Olivier François Ecco perché il futuro del marchio Fiat è elettrico

Roberto Lo Vecchio da Ginevra, Roberto Lo Vecchio
Olivier François
Ecco perché il futuro del marchio Fiat è elettrico
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La 500 e la Centoventi saranno due modelli chiave nel nuovo compito che si profila in Europa per il marchio Fiat, quello di garantire il rispetto delle regole comunitarie sulle emissioni, abbassando la CO2 media del gruppo FCA, ed evitandogli così salatissime multe. Il responsabile del brand, Olivier François, delinea per il più generalista dei marchi della società italo-americana un futuro assai diverso da quell’ipotesi di disimpegno dal fronte europeo che sembrava profilarsi negli ultimi tempi della gestione Marchionne. Le due auto, la nuova 500 e la versione di serie della concept Centoventi, appena presentata al Salone di Ginevra, svolgeranno due ruoli assai diversi in questa strategia, ma con il medesimo obiettivo: imboccare la strada delle zero emissioni senza smettere di portare soldi in casa. Che è quasi la quadratura del cerchio. Francois spiega come.

Si volta pagina. “Nel piano industriale precedente, quello 2014-2018, la priorità era stata data all’obiettivo di massimizzare l’Ebit del gruppo, i profitti. Operazione giusta, ma noi in Europa abbiamo patito, perché avere quell’obiettivo significava prima dedicarsi a sistemare i truck in America, che hanno i margini di redditività più alti, e quindi Ram e poi la Jeep Wrangler e via dicendo”, racconta il manager, e prosegue: “Dirottando i fondi verso quella destinazione si sono dovute sacrificare le berline in Usa, cioè 200 e Dart, che, per via di un quadro eccessivamente competitivo, finivano a dover essere sostenute da forti campagne sui prezzi, e Marchionne diceva: non voglio mettere le limitate risorse di cui disponiamo su prodotti che sono a forte rischio di sconto. Ugualmente in Europa ha chiamato persone che riteneva capaci di gestire l’esistente senza perdere terreno. Luca Napolitano e il sottoscritto hanno cercato di tenere i volumi e di non mollare sui margini, spostando il mix del venduto verso versioni più redditizie. Ora, però, si apre un nuovo periodo, e con esso scenari interessanti per il marchio Fiat”.

Altro che abbandono. “In Europa il marchio Fiat resta, ormai è confermato, e anzi potrà svolgere il ruolo chiave di assicurare la compliance (il rispetto delle norme UE sulle emissioni di anidride carbonica, in vigore dal 2020, ndr). La strada per farlo è quella maestra dell’elettrico. Il manager francese non nasconde il fatto che ciò sia molto costoso e che in questa fascia di mercato la propensione del cliente a pagare un prezzo alto sia scarsa. “Bisogna tener conto che il differenziale medio di prezzo sul mercato europeo tra una EV e una termica è di circa 9.000 euro”, precisa. Eppure vede una strada per poter fare compliance rendendola profittevole. Ecco quale.

Fiat Centoventi la nuova Panda con qualcosa in più, anzi molto

Possiamo fare la “urban Tesla”. “Due equazioni di valore diverse possono permetterci di mettere sul mercato delle EV senza perderci. La prima passa per la strada del premium e coinvolge ovviamente la 500. Il riferimento un po’ chic nel mondo dell’elettrico qual è ? La Tesla. Com’è la Tesla? Bella, cool, costosetta… E la 500? Bella, cool, costosetta nella sua categoria. Noi con la 500 possiamo fare una urban Tesla. Tra l’altro in questi anni il prezzo medio di vendita della 500 si è alzato sensibilmente, grazie a versioni più accessoriate e costose, siamo nel range dei 23 mila euro, non così lontano dalla fascia di prezzo dell’elettrico”. Quindi, in estrema sintesi, il futuro, almeno immediato, della nuova 500, attesa sul mercato a metà del prossimo anno, quando partirà la produzione a Mirafiori, sarà esclusivamente a zero emissioni. Una versione termica potrebbe eventualmente arrivare solo in un secondo momento.

La trovata della Centoventi. E la seconda equazione? Beh, è quella più ardita, perché, sottolinea Francois, comporta “andare con una elettrica nel mass market, cioè in quel segmento B tradizionale, molto competitivo, e lì c’è il problema di trovare i margini. Ebbene, noi ci siamo detti, forse c’è il modo di arrivarci”. E qui entra in gioco la Centoventi, con i suoi concetti dì semplicità e modularità. “Non saprei se definirla nuova Panda, ma sicuramente raccoglie molte idee della prima Panda, del 1980, che era una low cost totale, ma una low cost cool. La Centoventi riprende questa idea del low cost cool. La filosofia è il taglio dei costi sulla macchina base per ricavare il costo della batteria meno capace, quella da 100 km di autonomia (ci saranno tre livelli di capacità, ndr), in modo da avere un prezzo di listino vicino a quello di una corrispondente auto a combustione. Poi si possono fare tutti gli upgrading che si vuole”.

Autonomia su misura. “In definitiva”, prosegue François, “il range di percorrenza te lo puoi fare su misura delle tue esigenze. Faremo dei clinic e cercheremo di capire le esigenze dei clienti. Ci saranno quelli che diranno che non vogliono niente sotto i 500 km di autonomia e chi non vorrà pagare avere più percorrenza. In mezzo tutte le situazioni intermedie. Ma il bello è che niente è irreversibile: puoi comprare l’auto con il pacco di accumulatori più piccolo e in seguito, se davvero capisci che hai bisogno di un’autonomia superiore, puoi aggiungere batterie. La stessa cosa vale per gli accessori. Questa è un’auto che, partendo da una base estremamente essenziale, ti costruisci tu. Quando la metteremo sul mercato, avremo profilato perfettamente i nostri clienti e li tenteremo con offerte tagliate su misura per loro. Contiamo che nel ciclo di vita dell’auto il cliente cambi tutto, fascioni di plastica, tetto, e così via, almeno due volte”.

Prezzo d’attacco strepitoso. Alla domanda se la Centoventi potrebbe essere messa sul mercato con un tradizionale motore a combustione, Olivier François risponde così: “Facendone un’auto termica, si avrebbe un prezzo d’attacco strepitoso. Si potrebbe anche fare. Però se non la fai elettrica va a perdersi il discorso della compliance”. Che, alla fine, a quanto è dato di capire, in un gruppo come FCA e in uno scenario come l’Europa contemporanea, è ciò che giustifica l’esistenza stessa sul mercato continentale del marchio Fiat.

COMMENTI

  • Se FCA non va elettrico il più presto possibile la vedo dura. La Volkswagen sta già preparando un offensiva incredibile con tipo 28 nuovi modelli EV entro il 2028. Ne vedremo delle belle.
  • Marchionne e’ stato il perfetto manager di se stesso ed ha fatto “sparate” sull’elettrico solo nell’ottica di raggiungere i suoi obiettivi di utile personale. Ben venga una nuova governance del gruppo che valorizzi “tutti” i marchi storici, attenta all’evoluzione futura e non solo agli utili immediati.
  • Fino all'anno scorso sconfessavano l'elettrico, adesso di colpo invece va un gran bene. Caspita che continuità di strategia aziendale.
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  • Sig Dal Bosco.Dimentica che noi non siamo in "Europa" nel senso che,continuiamo a fare tutto l'opposto degli altri.Detto questo,nel centri storici la quasi totalità della illuminazione pubblica è a "tesata" cioè un cavo tra i due palazzi che regge i corpo illuminanate.Cosa facciamo:caliamo un cavo elettrico come negli anni '50 quando al lampadario di cucina tramite una presa collegata al portalampada,si attaccava il ferro da stiro?Poi gli impianti di illuminazione sono in tensione quando sono illuminati e in estate e inverno ci sono minori o maggiori ore in cui gli impianti sono in tensione.Ci vorrebbero comunque apparecchiature di sicurezza per proteggere la linea che comprende centinaia di corpi illuminanti tutti collegati tra loro,trasformatori e raddrizzatori di corrente perché per la batteria occorrerà la corrente continua e non alternata e mi fermo qui perché bisognerebbe leggere un manuale per gli impianti sotto tensione in luoghi pubblici ergo.si farà prima a fare la colonnina di ricarica.Dimenticavo che molti pali,sono in strade o perché strette o per altri motivi con divieto h 24 di sosta.
  • Ieri a TG2 motori hanno fatto vedere questo signore che parlava di poter inserire nella 120 sotto il pianale batterie modulabili di maggior potenza a seconda delle esigenze:e sino a qui d'accordo ma addirittura un pacco di batterie da tenere carico e sostituirlo con quelle scariche come si potrebbe fare con un cellulare..!Non saranno batterie al piombo come quella di una autovettura già impegnativa da sollevare ma solo se uno pensa che il peso di un cellulare,smartphone ecc la batteria incide di almeno l'80%..anche se saranno al litio credo che siano attorno a una cinquantina decina di kg e uno solo come la movimenta?Staremo a vedere. PS.Resta sempre il problema che il 70% di auto non hanno un box dove ricaricare di notte e nei centri storici è anche peggio.Daremo subito il via a fare box sotterranei con i verdi che si incateneranno agli alberi da abbattere?Già a Firenze stanno iniziando proteste per una futura linea tram con alberi da abbattere in alcuni viali.
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  • Ma i vari trollazzi FCA, muti quando il canadese mesi fa parlava di dismissioni di fiat in eu, che ancora pochi mesi/giorni fa....dicevano che l'elettrico era la peggiore delle soluzioni...dopo questa intervista saranno ancora muti:-):-)
  • L'adesione di FCA all'elettrico è dovuta esclusivamente alle normative europee. Follower dei follower
  • L'adesione di FCA all'elettrico è dovuta esclusivamente alle normative europee. Follower dei follower
  • Ora anche Fiat o FCA si è convertita all'elettrico, almeno a parole, dopo anni in cui il guru Marchionne continuava a ripetere che l'auto elettrica era solo un'illusione su cui non valeva la pena investire. Personalmente io non credo che tra 5/8 anni le auto elettriche venderanno più dei quelle tradizionali non solo in Italia ma anche in Europa. Oltre ai famosi modelli elettrici dai prezzi umani annunciati ma ancora non in vendita quello che manca completamente è un'adeguata rete di punti di ricarica rapida.
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  • Per Fiat il futuro è elettrico quando per gli altri lo è già il presente. Tra due anni entrano in vigore i nuovi limiti sulle emissioni e ad oggi FCA non ha ancora un solo modello elettrico (nè ibrido visto che le due Jeep andranno in vendita a fine anno). Il futuro sarà pure elettrico, ma bisogna arrivarci.... Comunque apprezzo molto che ogni manager in FCA abbia una propria opinione della strategia dell'azienda.
  • ma perchè in Europa dobbiamo andare a pedali mentre ogni volta che vado in USA come minimo guido un 1.8 benzina ed hanno tutti i pick-up da 4 ton. V6 o V8 benzina?
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  • Il 2020 si preannuncia ricco di novità "elettriche" per FCA. Cosa spingerà l'utenza al full electric? Semplice, i vari disincentivi all'uso del carburante tradizionale. I tagli iniziali del pacco batterie della 120 potrebbero essere 20/25 kwh, rendendola una vettura adatta anche a brevi viaggi in statale.
  • Da un'altra fonte ho letto che il "collega" di Francois, cioè Harald Wester (uno che con tuti i suoi annunci poi smentiti o caduti nel vuoto ci si potrebbe scrivere un libro), avrebbe dichiarato che al salone di Ginevra 2020 verrebbe presentata la Maserati Alfieri, con 4/5 anni di ritardo ma arriverebbe..... ovviamente elettrificata sia in modo ibrido che full...
  • A parte i virtuosismi lessicali da manager, credo che la principale cosa importante per Fiat sia di evitare le "multe" europee. Prendere a modello Tesla, tra gli ultimi arrivati in campo automobilistico , non mi sembra il massimo , tanto più che una auto completamente elettrica costerà più di una ibrida, visto che 500 e 120 sono auto di fascia medio bassa e bassa , sarebbe una contraddizione nei termini. Che poi, in Fiat, il post Marchionne sia stato superato è tutto da dimostrare (ai mercati) basta vedere l'andamento dei titoli del gruppo da dopo la sua morte ad oggi. Affidare il futuro e l'eventuale rafforzamento del gruppo puntando solo su due modelli, uno ormai vecchiotto e l'altro aldilà da venire con le relative incognite anche in termini di volumi di vendita, mi sembra mooolto azzardato. In pratica l'essere inglobati, volenti o nolenti, in un' altra società credo sia giocoforza l'unica possibilità di arrendersi con l'onore delle armi.
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