Carburanti Il governo annuncia il taglio delle accise

Mario Rossi Mario Rossi
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Il governo annuncia il taglio delle accise
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La promessa è impegnativa: “Intendiamo inoltre eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”, si legge sul cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento” firmato a maggio dal capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, e dal segretario della Lega, Matteo Salvini. La promessa è tornata d’attualità ieri, quando il sottosegretario all’economia, il leghista Massimo Bitonci, in un’intervista al Messaggero, ha ribadito il concetto in vista del ddl bilancio, che l’esecutivo sta scrivendo proprio in queste settimane: “Cancelleremo le accise più datate”.

Quali sono più “datate”. Ma che vuol dire “datate”? Difficile dirlo. Anche perché le accise a cui i politici fanno in genere riferimento sono state soppresse nel 1993 e sostituite da un'aliquota unificata, più volte ritoccata all'insù nei decenni successivi. Ma a prescindere dalle tecnicalità, quando parlano di accise "datate" o "anacronistiche" i politici si riferiscono in genere, agli aumenti decisi in situazioni di particolare emergenza finanziaria ma mai aboliti a emergenza superata. A partire dalle 1,90 lire (dell’epoca) volute dal governo Mussolini per contribuire a finanziare la guerra d’Etiopia del 1935-1936. Nel "pacchetto" di "componenti anacronistiche" dovrebbero dunque rientrare anche gli incrementi approvati in occasione della crisi di Suez del 1956 (14 lire di allora), dopo il disastro del Vajont del 1963 (10 lire), in seguito all’alluvione di Firenze del 1966 (10 lire) e per il terremoto del Belice del gennaio 1968 (10 lire). Ma sono indubbiamente anacronistici anche i maxi aumenti decisi per finanziare le ricostruzioni del Friuli dopo il terremoto del 1976 (99 lire) e dell’Irpinia dopo il sisma del 1980 (75 lire). Per semplicità fermiamoci qui, anche se i ritocchi decisi in occasione delle missioni militari in Libano nel 1983 (205 lire) e in Bosnia nel 1996 (22 lire) dovrebbero certamente rientrare a pieno titolo in questo "pacchetto".

Prezzi giù, in media, di 138 millesimi. Se il taglio riguardasse tutti gli aumenti decisi fino al 1980, la riduzione della componente accisa sui prezzi dei carburanti si attesterebbe a 0,1135 €/l, equivalente a un taglio dei prezzi alla pompa superiore a 138 millesimi di euro al litro. Ipotizzando che la decurtazione della componente accisa sia identica per benzina e gasolio, tutto ciò significherebbe una riduzione dei prezzi, rispetto all’ultima rilevazione dei prezzi medi da parte del ministero dello Sviluppo economico (1,629 €/l per la verde e 1,507 €/l per il gasolio), rispettivamente dell’8,5% e del 9,2%. Mica male.

Un buco da 4 miliardi di euro.Il rovescio della medaglia è, ovviamente, l’impatto sui conti pubblici. Ipotizzando, per semplicità, che la manovra non incida sui consumi, che in realtà potrebbero aumentare proprio grazie alla sensibile riduzione dei prezzi (ciò che spera il governo per compensare, in parte, la riduzione degli incassi), il taglio equivarrebbe a una riduzione della componente fiscale dell’11% per la benzina e del 12,8% per il gasolio. Considerando che nel 2017 i carburanti hanno garantito allo stato 32,4 miliardi di euro, un taglio medio del gettito del 12% provocherebbe un buco, per le casse dell'erario, di circa 4 miliardi. Solo per dare un’idea, la tassa automobilistica, il cosiddetto bollo, vale circa 6,3 miliardi.

Enrico Falconi

Non credo che un decremento di un 10% del prezzo dei carburanti basti ad aumentare i consumi abbastanza per compensare la perdita erariale. Sono invece convinto che andrebbero eliminati i balzelli di bollo e superbollo : quest’ultimo addirittura masochistico per le finanze statali, avendo la sua istituzione devastato un settore (quello delle potenti auto spprtive) un tempo florido e foriero di tanta IVA. Fra l’altro lo spostamento del ricavato da bollo e superbollo sul prezzo dei carburanti (più o meno un 7-8% in più di costo per litro) determinerebbe il pagamento di queste tasse, annegate mel prezzo dei carburanti, anche da parte delle decine di migliaia di stranieri che vengono in Italia a far vacanze. Con l’aggiunta, in conclusione, di una più equa tassazione sull’inquinamento, realmente in base ai consumi. Magari con la detraibilita’ totale per chi utilizza mezzi per lavoro.

COMMENTI

  • Non credo che un decremento di un 10% del prezzo dei carburanti basti ad aumentare i consumi abbastanza per compensare la perdita erariale. Sono invece convinto che andrebbero eliminati i balzelli di bollo e superbollo : quest’ultimo addirittura masochistico per le finanze statali, avendo la sua istituzione devastato un settore (quello delle potenti auto spprtive) un tempo florido e foriero di tanta IVA. Fra l’altro lo spostamento del ricavato da bollo e superbollo sul prezzo dei carburanti (più o meno un 7-8% in più di costo per litro) determinerebbe il pagamento di queste tasse, annegate mel prezzo dei carburanti, anche da parte delle decine di migliaia di stranieri che vengono in Italia a far vacanze. Con l’aggiunta, in conclusione, di una più equa tassazione sull’inquinamento, realmente in base ai consumi. Magari con la detraibilita’ totale per chi utilizza mezzi per lavoro.
  • Io aumenterei i carburanti. Per contro, abolirei bollo e tasse varie. Fantasticando un po', includerei nell'aumento dei carburanti anche l'assicurazione. In questo modo pagherebbero tutti, in funzione del tipo di mezzo e di quanto lo utilizzano.
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  • Era ora che qualche governo andasse a favore degli automobilisti! È scandaloso come sia caro il carburante in Italia rispetto al resto di UE! Tra l'altro sto parlando di Paesi dove il reddito medio pro-capite è più altro dell'Italia, e quindi dove l'incidenza del prezzo della benzina sulle tasche degli automobilisti è ancora più basso di quello che sembra... È un provvedimento "bello" e che avvantaggia tutti i ceti sociali! Perché voglio ricordare che un nuovo incentivo alla rottamazione incentiva solo chi ha da parte migliaia di euro per comprare un'auto nuova! Infine, per chi parla di telelavoro, ed ha pure scomodato nomi grossi dell'economia mondiale, in Germania il telelavoro è una realtà, eppure la benzina costa 30 centesimi in meno che in Italia... Infine, l'energia elettrica non viene dai fiori, in Italia nella fattispecie viene in grossa parte da centrali termiche che bruciano petrolio per fare energia elettrica e dal nucleare... infatti abbiamo chiuso (per fortuna) le nostre centrali nucleari, ma Svizzera e Francia che ci vendono l'elettricità producono prevalentemente col nucleare...
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  • Taglio solo simbolico. Giusto perché non si dica poi......è arrivato il governo del cambiamento ed ha comunque lasciato queste ridicolaggini... Il M5S ha poi abbandonato in un colpo solo la sua vena ambientalista con un provvedimento come questo. Dovrebbero pubblicare,già che ci sono,dove sono andati a finire tutti i soldi delle accise che tolgono. Chiamasi trasparenza............ Al posto delle accise(che dovrebbero essere tolte in misura maggiore) dovrebbero sostituirle ,in parte ,con incentivi per passare a classi di euro maggiori;da dare alle Regioni per la spesa. Diversamente siamo fermi sul tema inquinamento o quantomeno in pianura padana non ne usciamo più
  • Il fatto che la gente sia invogliata ad andare a lavorare in auto perché la benzina costa meno è una diceria perché in città spesso nei luoghi di lavoro non ci sono parcheggi, sono a pagamento, il luogo di lavoro è in zona limitata o ci metti il doppio per il traffico. Una riduzione della benzina darebbe un po’ di respiro a chi usa il mezzo per lavoro.
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  • concordo pienamente con fullerene. finalmente qualcuno che sostiene che il telelavoro (oggi possiible ed in parte praticato per molte tipologie lavorative) sia la soluzione più intelligente. aggiungo che non è soffocando le auto con Euro 3 4 5 6 che si abbattono le emissioni nocive ma circolando solo se strettamente necessario (il confronto è improponibile parliamo di ordini di grandezza...)
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  • Personalmente non concordo con il taglio delle accise, che non solo produrrebbe un minor gettito fiscale per stimati 4 miliardi, ma potrebbe indurre a maggiori consumi e conseguenti maggiori emissioni. Dovrebbero mantenere gli attuali livelli di costo alla pompa e destinare almeno uno, dei quattro miliardi/anno di gettito, a serie politiche di incentivazione dello “smart-working” (o telelavoro se preferite), mirato alla riduzione delle auto in circolazione (si pensi al traffico mostruoso, nelle ore di punta, costituito dai pendolari) e per incrementare il numero di colonnine di ricarica per le auto elettriche; la cui diffusione dovrebbe essere anch’essa incentivata. L’ obiettivo NON è ridurre il prezzo dei carburanti per far felici gli automobilisti in coda sulle tangenziali, ma è ridurre le auto in circolazione e trasformarle in auto a zero emissioni.
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  • Anche se abbassano i prezzi dei carburanti alzeranno l'asticella da qualche altra parte visto che a conti siamo messi male e la matematica non è una opinione. Che rinuncino a 4 miliardi non ci crede nessuno, faranno felice qualche automobilista ma pipperanno qualche altra categoria.
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  • Mettete la benza a 1.4 e il diesel a 2€. Così finalmente posso valutare un ritorno in Italia (e mi ricompro un motore BMW 6 cilindri a benzina).
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  • Dal mio punto di vista interesserebbe di più abbassare il prezzo del kWh alle colonnine, sia fast che mennekes. 0,25 euro tasse incluse sarebbe un prezzo equo.
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  • pure l'ing. de vita su auto moto ha scritto a proposito del diesel meno inquinante della benzina solo che ormai hanno ficcato in testa che è brutto sporco e cattivo e quindi chi parla con dati di ricerca viene tacciato di faziosità a favore delle lobby del petrolio...
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  • Leone, è inutile che mette motorbox o il fattoquotidiano, chi sono? Il Cnr è poi una realtà italiana, che deve tener conto di tante cose .. . La realtà, ripeto, è che ancora non ci sono strumenti affidabili per misurare le nanoparticelle di particolato, quindi si nega ciò che non si vede. Leone, le consiglio di non respirare dallo scarico del suo diesel, mentree effettua la rigenerazione. Il filtro antiparticolato è la presa in giro degli ultimi anni
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  • https://www.motorbox.com/auto/magazine/vivere-auto/auto-diesel-studio-cnr-il-gasolio-e-meno-inquinante-della-benzina
  • Blundo legge solo gli articoli che parlano male dei motori diesel, per tutti gli altri fa orecchie da mercante. https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/29/diesel-cnr-con-gli-euro-6-meno-co2-dei-benzina-e-sono-piu-puliti-delle-elettriche/4389326/amp/
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  • Finché non vedo non credo.
  • Se riducessero in egual misura il prezzo di benzina e gasolio, farebbero un bel danno, ulteriore, alla salute di tutti e ai conti economici riguardanti la Sanità. A mio avviso invece dovrebbero diminuire di circa 15 cent la benzina e aumentare di circa 5 cent il gasolio, e rimborsare con sussidi gli autotrasportatori. Nel mondo c'è la corsa all'elettrificazione, e qui in Italia invece si incentiverebbe il diesel ?
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