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Emissioni Usa
Da otto costruttori sostegno alle politiche di Trump

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Da otto costruttori sostegno alle politiche di Trump
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L'amministrazione Trump ottiene il sostegno di numerosi costruttori automobilistici nella sua battaglia legale contro la California e altri Stati per l'alleggerimento delle normative sulle emissioni inquinanti. La General Motors, la Toyota, la Hyundai, la Fiat Chrysler, la Mazda, la Nissan, la Kia e la Subaru hanno infatti deciso di schierarsi a favore della Casa Bianca annunciando un loro intervento nella causa legale intentata contro il provvedimento emesso da Washington per revocare i poteri legislativi della California in materia di emissioni e consumi. 

Serve un unico quadro normativo. Le otto aziende, insieme alle associazioni Global Automakers e National Automobile Dealers, hanno deciso di appoggiare il presidente nella convinzione che le normative debbano essere definite dai legislatori di Washington e non dai singoli Stati per evitare i rischi legali e operativi di adeguamento a sistemi paralleli se non addirittura divergenti. "Con il nostro settore di fronte alla possibilità di standard multipli, sovrapposti e incoerenti che aumentano i costi e penalizzano i consumatori, abbiamo avuto l'obbligo di intervenire", ha dichiarato John Bozzella, presidente e portavoce della Global Automakers.  

Un settore sempre più diviso. Il sostegno a Trump, emerso dalla documentazione depositata presso una Corte d’Appello federale, non fa altro che accentuare le divisioni in seno all'industria automobilistica statunitense sulle modalità di approccio alla questione dei limiti sulle emissioni. Attualmente i costruttori si trovano, come si suol dire, tra l'incudine e il martello: da una parte il presidente Donald Trump punta ad alleggerire le normative varate dal suo predecessore Barack Obama per abbassare i prezzi delle automobili e quindi favorire i consumatori; dall'altra gli Stati, a partire dalla California, intendono proseguire sull'attuale strada imponendo requisiti sempre più stringenti per ridurre l’inquinamento e privilegiare l'ambiente. Le normative varate nel 2012 richiedono un consumo di carburante, in media, di 46,7 miglia per gallone entro il 2026, contro le 37 miglia auspicate dall'amministrazione Trump. I produttori automobilistici chiedono da tempo requisiti meno stringenti, ma non una loro cancellazione e soprattutto puntano su un compromesso tra la California e Washington e ancor di più su un quadro normativo certo e stabile. Alla mossa delle otto Case fa da contraltare l'accordo raggiunto a luglio dalla Ford, dalla Honda, dalla Volkswagen e dalla BMW per seguire le normative della California, più rigorose delle proposte di Trump ma meno stringenti rispetto ai requisiti imposti da Obama. L'intesa, sottoscritta su base volontaria, non ha finora riscontrato l'adesione di nessun'altra azienda ed è diventata l'oggetto di un'indagine del Dipartimento di Giustizia per la presunta violazione delle leggi federali sulla concorrenza.  

Il peso della politica. La battaglia legale tra la California, affiancata da altri 23 Stati americani, e l'amministrazione Trump rischia di affrontare un lungo procedimento: sono in molti a ritenere che l'unica soluzione sia il ricorso al parere della Corte Suprema. Il settore automobilistico teme la possibilità che una prolungata contesa legale tra Washington e Sacramento crei per il mercato statunitense un doppio quadro normativo e quindi generi la necessità di produrre auto che soddisfino due standard con il relativo aumento dei costi di sviluppo e produzione. Per le otto Case sostenitrici di Trump si aggiunge un ulteriore rischio: la loro decisione potrebbe infatti generare conseguenze politiche di rilievo nel caso di vittoria di un democratico alle elezioni presidenziali dell'anno prossimo. Già ieri sono arrivate parole dure da rappresentati del partito che fu di Obama e dalle associazioni ambientaliste contro la decisione di schierarsi a favore dell'attuale inquilino della Casa Bianca. 

COMMENTI

  • Sarebbe ora che gli americani si svegliassero e non facessero come gli italiani che sostengono personaggi controversi per decenni ... Ma a parte la poltica, va detto che ormai ll clima non solo è cambiato, ma il riscaldamento globale sta crescendo in modo del tutto imprevedibile. Ovviamente non bisogna intervenire solo nel settore automotive, ma anche in altri comparti, a partire dal riscaldamento domestico, piuttosto che dalle attività agricole e di allevamento sempre più intensive o dai trasporti aereo e marittimo.
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  • Ottima notizia, speriamo che i naziambientalisti pian piano perdano appeal e tornino nel loro cocoon scolpito nell'ignoranza. Altrimenti la California Republic potrebbe anche andarsene e fare stato a sè, non ne sentiremo certo la mancanza.
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  • Mitico Trump!
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  • Produttori di mega SUV, i soliti cerchiobottisti di FCA e poi........coreani e giapponesi che con i loro mega impianti in USA sono tenuti per le parti basse dall'uomo con il gatto morto in testa. Quasi prevedibile.
  • Lecchinaggio costituzionale per fare soldi e poi si va a sindacare su misfatti di altri ( lasciamo però chiusi dove stanno gli esperimenti fatti dal dopoguerra in avanti dagli USSA) ❤️
  • Dopo di voi, il buio.
  • Nonostante abbiano tutte le case truffato sui limiti di emissioni, hanno il coraggio di chiedere continuare ad inquinare "legalmente" l'aria che respiriamo? Senza più sanzioni ed inchieste? Ci vuole un limite a questo a questo scempio...
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  • Così adesso il peracottaro può contare su diversi complici.
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  • che vergogna