GP della Malesia
Doppietta Red Bull in una gara pazza

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Daniel Ricciardo ha vinto il Gran Premio della Malesia, diciassettesima prova del Mondiale di Formula 1 2017. L'australiano ha preceduto sotto la bandiera a scacchi il compagno di squadra, Max Verstappen: i due firmano una doppietta per la Red Bull che mancava dalla fine del 2013. Una gara pazza, ricca di colpi di scena, che vede sul gradino più basso del podio Nico Rosberg e la sua Mercedes.

Festa Red Bull. "Abbiamo avuto un po' di fortuna, senza il problema di Hamilton non avremmo vinto. Ma noi eravamo lì, pronti a cogliere qualsiasi opportunità... e lo abbiamo fatto", ha detto Christian Horner, team principal della Red Bull Racing. "Abbiamo fatto una doppietta qui nel 2013, ma le sensazioni di oggi sono nettamente migliori. Tutto il team ha lavorato alla grande, senza mollare mai, oggi questa vittoria fa morale". Non poteva mancare il siparietto di Ricciardo sul podio: via la scarpa destra, dentro lo Champagne e via a bere. Questa volta, però, neanche gli altri si sono sottratti a questo strano rituale e, così, ecco bere anche Christian Horner, Max Verstappen e Nico Rosberg. Il vincitore, alla fine, ha dichiarato: "Oggi è stata una gara fatta di grandi sfide. Non sono uno di quelli che crede al karma, ma oggi è andata esattamente all'opposto di Montecarlo, dove avrei potuto vincere, così mi riprendo ciò che era mio, senza nulla togliere a Lewis. Avevo promesso che almeno una gara l'avrei vinta quest'anno, ci siamo arrivati vicini molte volte e devo ringraziare la Red Bull e tutti coloro che mi hanno sostenuto. Oggi è una giornata piuttosto travolgente: ora voglio festeggiare!"

Caos in partenza. La prima curva riserva delle sorprese. Vettel parte bene, mettendosi davanti a Ricciardo, affiancando in frenata anche l'altra RB12 di Verstappen. Questa volta, però, è proprio il ferrarista ad arrivare lungo in frenata, toccando prima Max e poi la Mercedes di Rosberg, mandandolo in testacoda. I danni sulla sua SF16-H sono irreparabili: sospensione anteriore sinistra rotta e gara finita. Sebastian ha commentato: "Ero partito bene e ho cercato di superare Max, ma non sono riuscito a rallentare abbastanza e non ho potuto evitare il contatto. Si è innescata una sfortunata reazione a catena, mi dispiace, soprattutto per Nico". E a chi gli ha chiesto di commentare il team radio di Verstappen, che ha definito il quattro volte campione del mondo 'un pazzo', Sebastian ha aggiunto sorridendo: "Non credo serva un mio commento in merito".

Vettel penalizzato. La direzione gara, dopo aver avuto a colloquio il pilota ferrarista, ha deciso di infliggergli una penalità per l'incidente al via del Gran Premio della Malesia. Il tedesco perderà tre posizioni sulla griglia di partenza del Gran Premio del Giappone.

Hamilton, in fumo i sogni di gloria. Per 41 giri Hamilton ha dominato la corsa, senza che nessuno potesse dargli fastidio. Poi, di colpo, la sua power unit Mercedes ha accusato un problema tecnico che ha mandato in fumo le speranze di vittoria. Evidente la sua disperazione, urlata via radio, mentre pensava al grande assist che questo episodio ha dato al compagno di squadra, Nico Rosberg. Il tedesco, che ha dovuto recuperare dal fondo dello schieramento dopo l'incidente al via con Vettel, ha conquistato un podio con tanta aggressività. Si è ritrovato anche a fare a ruotate con la Ferrari di Raikkonen e questo gli è costato una penalità di 10 secondi sul tempo finale di gara che, però, non gli ha tolto la possibilità di conquistare il terzo posto. "Che cosa sento oggi? Dolore. Perché abbiamo lavorato tantissimo questo fine settimana e stava andando tutto bene. Il mio è l'unico motore Mercedes che non ha finito la gara. E io non posso far nulla, se non tenere la testa bassa e continuare a lavorare", ha affermato Hamilton.

Rosberg, leader del mondiale. "Dopo la prima curva, pensavo fosse tutto finito", ha affermato Nico Rosberg. "Ma sono riuscito a reagire e tornare sul podio, è stato grandioso. Devo dire che in generale è un buon momento e non vedo l'ora di affrontare la prossima gara a Suzuka". Oggi, Rosberg conquista altri punti preziosi per la sua classifica: ora è in testa al Mondiale con 23 punti su Lewis Hamilton.

Medaglia di legno per Raikkonen. Il quarto posto non è un risultato soddisfacente per la Ferrari, perché - anche in questa occasione - ha il sapore dell'occasione mancata. Kimi Raikkonen ha provato ad agguantare il podio, ma ha raccontato: "Ci mancava qualcosa a ogni giro e non abbiamo avuto mai davvero l'opportunità di sfidare i nostri avversari per il podio. Quando Rosberg mi ha passato, ho avuto anche un problema con il fondo e questo non ha aiutato. Inutile ora pensare a cosa sarebbe successo senza l'incidente al via: è andata così, dopo quella partenza è stata la migliore gara che potessimo fare".

Gp della Malesia - Risultati della gara

1. Ricciardo - Red Bull TAG
2. Verstappen - Red Bull TAG
3. Rosberg - Mercedes
4. Raikkonen - Ferrari
5. Bottas - Williams Mercedes
6. Pérez - Force India Mercedes
7. Alonso - McLaren Honda
8. Hulkenberg - Force India Mercedes
9. Button - McLaren Honda
10. Palmer - Renault
11. Sainz - Toro Rosso Ferrari
12. Ericsson - Sauber Ferrari
13. Massa - Williams Mercedes
14. Kvyat - Toro Rosso Ferrari
15. Wehrlein - Manor Mercedes
16. Ocon - Manor Mercedes

Ritirati: Nasr (Sauber), Hamilton (Mercedes), Gutierrez (Haas), Magnussen (Renault), Grosjean (Haas), Vettel (Ferrari)

Raffaele Provenzale

Per me mondiale strafinito. E se non ci saranno "miracoli" anche i prossimi.

COMMENTI

  • Per me mondiale strafinito. E se non ci saranno "miracoli" anche i prossimi.
  • A me sembra, (ed è stato ricordato da altri amici), che le penalizzazioni di Vettel e soprattutto Rosberg non ci stavano, come sottolineato da Lino e come io nel mio piccolo sto scrivendo da tempo, la disomogeneità dei giudizi, frutto della rotazione continua dei componenti del consiglio giudicante, a volte può essere irritante per chi guarda da fuori,.... Per quel che riguarda l'impunità di cui continua a godere l'olandesino, temo però non si tratti di peso politico del singolo team quanto al fatto che all'ambiente servano i personaggi, ..... e il ragazzino è un predestinato per diventarlo, dunque cercano di agevolarlo in questo suo percorso........... Sulla Ferrari ormai inutile scrivere sempre le stesse cose, se non che rappresenta la delusione più grande della stagione, e se prima poteva almeno esserci la segreta speranza che un valente tecnico come Allison, una volta ripresosi dal dramma che lo ha colpito, potesse tirar fuori il coniglio dal cappello, ora che invece la guida tecnica è stata affidata ad altri, temo purtroppo che anche il futuro sarà pieno di nubi nerissime.....
  • la sanzione a vettel e le precedenti impunità di versbatten sono uno schiaffo all'intelligenza di tutti e, se permettete, alla boria di annamobbene e marpionne. I due geni che avrebbero portato la ferrari al trionfo "perchè la ferrari non può non vincere" diceva il marpionne con tutti i leccaculo dietro dopo un 2015 di botte di culo ( tipo vincere alla prima gara, molto mediatico). Invece non solo la ferrari non vince neanche col binocolo, ma viene pure bistrattata dai direttori di gara. Vettel è entrato in curva in modo molto meno veemente di quanto aveva fatto versbatten a spa. Insomma per dirla da bar, versbatten fece una manovra alla spera in dio con la staccata tirata fuori tempo massimo. Vettel era affancato già prima della corda della curva e pienamente in pista all'interno col vantaggio quindi della traiettoria. Ora Vettel mi fa quasi tenerezza nella sua depressione e anche lui subisce la legge del contrappasso. Quando guidava l'auto del 4 volte campione del mondo Newey era arrogante tanto quanto Versbatten. Un giovanotto tanto garbato e bravo ragazzo fuori, quanto disinvolto, cinico, agressivo e a volte pericoloso in pista. Uno che pur di non perdere era disposto a buttarti fuori. Non voglio citare le innumerevoli baruffe col compagno di squadra, cito solo Monza con alonso buttato sul prato a 300 all'ora... Ecco ora vettel le busca da uno come lui e viene pure bastonato dai giudici. A me questi piloti non sono mai piaciuti, versbatten, prima vettel, prima ancora shumacher, fino al capostipite degli antisportivi ayrton senna, che almeno era divino, un dio col peccato dell'arroganza. Quindi riepilogando: vettel ha trovato uno più vettel di lui, la ferrari non conta una cicca sputata da annamobene, marchionne dovrebbe nascondere la faccia i dentro il suo maglioncino sdrucito, la mercedes chiedere scusa per rosberg campione del mondo. amen
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  • Diciamo che parte delle F1 si traduce nelle parole di Hamilton quando accusa Mercedes di boicottarlo salvo poi ritrattare su fb: che pagliaccio, non ha nemmeno il coraggio delle sue parole. A forza di voler spettacolarizzare il "circus" sta diventando come il wrestling americano: una misera pagliacciata, a partire dai regolamenti che non valgono per tutti, vedi attacco sospensioni Merceses, aereodinamica attiva di Redbul nell'estrattore e nei flap anteriori che si muovono ad un battito di ali di farfalla, vedi sanzioni per errori di guida più o meno volontari; è diventato un mondo assurdo per mitomani della play station: hanno abolito i test in pista a favore dei test di "laboratorio" come galleria del vento, simulatore di gara per le auto, simulatore per i piloti. Già che da qualche anno la maggior parte dei sorpassi si fanno in rettilineo abbattendo l'ala ed i carico aereodinamico solo se nel detection point la vettura che segue e più vicina di un secondo è pazzesco; per lo spettacolo dovrebbe essere il contrario: ti si da la possibilità di avvicinarti, ma quando sei sotto devi prendere il sorpasso ad armi pari!!! Poi la gara è una noia mortale, dove solo se qualcuno fonde o sbatte diventa interessante: le gomme che si usurano prima, dopo, la VSC che è un altro scempio in una gara di auto. E' diventato uno sport per ingenieri maniaci appassionati di wrestling...
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  • A mio avviso, dato che i dirigenti della F1 non capiscono niente, dovrebbero prendere più forza i team e unirsi per cambiare le regole, farlo tornare uno sport serio e pure pericoloso. Ora ha totalmente perso il fascino delle corse
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  • E continua il delirio: ormai come ho già detto, la Ferrari è un nano politico (e complimenti a marchionne per questo, ma forse essere nel consiglio di amministrazione di 35 società fa trasparire quanto al suddetto interessi la F1). Che il bambino olandese abbia fatto quello che ha fatto con tanto di confessione (loro hanno rovinato la mia gara, io rovino la loro) e non sia stato neppure redarguito, e che a Vettel non venga perdonata una frenata sbagliata (e magari, se non frenava sul cordolo perchè stretto dal suddetto bambino riusciva pure a starci) è la rappresentazine plastica di quanta considerazione venga data oggi alla Ferrari da parte della federazione: nulla. Faccio i complimenti al presidente per essere riuscito in cotanta impresa.
  • Giustifico Vettel, che è sempre stato un mostro di freddezza e concretezza. Quest'anno i suoi rischi e i suoi errori sono figli della consapevolezza di avere una pessima auto, più di quello che possano esprimere nelle interviste ufficiali. A questo punto si tenta l'impossibile nelle situazioni straordinarie, perchè sa che in condizioni standard è condannato a restare dietro. Noto anche una estrema difficoltà per la ferrari nel compiere sorpassi, che invece Red bull compie con facilità disarmante.
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  • Oggi ho assistito a due paradossi: 1) Verstappen che da del pazzo a Vettel (da che pulpito...); 2) sanzione di 10" a Rosberg per un sorpasso (su Kimi) duro ma che ci stava, niente di che. Poteva forse aspettare un momento più favorevole senza rischiare così tanto, ma non mi sembra proprio che meritasse di essere sanzionato. Quando la FIA affidera' le decisioni ad un unico team di esperti per tutti i GP sara sempre troppo tardi.
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  • Diciamo che pure le Red bull sono diventate un miraggio per la Ferrari.Dispiace ma anche quest'anno è' andata così.
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  • Certo che anche le strategie in Ferrari non le azzeccano manco per sbaglio, con la prima v.s.c. avrebbero dovuto cambiare ed invece son rimasti fuori con la macchina che girava più lenta delle altre, a tal punto da farsi riprendere da Verstappen, che aveva appunto cambiato.
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