La rinnovata fiducia del governo francese nei confronti di Jean-Dominique Senard e la conferma del manager al vertice della Renault "spiana la strada alla riapertura dei negoziati" per una fusione con la Fiat Chrysler Automobiles. A scriverlo è stato il Sole 24 Ore sottolineando come nelle ultime ore ci siano stati movimenti tra Detroit, Torino e Parigi che indicherebbero le intenzioni dei due gruppi di "riaprire il tavolo negoziale in tempi rapidi". 

Manley a Parigi. Uno degli indizi citati dal quotidiano confindustriale per dimostrare i tentativi di riavviare il dialogo tra le parti riguarda Mike Manley. L'amministratore delegato del gruppo FCA, in sostituzione del suo presidente John Elkann, desideroso di ridurre al minimo la sua esposizione nella vicenda, si sarebbe recato venerdì a Parigi e avrebbe incontrato esponenti della Renault per riavviare il dialogo bruscamente interrotto dall'eccessiva ingerenza dello Stato francese nel primo tentativo di matrimonio. 

Nessun coinvolgimento della Nissan. La riapertura delle trattative, per il Sole 24 Ore, partirebbe dall'accordo quasi raggiunto qualche giorno fa ma con "qualche modifica rispetto all’impianto iniziale” della proposta presentata ufficialmente il 27 maggio. Uno dei cambiamenti potrebbe riguardare lo scoglio di maggior dimensione nell'intera vicenda. Lo Stato, per il tramite dei suoi rappresentanti in seno al Cda della Casa della Losanga, ha vincolato il suo via libera alla fusione al consenso esplicito della Nissan. Questa volta l'affare riguarderebbe solo la Renault e la Fiat Chrysler e dunque "non sarebbe contemplato" un coinvolgimento dei giapponesi. 

Tempi stretti. Il quotidiano parla anche di uno schema d'accordo "già condiviso nelle sue grandi linee" e inclusivo dei "desiderata delle due case automobilistiche". Per questo motivo i tempi "sembrano preannunciarsi stretti". Del resto non va dimenticato come quasi subito dopo il ritiro della prima proposta, deciso da FCA per l'assenza delle necessarie "condizioni politiche”, siano emerse indiscrezioni su contatti costanti tra i vertici per valutare il modo di rilanciare l'intera operazione. Allo stesso tempo il ministro francese dell'Economia Bruno Le Maire, da più parti accusato di aver posto il veto sull'operazione, ha ribadito quanto sia "interessante" l'opportunità presentata dalla proposta della Fiat Chrysler e parlato esplicitamente della possibilità di riprendere il dialogo mentre Senard, durante l'assemblea degli azionisti del 12 giugno, si è dilungato in una difesa a spada tratta dei benefici della fusione. "Il progetto rimane, nella mia testa, come assolutamente straordinario ed eccezionale", ha dichiarato il ​​presidente della Renault. Il rammarico e la delusione espressi da Senard per l'occasione persa di creare un campione europeo sono stati visti da molti osservatori come il tentativo del manager di lanciare messaggi per una riapertura del tavolo negoziale. Del resto Senard, dopo aver affermato che il "progetto non esiste più", ha anche risposto con un laconico "mai dire mai" a un azionista che chiedeva proprio della possibilità di riavviare il dialogo tra le parti. 

Le condizioni della Fiat Chrysler. Di tale possibilità scrive anche l'agenzia Bloomberg aggiungendo una serie di condizioni che sarebbero state poste dalla Fiat Chrysler. Per riprendere i colloqui servirebbe infatti un segnale da parte francese su una progressiva riduzione dell'influenza sulla Renault attraverso un taglio della sua partecipazione del 15% nel capitale magari dopo aver ottenuto impegni precisi su posti di lavoro e fabbriche in Francia.