Industria e Finanza

Dieselgate
Germania, al via il processo per la class action contro Volkswagen

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Germania, al via il processo per la class action contro Volkswagen
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Il tribunale regionale di Braunschweig (in Bassa Sassonia) ha avviato il processo legato alla maxi class action avviata dalle associazioni dei consumatori tedeschi contro la Volkswagen. La prima udienza si è svolta presso un centro congressi, a causa dell'elevato numero di parti civili: infatti sono oltre 450 mila i clienti della Casa di Wolfsburg ad aver aderito all'azione giudiziaria collettiva per chiedere un risarcimento per il dieselgate.  

Primo caso del genere. Quello di Braunschweig è un processo-pilota perchè basato sul cosiddetto "Musterfeststellungsklage", un nuovo strumento giuridico tedesco che è simile alle class action americane solo in parte. Introdotta proprio sull'onda del dieselgate, la norma è stato quasi subito sfruttata dalla Vzvb, la federazione delle associazioni dei consumatori, per chiedere i danni alla Volkswagen per la manipolazione dei software per il controllo delle emissioni dei diesel. I tempi rischiano, comunque, di essere lunghissimi. La prossima udienza è prevista per il 18 novembre, ma considerando la novità del nuovo sistema e anche il probabile ricorso alla Corte di Cassazione federale, il procedimento potrebbe durare fino a quattro anni, con la possibilità di ulteriori strascichi. La sentenza, comunque, dovrà essere utilizzata come base per eventuali cause di risarcimento danni intentate da parte dei singoli: la class action alla tedesca, infatti, non prevede l'assegnazione diretta di indennizzi, i quali vanno richiesti attraverso singole cause civili. Non è dunque prevista alcuna maxi ingiunzione di risarcimento come avviene, invece, negli Stati Uniti.  

Le posizioni delle parti. Le richieste sono note da tempo. Da una parte, i consumatori chiedono al tribunale di stabilire il danno procurato dalla Volkswagen per la manipolazione delle emissioni e la diffusione di false informazioni sui veicoli venduti, tradotte, al contempo in una presunta perdita di valore dell'usato. Dal canto suo, la Volkswagen si difende sostenendo come le vetture interessate siano sicure e ben funzionanti: in sostanza, per Wolfsburg non ci sarebbe "nessuna base per le richieste e neanche un motivo per una causa". Del resto, la Casa tedesca sottolinea quanto avvenuto negli ultimi quattro anni: fino al 2018, sono state intentate 144 mila cause civili per risarcimento danni; di queste, 60 mila sono ancora pendenti, ma la maggior parte si è conclusa con una sentenza favorevole per il gruppo. I legali dell'azienda automobilistica non ritengono dunque "immaginabile" una transazione stragiudiziale, anche se il presidente della corte, Michael Neef, ha invitato le parti a trovare un accordo.   

COMMENTI

  • non capisco più il senso di questi processi... un conto prima quando l'unica incriminata sembrava VAG, ma ora fa più notizia sentire che uno non ha ingannato su consumi o emissioni... mah...
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  • coloro che hanno fatto causa non sono dei veri clienti volkswagen e meriterebbero di guidare fiat o dacia dato che non apprezzano la qualità superiore del gruppo volkswagen...
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  • Avete mai fatto caso che certi nickname compaiono in solo determinati Marchi? 😘
  • Per Wolfsburg non ci sarebbe "nessuna base per le richieste e neanche un motivo per una causa"..!? Sono proprio sfacciati .., intanto la Procura ha scritto sul registro degli indagati cinque persone tra cui l’ex CEO di Volkswagen, Martin Winterkorn, accusato di frode. Secondo il procuratore il manager “non ha riferito alle autorità e ai clienti in Europa e negli Stati Uniti le manipolazioni illegali dei motori diesel, nonostante ne fosse venuto a conoscenza“. Il caso Dieselgate ha coinvolto direttamente il ceo di Audi, Rupert Stadler, che risulta indagato per frode e “dichiarazioni indirette false o omissioni” nell’ambito dell’inchiesta sulle manipolazioni delle emissioni inquinanti delle vetture del gruppo Volkswagen. Lo ha comunicato la Procura di Monaco. La residenza privata di Stadler sarebbe stata oggetto di una perquisizione nella mattina di lunedì 11 giugno.. Nei soli Stati Uniti la Volkswagen ha pagato dal 2015 circa 30 miliardi di dollari tra multe e risarcimenti, mentre in Italia è stata presentata una class-action che ha registrato 76 mila adesioni, su cui la magistratura non si è ancora pronunciata. Immaginate che cosa succederebbe se Volkswagen dovesse risarcire 469.000 automobilisti firmatari tedeschi…!??
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  • Bene. Ma i consumatori (specialmente gli italiani) come mai seguitano a comperare auto tedesche? La vulgata che lavorano bene a quanto pare non sembra particolarmente azzeccata... E' come nel caso dei tifosi delle squadre o degli elettori di certi politici: si comportano male ma van bene lo stesso. Bisogna cambiare mentalità e basta, ma per farlo è necessario partire prima di tutto dalla scuola...
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