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Emissioni
L'Ue avvia un'indagine sul presunto cartello tra BMW, Daimler e VW

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L'Ue avvia un'indagine sul presunto cartello tra BMW, Daimler e VW
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La Commissione europea ha avviato un'indagine approfondita e formale per valutare se i gruppi BMW, Daimler e Volkswagen abbiano messo in atto pratiche collusive, in violazione delle norme antitrust comunitarie, per evitare la concorrenza sullo sviluppo e sulla diffusione delle tecnologie per la riduzione delle emissioni di veicoli a benzina e diesel.

Indagine partita nel 2017. La vicenda affonda le sue radici nel luglio del 2017 in concomitanza con alcune indiscrezioni lanciate dalla testata tedesca Der Spiegel su un presunto cartello fra i grandi produttori tedeschi per condividere decisioni strategiche e tecniche e quindi aggirare le norme antitrust. La testata ha rivolto pesanti accuse parlando di una collaborazione segreta condotta "come se fossero divisioni della stessa azienda, la German Auto Inc.: un vero e proprio cartello". Le rivelazioni hanno spinto le autorità tedesche ad accendere un faro e la Commissione ad avviare ispezioni a tutto campo nelle sedi di BMW, Daimler, Volkswagen, Audi e Porsche per verificare la presunta collusione. "La Commissione", ha dichiarato il commissario alla concorrenza Margrethe Vestager, "sta ora valutando se i tre gruppi abbiano concordato di non competere l'uno con l'altro sullo sviluppo e sulla diffusione di sistemi importanti per ridurre le emissioni nocive delle auto a benzina e diesel. Queste tecnologie puntano a rendere le vetture meno dannose per l'ambiente: se dimostrata, questa collusione potrebbe aver negato ai consumatori la possibilità di acquistare mezzi meno inquinanti, nonostante la tecnologia sia disponibile per tutti i produttori".

Il circolo dei cinque. L'indagine verte, in particolare, sulle informazioni sul cosiddetto Circolo dei cinque. In pratica, le cinque Case tedesche sono accusate di aver partecipato a riunioni in cui sono state discusse le modalità per limitare lo sviluppo e il lancio, all'interno dello spazio economico europeo, di alcuni dispositivi di controllo delle emissioni, tra cui i sistemi di riduzione catalitica selettiva SCR per i motori diesel e i filtri antiparticolato Otto per i propulsori a benzina. Al momento, la Commissione non ha comunque ancora ottenuto indicazioni certe sulle pratiche collusive e anticoncorrenziali condotte dai tedeschi. Per ora, l'indagine riguarda solo i sistemi di controllo delle emissioni, ma le discussioni tra le parti hanno riguardato anche altri argomenti tecnici, come i requisiti di qualità per le componenti, le procedure dei test, la velocità massima di apertura delle capote dei modelli convertibili o il controllo automatico della velocità dei veicoli e persino i crash test e l'utilizzo dei relativi manichini. A tal proposito, la Commissione ritiene di non aver sufficienti prove per procedere con ulteriori indagini anche alla luce del fatto che le normative antitrust europee autorizzano la collaborazione tecnica per migliorare la qualità dei prodotti. Il massimo organo esecutivo dell'Unione Europea ha già informato le società dell'avvio dell'indagine nonché le autorità antitrust dei singoli Stati membri e ha ricordato come in passato abbia comminato multe, anche pesanti, ai fornitori di numerose componenti automobilistiche per cartelli anti-concorrenziali.

COMMENTI

  • @EVIL SANTIAGO: "...Ogni cartello teso a danneggiare la concorrenza francese è ben accetto..." Di tutto quello che ho letto finora in questo sito, questa la batte tutte...evidentemente la tua sorgente quotidiana di sapere è Novella 2000 (rigorosamente oline...). ...ma se ci becchiamo i dazi USA proprio perché francesi e tedeschi vanno costantemente a braccetto (letto niente a proposito della concorrenza sleale AIRBUS vs BOEING?? Poveretto...
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  • @DAVIDE ISIDORO PITASI: Veramente sono i tedeschi che a suo tempo si sono coalizzati per far fallire tutti gli altri. Con la benedizione della onnipresente Cancelliera. Quella che da detto "Nein" all'offerta FCA per Opel per poi svenderla ai francesi.
  • ..."il circolo dei cinque"... ma curiosamente nel titolo e nell' incipit Audi e Porsche non ci sono.
  • Ogni cartello teso a danneggiare la concorrenza francese è ben accetto.
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  • abbiamo capito che vogliono far fallire i tedeschi altrimenti non si spiega quest'accanimento...fra poco indagheranno pure se hanno fatto cartello per i bigliettini da visita...
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  • Come ho già scritto, tra qualche tempo si troverà anche "un cartello" tedesco pure su qualche componente delle auto elettriche....