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Project 50
Dallara: "Servono elettriche più sobrie, non Suv" - VIDEO

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Dallara: "Servono elettriche più sobrie, non Suv" - VIDEO
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I costruttori dovrebbero pensare ad auto elettriche "più sobrie" per un uso quotidiano, non alle Suv. Lo ha detto Gian Paolo Dallara, fondatore dell’omonima azienda-gioiello della Motor Valley emiliana, dal palco del secondo incontro della rassegna organizzata per festeggiare i primi 50 anni di vita della società e realizzata in collaborazione con Quattroruote. "Il problema dei problemi che dobbiamo risolvere è quello dei cambiamenti climatici, ma dovremmo affrontarlo anche pensando a una maggior sobrietà, non solo come stile di vita", ha spiegato l’ingegnere, rispondendo a una domanda del nostro direttore Gian Luca Pellegrini sul connubio tra sostenibilità e auto elettriche. "Parliamo delle vetture: ho chiesto al mio responsabile dell’aerodinamica se stiamo ottenendo dei risultati nella riduzione della resistenza all’aria. La sua risposta è stata: 'Sì, miglioriamo il coefficiente, ma i miglioramenti sono annullati dall’aumento della superfice frontale'. Allora, sono andato a vedere la mia prima vettura, una vecchia Fiat 500: era larga 1,37 metri e ci stavo bene. Ora guido una 500 di adesso ed è larga 1,8 metri, ma per andare a lavorare mi basta un’auto anche più piccola. Per l’uso quotidiano servono vetture più sobrie, non Suv". Qui sotto, potete rivedere la diretta streaming: trovate le riflessioni di Dallara sulle elettriche a partire dal minuto 45:30.

Il prezzo della sostenibilità. Dallara ha anche ricordato come vetture più piccole consentano di ridurre le batterie e quindi i costi, tema al centro di un intervento di Camillo Mazza, general manager di Bosch Italia: "Le Case - ha spiegato il dirigente - stanno ormai andando verso l’elettrico anche perché sembra che il mercato lo chieda. Tuttavia, c’è anche un tema di sostenibilità economica: ci dobbiamo chiedere se per davvero i clienti finali saranno disponibili a pagare il doppio o il triplo delle endotermiche. Un’altra domanda è se avremo abbastanza energia per ricaricare tutte le elettriche".

Il bando dell'endotermico. Ovviamente, il futuro elettrico del settore automobilistico è collegato al tema dello stop alle endotermiche. A tal proposito, è necessario domandarsi se la data del 2035 proposta da Bruxelles per il phase-out sia realistica. Per Mario Almondo, direttore operativo di Brembo Performance, si tratta di "un obiettivo giusto per il problema climatico ma il tempo, dal punto di vista tecnologico, è poco. Sicuramente abbiamo davanti 10-15 anni di evoluzioni tecnologiche continue e rapide. Il trend è verso l’elettrico, ma in questo arco temporale ci sarà spazio per altre tecnologie come l’ibrido. In ogni caso, per il futuro, dobbiamo tenere in conto altre soluzioni come l’idrogeno o le benzine verdi". Dello stesso avviso è Mazza: "Credo che il 2035 sia un modo estremo per affrontare il tema della sostenibilità. Noi, come Bosch, crediamo che la strada giusta sia la neutralità tecnologica: si possono trovare altre strade per la ‘carbon neutrality’ come i carburanti sintetici o l’idrogeno".

Sempre più creatività. La discussione ha affrontato altri argomenti caldi come la guida autonoma, l'auto connessa e un aspetto non meno importante, il timore che con l’elettrico si vada verso una eccessiva standardizzazione, dando l'addio a quegli spunti creativi che, per esempio, hanno fatto la storia della Motor Valley. Dallara, dopo aver ripercorso i suoi anni di apprendistato alla Ferrari, alla Maserati e alla Lamborghini e ricordato, tra l’altro, le tante innovazioni della Miura, ha sottolineato come in futuro ci sarà ancora "spazio per la creatività: le auto sembrano tanto uguali, ma nei prossimi 10-15 anni cambieranno profondamente". Tuttavia, per innovare "ci vuole coraggio e non bisogna avere paura di sbagliare". D’accordo Mazza e ancor di più Almondo: "Paradossalmente, c’è più spazio per la creatività oggi di quanto non ce ne sia stato in passato". Il manager della Brembo ha citato, nel motorsport, i nuovi regolamenti della Formula 1, mentre per l'universo delle vetture stradali ha sottolineato come "l’avvento della digitalizzazione abbia fornito la possibilità di provare soluzioni prima della loro realizzazione concreta: lo rende possibile la modellizzazione matematica. Noi non ce ne accorgiamo, ma in realtà innoviamo di più e scartiamo cose che non funzionano prima di realizzarle. Quindi, il ritmo dell’innovazione, paradossalmente, può essere considerato più veloce di prima. E ha, tra l’altro, costi molto più bassi". Di sicuro, l’innovazione è fondamentale. Ne è convinto Dallara, che da sempre sostiene la necessità di cercare sempre qualcosa di nuovo nelle attività aziendali: "Se fai qualcosa di buono, vieni copiato ed è giusto così. È inevitabile che tutti ti copino e quindi tu devi fare qualcosa di più e farlo in fretta. Se pensi di poterti permettere ci continuare a fare bene quello che fai sbagli, perché ci sarà sempre qualcuno che, in poco tempo, farà meglio di te. È una rincorsa continua e bisogna impegnarsi sempre: o cambi e cambi in fretta, oppure sei finito".

Il futuro delle competizioni. Un piccolo passaggio del dibattito è stato anche riservato alle competizioni sportive, tradizionale campo di gioco della Dallara. Ci sarà una convergenza tra la Formula 1 e la Formula E? L’ingegnere lo ha escluso, anche se ha espresso la convinzione che "tutte le competizioni si daranno una spolverata di verde: quasi tutti i campionati più importanti saranno ibridi". In ogni caso, per quanto la Formula E abbia avuto "un grande successo tra i maggiori costruttori, si fa fatica a pensare che una grande organizzazione come la Formula 1 si faccia superare".

COMMENTI

  • l'ingegnere dallara dovrebbe ricordare che il peso el'altezza media negli ultimi 50 anni è molto aumentato ed a nessuno piace stare scomodo specialmente in un ambiente privato come quello dell'auto
  • In accordo su tutto con il parere autorevole dell'ing. Dallara. E' da qualche anno che, discutendo con varie persone con buona conoscenza di questo argomento, mi trovo ad affermare che è molto importante cambiare radicalmente il concetto di guida e fruibilità di una vettura con propulsione elettrica. E' completamente inutile realizzare vetture che offrano prestazioni da supercar, anche se spinte da motore elettrico, sacrificando così gran parte dell'autonomia e della durata negli anni delle batterie, "sprecando" risorse energetiche per ottenere uno 0-100 km/h in 4". A chiunque piacciono prestazioni così esaltanti e sensazioni di guida adrenaliniche ma questa era è ormai di fatto terminata e relegata agli autodromi, ai track day. Anche con i motori termici a combustione interna non ha senso perseguire queste prestazioni sacrificando sull'altare delle vanità tanta energia e generando tanto inquinamento. I mezzi per ridurre globalmente l'inquinamento delle autovetture e trasporti ci sono da molti anni ma non sono stati debitamente perseguiti. Un esempio l'alimentazione con gas naturali di metano o di petrolio che consentono una più sensibile riduzione degli inquinanti. Questi sistemi di alimentazione alternativi a benzine e gasolio sono disponibili immediatamente per tutti i propulsori e lo erano anche decenni or sono ma poco o nulla è stato fatto dai governi per promuoverne la loro espansione insieme a regolamentazione delle prestazioni ottenibili con lo scopo di ottenere efficienze più elevate con risparmio di combustibile e riduzione significativa dell'inquinamento emesso dai veicoli circolanti.
  • ripeto quello che dico da trent'anni, quando le batterie al litio ed i motori al neodimio e senza spazzole già erano utilizzati nell'aeromodellismo: il futuro è e dovrebbe essere delle auto elettriche, ma, almeno in Italia, ci costerebbe troppo caricarne le batterie, ed oggi, con i problemi contingenti di guerra e pandemia, ci costerebbe ancora di più. Buona parte dell'energia elettrica ci viene fornita, soprattutto di notte, dalle centrali nucleari degli stati confinanti, ma con l'avvento delle auto elettriche tale energia servirà loro per caricare le loro auto di notte. Abbiamo detto no al nucleare che è una delle energie più potenti e pulite a parte le scorie con la scusa di Chernobil e Fucushima (ma abbiamo visto che quello che inquina veramente il mondo è la CO2 e non le scorie atomiche, e se qualche politico accenna alla possibilità di rimettere in funzione quelle tre centrali nucleari che avevamo, subito dopo nelle TV del partito avversario fanno ripetutamente programmi sull'incidente di Chernobil), diciamo no addirittura all'idroelettrico che è sempre stata l'energia rinnovabile per antonomasia negli anni passati, con la scusa della tragedia del Vajont. Ed adesso vogliamo tornare al carbone e cerchiamo altri mercati per acquistare il metano senza pensare minimamente di aumentare l'estrazione dalle nostre piattaforme marine esistenti. Questa è l'Italia.
  • Anno addietro la diatriba sarebbe stata "Tutte chiacchere e distintivo." Purtroppo abbiamo perso l'opportunità, tanto tempo fa, dell'idrogeno. I petrolieri erano e sono tuttora molto contrari a questo tipo di carburante. I sapientoni che siedono a Bruxelles, su comode poltrone e sopratutto ben pagati, si rendono conto che se tutti i cittadini europei viaggiassero con una qualsiasi auto elettrica quanti milioni di colonnine servirebbero e quanta elettricità si dovrebbe produrre. Hanno forse visto i mega dumper da miniera da 300 tonnellate di carico, operare in una miniera a cielo aperto che sono alimentati a corrente tramite un pantografo, in pratica viaggiano come i tram ma senza rotaie.
  • ESATTO Eduardo ha Centrato il Problema .. Servirebbero Auto Piccole e Leggere .... in Grado Pero' di Lunga Autonomia .. almeno 500 km , altrimenti NESSUNO le Acquisterebbe !!! La SMART e' Perfetta come Auto ... Peccato che Ci Mettano un Pacco Batterie Vecchio di 15 Anni e di SOLI 17,6 KW ... mentre ci sono Gia' Pacchi Batterie da 60-80 KW e Autonomia di 800 km !!!!
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  • Il vero problema è che l'elettrico è per auto cittadine, quindi piccole e leggere. Sui lunghi percorsi l'elettrico è perdente. Inoltre non capisco perchè non si facciano auto ceme le vecchie 600/500/850 ovvero auto con pocoa potenza, leggere, velocità max 130/150Km/h quindi ridotti consumi, come si faceva un tempo. Con le nuove tecnologie sarebbe fare auto termiche ed elettriche a basso costo e vero basso impatto ambientale, dalla costruzione, uso e smaltimento. Ma questo va contro i desiderata dei produttori e della finanza eu, il margine sul ciascuna auto sarebbe ridotto.
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  • Sono d'accordo... dovrebbero esserci più auto elettriche di dimensioni medio-piccole: non molto oltre i 4 metri. Ma al momento vengono privilegiate le medio-grandi soprattutto perché, su modelli intrinsecamente più costosi e pesanti (anche nelle versioni con motore endotermico) è più facile ammortizzare gli alti costi e il peso delle batterie.
  • detto da Dallara che costruisce una supersportiva da 400 cv.. e poi ci sono dei SUV elettrici che sono piu' sobri di una utilitaria a benzina...
  • se si vuole imporre una tecnologia e poi anche la tipologia di auto, facciamo prima a farle tutte uguali e chiudiamo tutto
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  • Imponiamo una Yugo elettrica di stato monomodello colore unico cosi' tutti i rosiconi benpensanti fenomeni da apericena vegana sono contenti.
  • I margini delle case sono strettamente legati alla massa totale di veicoli venduti da cuando il settore auto è diventato un settore perfettamente concorrenziale. Le batterie e i suv sono dei sotterfugi per proseguire l'incremento delle masse e dei relativi margini, l'ecologia è soltanto un pretesto.
  • No SUV insomma. Utopia, i costruttori pensano a fare i soldi, se ne fregano della sobrietà ambientale come lifestyle. In Usa sostituiscono i mega truck con quelli EV, nn è che si mettono ad andare in Golf. In Europa SUV a pioggia.
  • Finalmente si comincia a parlare con cognizione di causa. Le auto, soprattutto negli ultimi 20 anni, sono andate progressivamente trasformandosi in una specie di "autoblindo", certamente più sicure, ma terribilmente più grandi e soprattutto pesanti: basta guardare il confronto, comparso su 4R pochi mesi fa, tra Alfetta degli anni '70 e Giulia attualmente in produzione. Si tratta di una mutazione negativa per l'ambiente: maggiore impiego di risorse per la fabbricazione, maggiore consumo di carburante per l'impiego su strada. Come corollario di ciò. è sempre più ridotto il listino delle utilitarie accessibili: il segmento A è ai minimi termini, e nel segmento B i listini crescono, oserei dire, vertiginosamente. Di questo passo, l'auto tornerà ad essere "roba da ricchi": forse con grande gioia dei regolatori, che magari pensano di risolvere così il problema della congestione sulle strade, Ma potrebbe crearsi una situazione simile a quella degli USA a fine anni '50 del XX Secolo, quando alcuni costruttori, specie europei, furono lesti a rispondere alla domanda di auto meno affette da gigantismo rispetto a quello che allora proponeva Detroit.
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  • Sempre detto, asfalti permettendo.
  • è una banalità rivoluzionaria.... ma meglio tardi che mai... A esser sinceri, non ci voleva Dallara per dirlo. Bastava un po' di buon senso, accendere il cervello e ci poteva arrivare anche una persona semplice. O bastava quattroruote, quello di qualche decennio fa...
  • finalmente! saggezza e competenza vs. moda e scialo
  • Per noi forse sono scelte anacronistiche ma le case decidono sulla base dei mercati USA e Asia, mi pare evidente che da quelle parti i clienti chiedano questo tipo di auto. Anzi, vogliono anche i suv-coupè.
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  • Finalmente qualcuno lo dice chiaramente
  • Per l’uso quotidiano servono vetture più sobrie, non Suv ci volleva l'ing. Dallara per capirlo? un suv da 2000 kg elettrico (che ricordo va gas quando va bene) consuma e ENQUINA il doppio di un auto da 1000 kg a benzina
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