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ID.Buzz, dopo più di mezzo secolo torna il Bulli

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ID.Buzz, dopo più di mezzo secolo torna il Bulli
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Per decenni se lo sono chiesti un po’ tutti, appassionati e addetti ai lavori: perché non rifanno un Bulli? Icona pop degli anni 50 e 60, adorato dai figli dei fiori, il pullmino per eccellenza della Volkswagen è rimasto chiuso in una capsula del tempo fino al giugno di quest’anno, mese in cui è tornato sulla scena con il nome di ID.Buzz. Che può essere definito il suo erede naturale, per le forme ma soprattutto per lo spirito: nasce sia per trasportare merci di ogni genere, sia per una mobilità personale che oggi, figlia dei nostri tempi, punta sulla sostenibilità.

Quel precedente del 2001... Eppure, la Volkswagen ce l’ha fatto sudare un bel po’, l’erede del Bulli. Ci aveva illuso nel 2001, con il Microbus Concept presentato a Detroit: sembrava in rampa di lancio, ma poi il volo è stato cancellato. Dieci anni dopo, a Ginevra, arriva il prototipo del Bulli elettrico, giusto per tastare nuovamente il terreno; ma anche quello, niente.

Volkswagen ID. Buzz: instant classic alla spina

Alla prova in questi giorni. Nel 2016 i tempi iniziano ad essere maturi: dopo il dieselgate, la Volkswagen accelera sull’auto a batteria e annuncia lo sviluppo di una nuova piattaforma, la Meb, e il primo concept è un altro pullmino che strizza l’occhio al Bulli: si chiama Budd-e. Ma è l’anno successivo, il 2017, che la faccenda si concretizza: sempre a Detroit, c’è l’ID. Buzz, un prototipo pressoché identico alla versione di produzione. Oggi, la reincarnazione è finalmente qui: e la stiamo provando proprio in questi giorni.  

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