Industria e Finanza

Audi
9.500 posti di lavoro in meno entro il 2025

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9.500 posti di lavoro in meno entro il 2025
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L'Audi ha raggiunto un accordo con i rappresentanti dei lavoratori per avviare un profondo programma di ristrutturazione, incentrato sul taglio, entro il 2025, di 9.500 posti di lavoro. L'intesa ha durata decennale (fino al 2029) e prevede, in particolare, una serie di misure per ottenere maggior flessibilità e produttività e quindi migliorare la redditività.

Sei miliardi di euro di risparmi. La Casa di Ingolstadt punta, infatti, a risparmiare in dieci anni sei miliardi di euro per riuscire a rispettare l'obiettivo strategico di lungo termine di un margine operativo all'interno dell'intervallo tra il 9 e l'11% (nel 2018 si è fermato al 6% a causa di oneri straordinari legati per lo più alla questione del dieselgate). Il miglioramento della redditività è destinato, a sua volta, a generare le risorse necessarie per investire sull'elettrificazione e la digitalizzazione. “Con l'Audi Transformation Plan, abbiamo già fissato un programma di misure di successo. Ora con l'Audi.Zukunft stiamo anche affrontando questioni strutturali al fine di preparare l'azienda alle sfide future. In tempi di grandi cambiamenti, stiamo rendendo l'Audi più agile ed efficiente. Ciò aumenterà la produttività e rafforzerà in modo sostenibile la competitività dei nostri stabilimenti tedeschi", ha affermato l'amministratore delegato uscente Bram Schot. L'Audi Transformation Plan è stato lanciato due anni fa con l'obiettivo di liberare circa 15 miliardi di euro per progetti futuri fino al 2022.  

Nessun licenziamento. In sostanza, il ridimensionamento della forza lavoro avverrà non tanto tramite licenziamenti, quanto attraverso modalità già perseguite da altre realtà industriali tedesche, come la controllante Volkswagen o la concorrente Mercedes-Benz. Si tratta di politiche di "gestione della curva demografica" in cui si privilegiano i prepensionamenti e le uscite volontarie e non si ricoprono le posizioni vacanti. Del resto sindacati e vertici aziendali hanno sottolineato l'estensione delle attuali garanzie di salvaguardia della forza lavoro fino al 31 dicembre 2029. Pertanto l'Audi non potrà operare licenziamenti o risolvere i contratti di lavoro per ragioni puramente legate all'operatività aziendale. "La società deve diventare snella e tornare in forma per il futuro, il che significa che alcuni profili di lavoro non saranno più necessari e ne verranno creati di nuovi. Questo è il motivo per cui l'Audi investe sistematicamente in iniziative di formazione orientate al futuro per i dipendenti e quindi nel futuro dei due siti in Germania", ha sottolineato il responsabile risorse umane Wendelin Göbel, annunciando la creazione di 2.000 nuovi posti per tecnici specializzati nelle aree della mobilità elettrica e della digitalizzazione e la relativa preferenza per le candidature interne.  

Le garanzie produttive. Come da prassi nelle relazioni sindacato-imprese in Germania, i rappresentanti dei lavoratori, per accettare i tagli, sono riusciti a ottenere precise garanzie sul fronte produttivo. Nelle fabbriche di Ingolstadt e Neckarsulm saranno implementate misure di miglioramento della produttività con l'obiettivo di garantire una capacità annua, rispettivamente, di 450.000 e 225.000 veicoli. Nell'impianto bavarese sono in corso i preparativi per l'assemblaggio di veicoli alla spina premium, mentre lo stabilimento vicino Stoccarda, dove sono in corso lavori per adeguare tutte le catene di montaggio alla mobilità elettrica, è  pronto per il lancio della e-tron GT. La Casa ha inoltre istituito il fondo "Electrification Neckarsulm" con una dotazione di 300 milioni di euro destinata a garantire fino al 2025 la produzione di modelli a batteria. 

Aumentano pensioni e bonus. Ulteriori disposizioni per i dipendenti riguardano anche i piani pensionistici e i bonus di partecipazione agli utili. Se l'Audi continuerà a registrare risultati finanziari sui livelli degli anni scorsi, i premi rimarranno sulla media degli ultimi bilanci: quest'anno il bonus è stato di 3.630 euro e l'anno scorso di 4.770 euro ma nel 2012 ha raggiunto 8.251 euro. Tuttavia, in caso di crescita significativa dell'utile operativo, saranno avviate trattative per stabilire come ripartire la differenza. La Casa di Ingolstadt ha inoltre accettato di migliorare i piani pensionistici aziendali a partite dal 2021: saranno erogati ulteriori fondi per un massimo di 50 milioni di euro l'anno.

COMMENTI

  • Potrei prendere per il c#lo i vari fanboy ma quando leggo di chiusure/licenziamenti non mi viene da ridere per niente. Che siano da noi o in giro per l'EU. Spesso ho criticato l'eccessiva spinta di certe aziende in un settore, in un continente, dove fare utili è cosa ardua. Purtroppo i vari imprenditori da bar con lo spritz in mano lodano solo chi accelera, mai chi frena. Adesso a rallentare toccherà anche a chi sembrava immune da certe situazioni.
  • Potrebbero fare come Foca metterli in cassa integrazione e sparare piani industriali fasulli ... 😘 in attesa del piccione
  • La “scusa” che si investe nell’elettrico e che questo andrà a costare migliaia di posti di lavoro in Germania, è solo una balla colossale, si tratta solo di distogliere l’attenzione dai motivi reali. il tutto si chiama dislocazione, l’Audi oggigiorno dispone di 18 siti di produzione sparsi in giro per il mondo, di cui due in Germania, si tratta semplicemente di trarre il maggior profitto possibile, pagando il meno possibile gli operai. E visto che ai clienti non interessa minimamente dove vengano prodotte le loro “costosissime” vetture tipo la Q7 Q8 Touareg o la Cayenne = Made in Bratislava, i produttori tedeschi tutti, raccontano la stessa favola, per motivare gli esuberi ... e ce pure chi ci crede ...
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  • Poiché ne verranno assunti 2000, significa che si perderanno 7500 posti. La riduzione è dovuta al fatto che le fabbriche tedesche dono sottoutilizzate. Sono 3 anni di seguito che a Neckarsulm (produzione da A4 a A8 e R8) si producono meno di 200.000 veicoli/anno a fronte di una capacità di 300.000 veicoli/anno