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Ford-Volkswagen
Alleanza estesa anche ad auto elettriche e autonome

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Alleanza estesa anche ad auto elettriche e autonome
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La Volkswagen e la Ford hanno definito i termini dell'accordo per ampliare la loro attuale alleanza globale. Dopo mesi di trattative, è arrivata l'ufficializzazione di quanto finora emerso da numerose indiscrezioni della stampa internazionale: oltre ai veicoli commerciali leggeri e ai pick-up saranno incluse nella collaborazione anche la guida autonoma e le auto elettriche.

VW investirà in Argo AI. La nuova forma dell'alleanza, che nella sua prima versione è stata concordata a gennaio, pur limitando il raggio d'azione ai veicoli commerciali e ai pick-up e alla valutazione di ulteriori ambiti di cooperazione, prevede in particolare investimenti miliardari sullo sviluppo dei veicoli senza conducente. Il perno della collaborazione, frutto di mesi di trattative rese complesse da numerosi fattori, sarà l'Argo AI, la startup di Pittsburgh controllata dalla Ford dai primi mesi del 2017 grazie a un investimento di 1 miliardo di dollari e ora fulcro della divisione Ford Autonomous Vehicles. La Volkswagen ha accettato di investire circa 2,6 miliardi di dollari nella società del gruppo americano, sulla base di una valutazione complessiva di 7 miliardi. L'Argo sarà controllata in modo paritetico dagli statunitensi e dai tedeschi che ne manterranno la maggioranza e garantiranno quote di minoranza ai dipendenti.

Coinvolto il centro di sviluppo dell'Audi a Monaco. Nello specifico, l'impegno finanziario dei tedeschi include 1 miliardo di investimenti in conto capitale (500 milioni per l'acquisto di azioni Argo dalla Ford in tre anni), che andranno a sostenere il programma di sviluppo da 4 miliardi di dollari varato dalla Ford fino al 2023. È inoltre previsto il trasferimento alla Argo della Autonomous Intelligent Driving GmbH, la società attualmente gestita dalla Audi che a Monaco di Baviera impiega 200 persone per sviluppare soluzioni per i veicoli automatizzati. L'Autonomous Intelligent Driving, valutata nel complesso 1,6 miliardi di dollari, rappresenterà la base della presenza della Argo in Europa. L'intesa stabilisce anche i legami con la Volkswagen: la startup fornirà ai tedeschi soluzioni da applicare ai modelli venduti in Europa e Nord America già nei primi anni del prossimo decennio, mentre proseguirà le attività di sviluppo con la Ford (il focus attuale è sul Livello 4). "La Ford e la Volkswagen rimangono indipendenti e fortemente concorrenti sul mercato, ma collaborare e lavorare con Argo AI su questa importante tecnologia ci consente di raggiungere capacità, dimensioni e copertura geografica senza pari", ha affermato l'amministratore delegato dell'Ovale Blu, Jim Hackett. 

Un percorso già visto con GM. L'investimento della Volkswagen nella Argo replica il percorso avviato dalla General Motors con la sua Cruise. Lo sviluppo delle tecnologie per la guida autonoma richiede ingenti investimenti che, insieme all'impegno per l'elettrificazione della gamma e per i servizi per la mobilità del futuro, rischiano di mettere in gravi difficoltà finanziarie qualunque produttore, anche i più solidi. La società di consulenza Alix Partners, alla luce dei 225 miliardi di dollari stanziati dal settore per le elettriche e dei 50 miliardi per la guida autonoma, ha delineato un quadro di "deserto dei profitti" per l'intero comparto nei prossimi anni. Per questo motivo sono sempre di più gli accordi di collaborazione siglati dalla maggior parte delle Case. La General Motors ha per esempio aperto il capitale della Cruise alla Honda Motor e alla Softbank in cambio di oltre 5 miliardi di dollari di investimenti. Rimanendo nei dintorni Detroit la Fiat Chrysler ha recentemente siglato un accordo di partnership con l'Aurora, tra l'altro pochi giorni prima della rottura della collaborazione tra la startup e la stessa Volkswagen, e da tempo collabora con la Waymo, che a sua volta ha esteso la sua rete cooperativa a Jaguar Land Rover, alla Renault e alla Nissan. In Giappone, inoltre, la questione della guida autonoma hanno deciso di affrontarla con una sorta di operazione di sistema che ha portato da pochi giorni la Mazda, la Suzuki e la Subaru ad aderire al progetto avviato dalla Toyota con la Monet Technologies. In questo scenario non va dimenticata la collaborazione, fino a pochi anni fa impensabile, tra la Daimler e la BMW, che dal canto suo ha già avviato con la Intel una piattaforma aperta ad altre aziende del calibro della FCA, della Continental e della Magna. 

Collaborazioni anche nelle elettriche. Lo stesso principio della condivisione degli investimenti per ridurre i costi e accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie vale anche per le elettriche. In questo caso l'Alleanza tra la Volkswagen e la Ford prevede un percorso ben preciso:  le due Case condivideranno in particolare l'attuale piattaforma Meb sviluppata dai tedeschi. La Ford, nel quadro della sua strategia per investite 11,5 miliardi di dollari sull'elettrificazione, potrà così accedere alle tecnologie del gruppo di Wolfsburg per produrre dal 2023 a Colonia un una nuova vettura alla spina da "alti volumi”: 600 mila unità in 6 anni. L'Ovale Blu sta inoltre discutendo con la Volkswagen la possibilità di utilizzare la Meb per un secondo veicolo da commercializzare sempre in Europa. Da parte sua la Volkswagen potrà dare seguito alle sue strategie di condivisione dell'architettura con un primo accordo con la società tedesca e.Go Mobile e, come ammesso dall'ad Herbert Diess, con discussioni tenute con produttori cinesi. In tal modo i tedeschi potranno generare le necessarie economie di scala per recuperare rapidamente quanto investito e accelerare così lo sviluppo di veicoli sempre più necessari per evitare il pagamento di multe salate, per esempio all'Unione Europea, per il mancato rispetto dei nuovi limiti sulle emissioni. Diess ha, del resto, sottolineato come "l'Alleanza inizia a mostrare promesse sempre più grandi mentre continuiamo a guardare ad altre aree su cui potremmo collaborare" tra cui la possibilità di utilizzare la piattaforma Meb anche al di fuori dell'Europa, a partire dagli Usa. "Generare economie di scala sulla nostra Meb riduce i costi di sviluppo dei veicoli a zero emissioni, consentendone un'adozione più rapida e ampia sul mercato. Ciò migliora le posizioni di entrambe le società attraverso una maggiore efficienza del capitale, un'ulteriore crescita e una migliore competitività".

Pochi dettagli su commerciali e pick-up. L'Alleanza, che esclude esplicitamente partecipazioni incrociate tra le capogruppo, riguarda, come detto, anche veicoli commerciali e pick-up di taglia media, ma per ora non sono stati forniti ulteriori dettagli. Le due società si sono limitate ad affermare come la collaborazione "rimanga sulla buona strada” lungo il percorso indicato a gennaio. Nessuna indicazione, quindi, è stata fornita su quali impianti  saranno condivisi (si è parlato nei mesi scorsi della possibilità di usare le fabbriche di Hannover e Gölcük per veicoli congiunti). È stato confermato, comunque, il progetto affidato alla Ford per la produzione di un pick-up medio da commercializzare a partire dal 2022 in tutto il mondo con caratteristiche distintive per ciascun marchio. L'Ovale Blu sarà responsabile anche di un furgone di grandi dimensioni da offrire in Europa e la Volkswagen di un veicolo commerciale per uso urbano da vendere nel Vecchio Continente e su determinati mercati globali.

COMMENTI

  • @Muzzarelli Magari mi sbaglio, ma credo che i numeri a caso tenda più a tirarli Tesla che Ford. Francamente non mi pare realistico pensare di costruire e vendere 3 milioni di auto elettriche l'anno senza che esistano le necessarie infrastrutture. Temo che i motori a combustione dureranno ancora un po' (troppo) e che ci vorranno ancora 5 o 10 anni per avere delle infrastrutture per l'elettrico degne di questo nome. Saluti
  • 'La Ford, nel quadro della sua strategia per investite 11,5 miliardi di dollari sull'elettrificazione, potrà così accedere alle tecnologie del gruppo di Wolfsburg per produrre dal 2023 a Colonia un una nuova vettura alla spina da "alti volumi”: 600 mila unità in 6 anni. ' 'Alti volumi' 600.000 unità in 6 anni dal 2023 ? è una battuta comica ? tesla intende produrre 3 milioni di unità solo nel 2023 , se questi sono gli alti volumi previsti immagino ford avrà vita brevissima
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  • Sono sicuro che se vi organizzate magari con un pulmino riuscite ad andarci tutti insieme 😂😂😂 anche se sempre secondo me basta solo una Twizy
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  • Oh wow un altro o forse solo un altro Fake Nickname che vuole insegnare a stare al mondo o giudicare la vita degli altri! E’ si signor Mariuolo il problema è proprio questo Mariuoli e Vogliono Pure Insegnare e Giudicare la Vita degli Altri . . . magari in Rubli
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  • PARIGI - Le vendite di veicoli del Gruppo PSA sono diminuite del 13 percento nel primo semestre, mentre le consegne più basse in Cina, Sud America e Medio Oriente hanno pesato sulle attività estere, sfidando la traiettoria della ripresa della casa automobilistica. Le vendite sono scese a 1,9 milioni di veicoli leggeri a gennaio-giugno da 2,18 milioni di un anno prima, ha detto la società in un comunicato lunedì. In Europa, il suo più grande mercato di gran lunga, PSA ha aumentato lo 0,3 percento delle vendite che hanno portato la sua quota di mercato al 17,4 percento in un mercato automobilistico in calo del 2,5 percento. Il vantaggio europeo è stato determinato dal successo dei nuovi modelli Citroen C5 Aircross e C3 Aircross, ha affermato PSA. Citroen ha ottenuto un miglioramento di 0,3 punti percentuali della quota di mercato in Europa. Il business Opel-Vauxhall acquisito da General Motors nel 2017 ha visto un leggero aumento di share in Europa. Opel riavvierà le vendite in Russia nei prossimi mesi a partire da Zafira Life e Grandland X. La quota europea di Peugeot era stabile nel primo semestre. Il PSA ha registrato un forte calo quasi ovunque, tuttavia, con le consegne scese di un ulteriore 61% in Cina, dove il gruppo ha sofferto un prolungato crollo delle vendite nelle joint venture con le case automobilistiche locali Dongfeng e Changan. PSA ha detto che sta lavorando a piani d'azione con i suoi partner per ridurre il punto di pareggio delle JV. Le vendite sono calate del 29 percento in una regione del Sud America colpita dalla flessione del mercato argentino e del 68 percento nella regione del Medio Oriente-Africa, punita dal ritiro forzato del gruppo dall'Iran sotto la minaccia delle sanzioni statunitensi. Dopo aver pubblicato un margine operativo del 7,7 percento per il 2018, l'obiettivo di redditività del gruppo del 4,5 percento del PSA per il 2019-21 appare ancora conservativo, con molti investitori che si aspettano di più. PSA ha registrato successivi record di vendite e utili sotto il CEO Carlos Tavares. Il fabbricante automobilistico dovrebbe riportare i guadagni semestrali il 24 luglio.
  • Ci ho provato ma non riesco proprio a capire cosa vuole dire l'Elio. Questo e' un articolo su VW e Ford ma lui cita una notizia su PSA. Magari, essendo stolto, non capisce una parola di inglese, sara' quello il problema? Non credo sia cosi' semplice, l'Elio pare avere una risposta ed un commento prefissato a prescindere dall'argomento, un po' psicotico secondo me. Ma con chi ce l'ha questa povera anima in pena, che spende tutto il suo tempo a "commentare" qui?
  • Un vero peccato ma queste news qua non le danno . . . https://europe.autonews.com/automakers/psa-first-half-sales-fall-13-china-south-america-setbacks
  • Cit “ Tutto può essere anche una Up! made in India come la Ka+.....“ sempre meglio dei WC Citrosil e Peggiut 🤪🤪🤪
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  • Ford e WW ora possono traghettarsi senza grossi problemi verso il futuro che richiede investimenti tali da non garantire nel medio periodo la sostenibiltà. Ben venga dunque la collaborazione tra i due colossi dell'auto che potranno contrastare certamente al meglio la concorrenza dei marchi asiatici, in modo particolare Toyota. Una fusione, al contrario, non la ritengo conveniente per nessuno: la vicenda Renault-Nissan pare abbia insegnato.
  • Ford e WW ora possono traghettarsi senza grossi problemi verso il futuro che richiede investimenti tali da non garantire nel medio periodo la sostenibiltà. Ben venga dunque la collaborazione tra i due colossi dell'auto che potranno contrastare certamente al meglio la concorrenza dei marchi asiatici, in modo particolare Toyata. Una fusione, al contrario, non la ritengo conveniente per nessuno: la vicenda Renault-Nissan pare abbia insegnato.
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  • Ne capisci poco di macchine! La Ka su base Fiattaz e uscita di produzione da un bel po. . . mentre la Ka + e’ basata sul pianale Ford B global small car! Dovresti impegnarti di più ma si sa la qualità oramai e questa! Fake news, Insulti e Shampooo
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  • C'è una remota possibilità che la nuova Up! condividerà il pianale della Ka che a sua volta è quello Fiattaz 500. Sacrilegio.
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  • Cosa si inventa con la fantasia la gente 🤣😂🤣😂🤣😂🤣🤣
  • Un vero peccato proprio adesso che stanno per fallire e perdono 3000 euri a macchina 🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂🤣😂😂😂😂😂😂🤣😂😂😂🤣😂😂😆🙉
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