Autostrade, scoppia la guerra sui pedaggi - Quattroruote.it
Industria e Finanza

Autostrade
Scoppia la guerra sui pedaggi

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Con la pubblicazione sul sito dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) delle delibere relative a un folto gruppo di concessionarie dai piani finanziari scaduti, si apre un nuovo capitolo nel campo dei rapporti tra lo Stato e le società concessionarie. Il nuovo sistema, messo a punto dall’Autorità e già applicato all’Autostrada del Brennero, rivede profondamente i meccanismi che finora hanno portato a sistematici aumenti del pedaggio, introducendo di fatto un tetto ai rincari e aumentando la vigilanza sull’effettiva applicazione dei piani di manutenzione e di miglioramento della rete.

Il rifiuto. Le società del settore, anche tramite l’Aiscat, hanno però rigettato in blocco il documento elaborato dall’Autorità, preannunciando una battaglia giudiziaria che potrebbe spingersi fino alla Corte Costituzionale: le contestazioni, infatti, riguardano soprattutto l’estensione dei poteri dell’Autorità alle concessioni in essere, attuata con il cosiddetto Decreto Genova, varato dopo il crollo del Ponte Morandi. Fino a quel momento, infatti, l’Art (che ha sede a Torino ed è presieduta da Andrea Camanzi) aveva voce in capitolo solo sulle concessioni in scadenza o scadute. A questo complesso tema Quattroruote dedica un ampio articolo, che sarà pubblicato sul numero di luglio, in edicola dal 27 giugno.

COMMENTI

  • Trattandosi di contratti pubblici, la trasparenza delle modalità di calcolo dovrebbe essere la base per far capire anche ai "cittadini-utenti" perché le tariffe autostradali crescono a tassi almeno doppi di quelli dell'inflazione. Altrettanto trasparente dovrebbe poi essere la motivazione per cui i tratti più trafficati subiscono aumenti molto più consistenti dei tratti poco o per nulla trafficati, garantendo così extra profitti ai concessionari.