Industria e Finanza

Il cartello tedesco
L'Europa mette sotto accusa BMW, Daimler e Volkswagen

Il cartello tedesco
L'Europa mette sotto accusa BMW, Daimler e Volkswagen
Chiudi

La Commissione Europea ha formalizzato in via preliminare le accuse sulla presunta violazione delle normative sull'antitrust da parte dei gruppi BMW, Daimler e Volkswagen, tacciati di aver creato un cartello volto a condividere decisioni di carattere tecnico e strategico sul fronte delle emissioni inquinanti dal 2006 al 2014. In particolare, i costruttori sono accusati di aver ostacolato la concorrenza sulle tecnologie di trattamento: in particolare, Bruxelles indica i sistemi Scr (Selective catalytic reduction) con iniezione di AdBlue e i filtri antiparticolato Opf (Otto Particulate Filter) come due dei principali temi sui quali le tre aziende si sarebbero accordate per limitare la concorrenza reciproca, rallentando, di fatto, lo sviluppo di automobili meno inquinanti.

Indagine separata. Se fosse confermato, spiega l'Europa, il comportamento violerebbe le normative di concorrenza dell'Unione che vietano espressamente accordi per la limitazione o il controllo della produzione, dei mercati o dello sviluppo tecnico. L'indagine in corso riguarda unicamente la violazione delle norme dell'antitrust e non entra negli ambiti di possibili violazioni della legislazione ambientale. Oltre a questo, l'inchiesta sui cartelli è separata rispetto ad altre investigazioni in corso, comprese quelle riguardo al presunto utilizzo di defeat device e quelle intraprese dai pubblici ministeri e da altre autorità.

Sotto inchiesta da anni. La vicenda comincia nel 2017, quando la Commissione Europea avvia delle indagini preliminari riguardo un presunto cartello tra costruttori automobilistici tedeschi, ordinando anche delle perquisizioni nelle sedi dei gruppi BMW, Daimler e Volkswagen. Le tre aziende erano accusate, tra le altre cose, di aver concordato sottobanco la capacità massima dei serbatoi dell'AdBlue (non superiore agli 8 litri), una scelta che consentiva un risparmio di circa 80 euro per ogni nuova vettura costruita. Le case automobilistiche hanno subito preso le distanze dalle accuse: Stoccarda, in particolare, ha definito la procedura un utile scambio di opinioni, mentre Monaco ha precisato che tutte le tecnologie impiegate erano diverse rispetto a quelle delle concorrenti.

Le reazioni. A poche ore dalla formalizzazione delle accuse, il gruppo BMW ha diramato una nota ufficiale nella quale afferma di aver già iniziato ad analizzare tutti i documenti forniti dalla Commissione Europea. Trattandosi di un processo attualmente in corso, il gruppo di Monaco non fornirà ulteriori commenti.

COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO

ultimo commento
ultimo intervento

Il cartello tedesco - L'Europa mette sotto accusa BMW, Daimler e Volkswagen

Siamo spiacenti ma questo utente non è più abilitato all'invio di commenti.
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it