Industria e Finanza

Dieselgate
Regno Unito, avviata una class action contro la Volkswagen

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Regno Unito, avviata una class action contro la Volkswagen
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La Volkswagen deve affrontare una nuova causa legale per il dieselgate: nel Regno Unito, è stato infatti avviato l'iter per una class action che coinvolge quasi 100 mila proprietari di veicoli a gasolio e accusa il costruttore di aver violato le normative mediante l'installazione dei defeat device per la manipolazione delle emissioni.

Le audizioni all'Alta Corte britannica. La vicenda è ormai nota: nel 2015, la Volkswagen viene accusata dalle autorità americane di aver installato software illeciti in 11 milioni di veicoli diesel commercializzati in tutto il mondo, di cui 1,2 milioni in Gran Bretagna. I tedeschi ammettono le proprie responsabilità e da allora arrivano a pagare fino a 30 miliardi di euro per chiudere i contenziosi aperti in vari paesi. Le class action spuntano un po' dovunque, ma il caso più spinoso, quello americano, viene chiuso grazie a una serie di accordi di patteggiamento con le autorità federali di Washington, costati 23 miliardi di euro circa. Al momento rimangono ancora aperti dei processi, soprattutto in Germania, dove a fine settembre è partita l’ultima class action. Nella maggior parte dei casi, però, i giudici hanno respinto le istanze, oppure hanno emesso una sentenza favorevole alla Volkswagen. In Gran Bretagna, la class action dovrà prima di tutto superare l'esame di ammissibilità dell'Alta Corte: le relative udienze dureranno due settimane e poi si avrà il parere dei giudici. Solo dopo partirà il processo vero e proprio.

Le questioni in gioco. In particolare, i giudici dovranno affrontare due questioni giuridiche: la liceità o meno dei dispositivi ai sensi della normativa dell'Unione Europea e l’eventuale vincolo dell'Alta Corte nella constatazione dell'irregolarità da parte delle autorità tedesche. La risposta della Volkswagen è negativa per entrambe le questioni sollevate: "I denuncianti non hanno subito alcuna perdita e i veicoli interessati non contenevano un dispositivo vietato", hanno puntualizzato i legali del costruttore, sottolineando come non sia stata violata alcuna legge britannica.

COMMENTI

  • ".... i giudici dovranno affrontare due questioni giuridiche: la liceità o meno dei dispositivi ai sensi della normativa dell'Unione Europea e l’eventuale vincolo dell'Alta Corte nella constatazione dell'irregolarità da parte delle autorità tedesche....." Ma come in Vag prima: "...ammettono le proprie responsabilità e da allora arrivano a pagare fino a 30 miliardi di euro per chiudere i contenziosi aperti in vari paesi..." poi: "...."I denuncianti non hanno subito alcuna perdita e i veicoli interessati non contenevano un dispositivo vietato". Ma non è che i giudici sono consenzienti e vanno girando (o almeno con auto intestate a loro parenti) in Porsche o Lamborghini, o, minimo A6/8? Anche qui, come nella news sul cartello sull'acciaio, nessun commento. Omertà (?)!!! Ormai, il Vaggate non "fa più notizia" eppure anche questa news è segno che non è finito affatto, anzi...