alla storia sportiva e ormai anche un po’ al mito.

Un palmares straordinario. Quindici campionati mondiali rally vinti, tre titoli mondiali endurance costruttori, una 1000 Miglia, due Targa Florio e una Carrera Panamericana: questo il segno, indelebile, lasciato dalla Lancia nel mondo del Motorsport. In particolare, Stratos, 037 e Delta hanno dominato i rally per più di 20 anni. Nel 1974 la Stratos pare un’astronave aliena atterrata sul pianeta Terra dall’iperspazio: costruita appositamente per i rally con la missione di risultare imbattibile su ogni terreno – pista, strada, sterrato -, agguanta subito tre titoli mondiali di fila. Nel 1983 si replica con la Rally 037. Per quanto fosse iniziata l’epoca della trazione integrale (con l’Audi quattro) è la Lancia, pur con la sola trazione posteriore, la macchina da battere.

Indimenticata. “La 037”, ricorda Sergio Limone, responsabile della progettazione e sperimentazione della Squadra Corse HF Lancia, che nel video interloquisce con Napolitano, “era tecnicamente superiore anche alla temuta Audi quattro. Durante il Rally di Sanremo la Casa tedesca inviò un suo tecnico a un nostro punto di assistenza. Arrivò in elicottero, per verificare che la Lancia Rally non montasse una trazione anteriore supplementare. E, in effetti, non la montava. Parliamo, ancora una volta, di primati: la 037 è stata l’ultima vettura a due ruote motrici a vincere un campionato del mondo”. La Kimera EVO37, restomod che nasce nel basso Piemonte, sta a testimoniare quanto ancora vivo sia il ricordo di quella straordinaria vettura.

Nel cuore di tutti. Poi si apre l’era della Delta, un nome che da solo è ancora in grado di suscitare, a quasi 40 anni di distanza, emozione e coinvolgimento, come dimostra l’interesse che ha coagulato il nostro servizio sulla sua futura erede. Il 1987 è l’anno che, con la Delta HF 4WD, alla quale seguiranno l’HF Integrale e la integrale 16V, inaugura sei anni di dominio dei rally, con dieci titoli mondiali, sei nella classifica Costruttori e quattro in quella Piloti. La Delta è l’auto che ha vinto di più nella storia di questa disciplina.

Stile di vita. Di fronte a tutta questa gloria, il cinema sembra quasi un “di cui”. Eppure, il legame della Lancia con la settima arte è sempre stato strettissimo, andando ben al di là del “product placement”, e passando anche per le scelte personali di molti attori. Basterebbe evocare i nomi di Brigitte Bardot, Jean Paul Belmondo, Claudia Cardinale, Anita Ekberg e, soprattutto, di Marcello Mastroianni, indissolubilmente legato alla sua Flaminia Coupé Super Sport Zagato. Del resto, “la Lancia ha accompagnato l’Italia attraverso le sue diverse epoche storiche, contribuendo con la sua immagine a creare uno stile di vita e a segnare il costume dell’Italia stessa”, osserva Marco Testa, presidente e ceo della Armando Testa, altro ospite di Napolitano nel video. E la B24 lanciata tra le strade dell’Italia del boom ne è forse l’immagine più iconica.

COMMENTI

  • Sono quindici anni che Lancia si auto-celebra invece di lanciare nuovi modelli
  • Volevo scrivere una celebre battuta di un comico di Zelig, ma visto il linguaggio non proprio "aulico" soprassiedo, battuta che si può riassumere con l'esortazione: Caro Napolitano, meno chiacchiere e più fatti.....