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Renault
Per la stampa francese Bolloré è già in bilico

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Per la stampa francese Bolloré è già in bilico
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L'Alleanza Renault-Nissan continua a essere agitata da fremiti e tensioni ai piani alti della dirigenza. Vale sopratutto per la componente giapponese del sodalizio, come dimostrato dalle vicende degli ultimi mesi, ma ora, a sorpresa, emergono anche delle fibrillazioni francesi. Secondo indiscrezioni lanciate dalle autorevoli testate Le Figaro e Les Echos, il presidente della Casa di Boulogne-Billancourt, Jean-Dominique Senard, sarebbe pronto a chiedere la sostituzione dell'amministratore delegato Thierry Bolloré dopo nemmeno un anno di coabitazione al vertice dell'azienda transalpina.  

Rapporti difficili. I due quotidiani parlano espressamente di rapporti difficili tra i due dirigenti. Finora, però, non erano emerse, o quantomeno giunte in Italia, indicazioni su relazioni talmente divergenti da portare a una rottura forse insanabile. Negli ultimi mesi, i due manager hanno più volte espresso opinioni concordanti su alcune questioni strategiche importanti per la Renault, dal fallimento della fusione con la Fiat Chrysler (la sintesi del loro pensiero è che ormai faccia parte del passato, per quanto sia grande il rammarico) alla gestione dell'Alleanza con la Nissan (serve una svolta a Yokohama prima di tornare a parlare di operazioni straordinarie). I rapporti tra Bolloré e Senard, invece, si sarebbero guastati: le voci, infatti, suggeriscono che il presidente potrebbe proporre la sostituzione dell'ad a un prossimo consiglio di amministrazione.

Serve il placet della Francia. La proposta potrebbe essere avanzata già in una riunione dei consiglieri in programma per il 18 ottobre, ma affinché venga inserita tra gli ordini del giorno serve il via libera della Francia, primo azionista rilevante della Renault con il 15% circa del capitale e poco meno del 30% dei diritti di voto. Il placet dello Stato è fondamentale e a dimostrarlo, semmai ce ne fosse ancora bisogno, è il ruolo avuto dai vertici istituzionali transalpini nel far saltare l'operazione di fusione prospettata dalla Fiat Chrysler.  

Anno turbolento. Le indiscrezioni, sempre che vengano confermate, rappresentano l'ultimo esempio di un lungo periodo di turbolenze ai vertici della Renault e della Nissan in seguito all'arresto dell'ex plenipotenziario Carlos Ghosn. È dallo scorso autunno che i due costruttori si trovano in una situazione problematica, con continui scontri e momenti di forte tensione. Alla Régie sembrava che la crisi fosse stata risolta con la nomina di Bolloré come ad (prima ad interim e poi, dopo pochi mesi, definitiva), nonché con l'intervento dello Stato nell'affidare a Senard il difficile compito di traghettare l'azienda verso lidi più tranquilli e di ricomporre i rapporti sempre più tesi con la Nissan. Finora, l'ex presidente della Michelin è riuscito a risolvere diverse questioni, come la contestata riforma della governance della Casa di Yokohama, e ad avere un ruolo decisivo nella scelta del nuovo amministratore delegato della stessa Nissan: il timone dell'azienda, a poco più di un mese dalle dimissioni di Hiroto Saikawa per la vicenda dei compensi indebitamente percepiti, è stato affidato proprio ieri a Makoto Uchida su indicazione di quel comitato nomine di neo costituzione presieduto da Senard. Il fronte giapponese resta fondamentale anche per i destini di Boulogné-Billancourt: Bolloré, infatti, potrebbe pagare la  vicinanza a Ghosn, sostenuto pubblicamente anche dopo l'arresto. 

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