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Emissioni diesel
FCA, 800 milioni di dollari per chiudere la causa negli Usa

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Il gruppo FCA ha divulgato i termini di massima dell'accordo raggiunto con il Dipartimento di Giustizia e altre autorità statunitensi per chiudere la causa civile partita dalle accuse dell'Epa per presunti software illegali nei motori diesel. In particolare, a conferma delle numerose indiscrezioni emerse tra ieri e oggi, le sanzioni civili per porre fine alle divergenze ammontano a circa 400 milioni di dollari (347,5 milioni di euro), ma sono previsti ulteriori pagamenti per un totale di 800 milioni (694,6 milioni di euro).

Esborso già coperto. L'accordo, raggiunto non solo con il Dipartimento di Giustizia ma anche con l'Agenzia federale per la protezione ambientale (Epa), con il California Air Resources Board, con lo Stato della California, altri 49 Stati e con la Us Customs and Border Protection, prevede infatti ulteriori esborsi per 400 milioni di dollari a sostegno delle somme da corrispondere ai consumatori, del costo stimato delle estensioni della garanzia sui veicoli interessati e delle attività di miglioramento ambientale. Nello specifico, FCA pagherà sanzioni civili per circa 305 milioni al Dipartimento di Giustizia, all'Agenzia federale per la protezione ambientale (Epa) e al California Air Resources Board per pretese in materia ambientale, 13,5 milioni di dollari al procuratore generale della California per pretese relative alla tutela dei consumatori e costi di compensazione ambientale. Altri 72,5 milioni andranno a diversi procuratori degli altri Stati Usa sempre per per pretese relative alla tutela dei consumatori e costi di compensazione ambientale e 6 milioni alla Customs and Border Protection. Inoltre, il gruppo pagherà 19 milioni di dollari allo Stato della California per iniziative di riduzione delle emissioni, al contempo finanziando il miglioramento di 200.000 catalizzatori ad alta efficienza nel settore aftermarket. Il totale di 800 milioni è comunque in linea con quanto stabilito lo scorso ottobre per coprire l'eventuale esborso: FCA ha infatti accantonato a bilancio 713 milioni di euro, pari a 815 milioni di dollari.

Nessuna ammissione di responsabilità. FCA non è stata costretta ad ammettere alcuna responsabilità. "Gli accordi transattivi", si legge nella nota del gruppo, "non modificano la posizione della società secondo cui FCA non ha mai adottato qualsivoglia disegno deliberatamente diretto ad installare impianti di manipolazione per aggirare i test sulle emissioni. Inoltre, il consent decree e gli accordi transattivi non contengono alcun accertamento o ammissione in merito a qualsivoglia pretesa violazione delle norme sulle emissioni". “Siamo consapevoli dell’incertezza che questa vicenda ha creato per i nostri clienti, e confidiamo che questa soluzione preservi la fiducia che ripongono in noi”, ha commentato Mark Chernoby, responsabile per il Nord America delle attività di Safety and Regulatory Compliance. 

Al via i richiami. La filiale statunitense ha anche trovato l'accordo per una class action promossa per conto di alcuni consumatori concordando l'avvio di una campagna di richiamo per l’aggiornamento del software di controllo delle emissioni su circa 104.000 veicoli di Ram 1500 e Jeep Grand Cherokee venduti negli Usa tra il 2014 e il 2016 ed equipaggiati con motori EcoDiesel V-6 da 3 litri. Ogni proprietario o locatario delle vetture avrà titolo a un pagamento pari in media a 2.800 dollari, come concordato con i rappresentanti dei consumatori. I veicoli interessati beneficeranno inoltre di un’estensione della garanzia in relazione all’aggiornamento del software. “Abbiamo implementato nuove e rigorose procedure di validazione e aggiornato i nostri programmi di formazione per garantire la continua osservanza del sempre più complesso contesto normativo”, ha commentato Chernoby.

Le accuse. La vicenda risale al gennaio del 2017, quando l'Epa ha accusato FCA di aver istallato software illegali per il controllo delle emissioni nei motori diesel di 104 mila esemplari di Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram 1500. Secondo l'agenzia, il gruppo non avrebbe fornito informazioni sulla presenza di otto componenti ausiliari della centralina elettronica che consentirebbero di aggirare le normative e quindi i limiti di legge imposti per le emissioni di  ossidi di azoto (NOX). Le accuse dell'Epa hanno successivamente spinto il dipartimento di Giustizia ad avviare una causa legale con la richiesta di multe per oltre 4 miliardi di dollari e, come da prassi negli Stati Uniti, delle trattative con FCA per chiudere il caso, almeno dal punto di vista civile. Il Dipartimento ha infatti avviato anche un'indagine penale, che dovrà essere affrontata in separata sede dal gruppo italo-statunitense.

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