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Best of 2022
Volkswagen-Diess, liaison al capolinea

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È il 22 luglio del 2022. La Borsa di Francoforte ha appena chiuso la sua giornata di contrattazioni, quando arriva un colpo di scena del tutto inatteso: il gruppo Volkswagen annuncia le dimissioni del suo amministratore delegato Herbert Diess. Si tratta di un vero e proprio terremoto, l'uscita di scena del manager che stava dando la "scossa" alle strategie di Wolfsburg: una rivoluzione per molti aspetti, ovviamente non priva di scontri e di ostacoli.  

I segnali. L'uscita di Diess è stata letta, a caldo, come un divorzio consensuale, ma si può parlare di siluramento in piena regola alla luce di alcuni segnali passati completamente sotto traccia nelle settimane precedenti. Tra giugno e luglio, la stampa tedesca prima parla di un vero e proprio ultimatum imposto all'ex manager BMW: il consiglio di sorveglianza concede poche settimane per risolvere i crescenti problemi della divisione informatica Cariad. Poco dopo, arrivano nuove indiscrezioni su difficoltà tali da determinare forti ritardi nei programmi di sviluppo di diversi modelli elettrici fondamentali per l'ambiziosa strategia impostata dallo stesso Diess e incentrata sulla conquista della leadership globale nel mercato delle auto a batteria: è la goccia che fa traboccare un vaso già colmo. 

Problemi datati. Diess è oggetto di critiche da parte dei sindacati, soprattutto per lo stile manageriale giudicato poco empatico e troppo distaccato. I rappresentanti dei lavoratori, a partire dal potente e influente presidente del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, lo accusano di aver impostato obiettivi troppo ambiziosi, di fare troppi riferimenti alla Tesla, di aver abbandonato Wolfsburg e di non aver raggiunto i risultati sperati in Cina. Lo scontro arriva al suo culmime nell'autunno del 2021, quando aumentano le probabilità di un licenziamento in tronco, ma alla fine tutto si ricompone nell'ottica di mantenere quella stabilità manageriale di crescente necessità nell'attuale fase di transizione verso la mobilità elettrica. Diess accetta perfino un ridimensionamento dei suoi poteri, ma evidentemente il fuoco cova sotto la cenere di una situazione sull'orlo di esplodere. E l'esplosione arriva alla fine di luglio 2022, nel giorno, tra l'altro, in cui i tedeschi possono iniziare a godersi le tanto agognate ferie. Il posto di Diess passa a Oliver Blume, numero uno della Porsche, e tutte le strategie vengono poste sotto revisione per tratteggiare un altro futuro all'insegna non solo dell'elettrico. E con tante sorprese, tra cui la quotazione della stessa Porsche e il rinvio dell'importante progetto Trinity.

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