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I 25 anni di Kia e BRC
A Cherasco, il Gpl non si dà per vinto

I 25 anni di Kia e BRC
A Cherasco, il Gpl non si dà per vinto
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La storia è ormai trita e ritrita: l’Italia è il Paese delle piccole e medie imprese e per questo, spesso, gli stranieri ci guardano dall’alto verso il basso, forti, magari, di realtà di livello globale capaci da sole di fare il fatturato di cento delle nostre aziende. Eppure sarebbe ingeneroso ridurre il confronto solo a questo. Come la nostra storia insegna, in quanto a ingegno e capacità, noi italiani non siamo secondi a nessuno. Servirebbero interi volumi per raccontare le storie di successo delle nostre imprese: piccole realtà di provincia che, con caparbietà, si sono fatte conoscere in tutto il mondo. Per esempio, a Cherasco, in provincia di Cuneo, c’è un’azienda, la BRC, oggi confluita nel gruppo Westport Fuel Systems, che dall’inizio della sua vita ha puntato sulle trasformazioni a gas delle auto (Gpl e metano): ha iniziato con impianti aftermarket per arrivare poi, nel 1996, a collaborare con Case automobilistiche come la Kia Motors. Grazie a questo accordo, gli impianti BRC-Westport vengono montati sulle vetture del costruttore coreano e omologati in Fase 2, quindi alla stregua di una doppia alimentazione OEM a tutti gli effetti.   

Il Gpl continua. Le vetture prodotte dalla Kia vengono spedite allo stabilimento di Cherasco, dove avviene la trasformazione. Siamo di fronte ad altissimi standard qualitativi e tecnologici e il livello è tale che l’operazione non va a intaccare la storica garanzia di 7 anni della Kia. Secondo il costruttore coreano, il mercato nazionale del Gpl offre interessanti opportunità e la quota del 14% conseguita viaggia di pari passo con il consuntivo delle vendite: oltre un terzo delle immatricolazioni del marchio è rappresentato da esemplari a doppia alimentazione. Numeri che meritano rispetto, ma che non possono non far pensare al futuro e all’arrivo dei modelli elettrificati. La Kia è convinta che ci sia ancora spazio per il Gpl perché all’orizzonte s’intravede la possibilità di espandere questa alimentazione anche ai modelli ibridi.  

Non solo gas. Sul versante della BRC-Westport, le nubi che si addensano sul motore endotermico potrebbero far pensare a un tipo di business con il futuro segnato. Non è così, perché a Cherasco sono stati fatti ingenti investimenti negli impianti di produzione di centraline e sistemi elettronici. Abbiamo visto con i nostri occhi apparecchiature simili a grosse stampanti produrre in pochissimo tempo una centralina, partendo da una basetta di vetroresina e alcune bobine piene di componenti elettronici. Si tratta di sistemi dedicati non solo alla gestione delle doppie alimentazioni sulle automobili, ma anche rivolti al mondo dell’agricoltura e agli oggetti dell’IOT (Internet of things). Insomma, la provincia italiana non teme complessi d’inferiorità rispetto alle aziende estere e, anzi, guarda al futuro con nuove idee e rinnovata fiducia.

 

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