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Antitrust
Maxi multa da 678 milioni di euro alle finanziarie delle case auto

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Maxi multa da 678 milioni di euro alle finanziarie delle case auto
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l'istruttoria avviata nel maggio del 2017 sulle finanziarie e banche captive delle case automobilistiche comminando, nel complesso, multe per oltre 678 milioni di euro. Con il procedimento, condotto con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, l'autorità ha accertato "l’attuazione di un’intesa unica, complessa e continuata avente a oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri".  

La denuncia della Mercedes. L’istruttoria, progressivamente estesa a numerose realtà del settore, è stata avviata in seguito a una "domanda di clemenza" presentata dalla Daimler e dalla sua finanziaria interna Mercedes-Benz Financial Services Italia Spa. La società del gruppo tedesco ha denunciato le conseguenze della costituzione di un cartello tra le principali finanziarie e banche cosiddette "captive” (entità create internamente per offrire finanziamenti all'acquisto di auto) dei principali gruppi automobilistici operanti sul territorio nazionale nella vendita di auto tramite prodotti finanziari. L'Autorità, che durante le indagine ha sentito anche altre realtà non direttamente legate al settore auto ma attive nei finanziamenti all'acquisto di veicoli (Compass, Fiditalia, Findomestic e Agos Ducato), ha in particolare accertato la realizzazione di "un’intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di vetture dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive bank".  

20 società sotto indagine. A finire nel mirino dell'Antitrust sono state 20 realtà del settore automobilistico e non solo. Si tratta di Banca PSA Italia, Banque PSA Finance, Santander Consumer Bank, BMW Bank, BMW, Daimler, Mercedes-Benz Financial Services Italia, FCA Bank, FCA Italy, Crédit Agricole Consumer Finance, Ford Crédit Europe Bank, Ford, General Motors Financial Italia, General Motors, RCI Banque, Renault, Toyota Financial Services, Toyota Motor, Volkswagen Bank e Volkswagen. Sono state, inoltre, coinvolte le associazioni di categoria Assilea (Assocazione italiana leasing) e Assofin (Associazione italiana credito al consumo e immobiliare). Le varie finanziarie, durante il procedimento, hanno comunque offerto forme di collaborazione, presentando anche impegni di garanzia o documentazione relativa all’attuazione di un programma di "compliance antitrust", ossia di adeguamento alle normative di mercato.  

Sanzioni pesanti. Per la "gravità" e la "durata dell’infrazione", l’Autorità ha imposto sanzioni pecuniarie, per un totale complessivo, di 678,39 milioni di euro. Nello specifico, la multa di maggior entità (178,91 milioni) è stata comminata a FCA Bank, seguita dal gruppo Volkswagen (163,014 milioni) e dalla Renault (125,17 milioni). BMW è stata sanzionata per 71,7 milioni, Banque PSA per 44,6 milioni, Toyota per 43,38 milioni, Ford per 41,52 milioni e General Motors per 10,06 milioni. È stato invece riconosciuto il beneficio dell’immunità totale dalla sanzione a favore delle società Daimler e Mercedes-Benz Financial Services Italia, che hanno così evitato l’imposizione di una sanzione superiore a 60 milioni di euro. Le società interessate dal provvedimento hanno ora 60 giorni di tempo per presentare eventuali ricorsi.

La documentazione presentata dalla Daimler. "La Daimler", si legge nel provvedimento dell'Antitrust, "ha infatti prodotto 145 documenti, nei quali è dato conto di un’intesa segreta (cartello) posta in essere attraverso un pervasivo scambio di informazioni" tra le principali captive bank su "variabili sensibili nella fissazione delle condizioni per la concessione di finanziamenti e leasing". L'intesa è avvenuta anche tramite "contatti diretti bilaterali e multilaterali tra le imprese, corredati dalla compilazione e dall’invio di form, anche strutturati, denominati per esempio ‘benchmarking for success’. I contatti hanno interessato anche i vertici aziendali e riguardato diversi argomenti, come il Taeg, l'estinzione dei piani rateali, i tassi applicati o i volumi di vendita. L'autorità sottolinea infine che la documentazione presentata dal gruppo tedesco "dà conto di un’articolata intesa segreta tra le parti volta a eliminare o ridurre fortemente l’incertezza in merito alle rispettive politiche commerciali, attraverso la condivisione periodica dei dati e delle informazioni relativi alle condizioni applicate, ai costi e ai volumi, nonché di ulteriori informazioni di volta in volta condivise in base alle esigenze del momento". Tra l'altro, l'Agcm sottolinea che già, "nel 2010, tra le parti è emersa la consapevolezza della natura illecita, sotto il profilo antitrust, dello scambio informativo in essere". Tuttavia "tale consapevolezza emersa in sede Assofin non ha comunque impedito alle società di continuare a scambiarsi informazioni sensibili disaggregate sia in sede associativa, sia in maniera diretta, bilaterale e multilaterale". 

Le posizioni delle Case. Le varie società hanno comunque contestato, durante le fasi del procedimento istruttorio, le risultanze dell'inchiesta sulla base di diverse argomentazioni: dalla presenza di vizi procedurali all’assenza di effettivi rapporti di concorrenza tali da giustificare l’esistenza di un’intesa; dall’assenza di sensibilità concorrenziale dei dati scambiati all’assenza dell’analisi del contesto del mercato fino all’errata configurazione di scambi di informazioni episodici e sporadici "come fattispecie di intesa unica, complessa e continuata". Le società controllanti hanno inoltre escluso qualsiasi responsabilità nonché la partecipazione diretta o indiretta nelle violazioni accertate dall'autorità. La Renault ha per esempio escluso un'influenza determinante sulla propria captive RCI Bank; la BMW ha precisato di non essere coinvolta nelle attività della sua banca; Toyota si è detta del tutto estranea, mentre FCA Italy e Banque PSA Finance hanno fatto presente di non avere il controllo esclusivo di FCA Bank e Banca PSA Italia, essendo queste joint venture paritetiche, rispettivamente con Credit Agricole e con Santander. A loro volta le banche hanno "precisato di operare in autonomia rispetto alla propria casa madre industriale" e in molti casi hanno evidenziato la cessazione dei comportamenti illeciti ben prima del periodo di contestazione. FCA Italy ha per esempio sottolineando "che, in ogni caso, la durata dell’infrazione non può esserle imputata anteriormente al 28 dicembre 2006, data nella quale la società ha acquisito il controllo congiunto di FCA Bank". Per sostenere la propria posizione, le società hanno anche presentato studi e perizie per attestare che non si può avere un’intesa fra soggetti non concorrenti tra loro come appunto le captive bank che finanziano solo i brand delle case madri. Secondo la difesa, inoltre, il mercato è per la metà in mano ad aziende indipendenti, i dati scambiati non sono strategici, non risultano effetti dell’intesa e lo scambio di informazioni serviva unicamente o per effettuare il cosiddetto benchmarking del settore e spingere alla progressiva maggiore efficienza delle singole banche.

No comment. Nessun ulteriore commento è stato espresso sulla vicenda da parte delle Case interessate da noi interpellate. Volkswagen Group e BMW Group hanno comunque fatto sapere che si riservano di intraprendere le opportune azioni legali nelle sedi competenti, così come FCA Bank, che ritiene infondati gli addebiti, e RCI Bank, che sottolinea anche di aver sempre favorito la libera concorrenza nell’interesse dei consumatori e di essere sempre stata attenta al rispetto della legislazione vigente. Posizione ribadita anche da Toyota Financial Services Italia, che non condivide la definizione data dall’AGCM delle proprie attività. 

Ora parte l'iter dei ricorsi. Le società interessate dal provvedimento, infatti, hanno ora 60 giorni di tempo per presentare eventuali ricorsi. Anche tra le rappresentanze di categoria c'è chi ha già ufficializzato le proprie intenzioni. "Assofin non può condividere le conclusioni dell’Autorità, in quanto è estranea a qualsiasi intesa restrittiva della concorrenza nel mercato del collocamento di finanziamenti e contratti di leasing per la vendita di auto", afferma l'associazione, sottolineando "che nessuna intesa di questo tipo è stata posta in essere, perseguita o comunque promossa o agevolata da Assofin. L'associazione presenterà quindi ricorso al Tar avverso questo provvedimento dell’Agcm, certa che la propria totale estraneità rispetto alle accuse che le sono state rivolte sarà riconosciuta".

COMMENTI

  • Me ne ero accorto nel 2010, quando dovevo acquistare un paio d'auto e non mi interessava un modello o marca specifica ma solo il prezzo, per cui girai per parecchi concessioni di varie marche. Le condizioni erano tutte simili tra le varie marche. Tanto che poi le acquistai in contanti.
  • Le finanziarie delle case auto da sempre hanno applicato dei tassi di interesse molto alti con il beneplacito di queste stesse autorita' che avrebbero dovuto agire gia' molto tempo fa. Qui in GB e' la stessa storia ma ancora nessuna autorita' e' intervenuta con azioni disciplinari verso queste finanziarie .
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  • Mah! il discorso vale pure per le aziende petrolifere, le imprese assicuratrici etc etc, cioè fino a che le sanzioni comminate "Una Tantum" da queste Authority saranno inferiori ai guadagni incamerati con condotte scorrette e reiterate per anni e anni, quest'ultime non verranno mai debellate. Aggiungiamoci poi che tra ricorsi e contro_ricorsi, se alla fine gli accusati dovranno pagare qualcosa lo faranno in modo leggero e molto dilazionato nel tempo mentre il denaro incassato indebitamente se lo sono "pappato" subito...
  • Strano.... Ricordo che svariati anni fa, prima dell'avvento delle varie finanziarie legate alle case automobilistiche, che quando ci si recava in concessionaria per l'acquisto di un'auto e si intendeva pagare in contanti, ti stendevano , o quasi , tappeti rossi e praticavano sostanziosi sconti. Ora quando si paga in contanti, parlo per esperienza personale, i venditori sembrano quasi infastiditi ed anzi cercano sempre di invogliarti, magari con ulteriori sconti che saranno loro ampiamente risarciti a fine finanziamento, a pagare tramite le loro finanziarie, perchè, parliamoci chiaro, i margini di guadagno sempre più risicati, vengono ampiamente compensati con i tassi applicati ai finanziamenti ed anche con i tagliandi (vedi in particolare i famosi "materiali di consumo), senza dimenticare i profitti derivanti dalla vendita dell'usato dato in permuta.
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