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PSA
Dongfeng potrebbe tagliare la sua quota di azioni

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Dongfeng potrebbe tagliare la sua quota di azioni
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La Dongfeng Motor potrebbe ridurre la sua partecipazione nel gruppo PSA. Secondo indiscrezioni della Reuters, il costruttore cinese avrebbe affidato ad alcune banche l'incarico di valutare tutte le opzioni per valorizzare le azioni del produttore automobilistico transalpino acquistate nel 2014 nel quadro dell'operazione di salvataggio orchestrata dal governo francese. 

Un ostacolo in meno per il deal FCA? Il possibile taglio della partecipazione è già emerso più volte negli ultimi mesi: a inizio agosto si parlava dell’intenzione dei cinesi di “monetizzare” le azioni per approfittare del balzo del titolo registrato negli ultimi cinque anni grazie alla ristrutturazione operata dall’ad Carlos Tavares (da circa 7,5 euro a più di 21 euro) e quindi recuperare, almeno in parte, gli 800 milioni investiti per entrare nella compagine sociale. Oggi la discesa va letta nel quadro della fusione tra la stessa PSA e la Fiat Chrysler perché rimuoverebbe uno dei potenziali ostacoli sul percorso di integrazione. La presenza dei cinesi nel capitale del nuovo sodalizio rischia, infatti, di essere vista come una minaccia dalla Casa Bianca, o quantomeno dall'attuale presidente statunitense Donald Trump, da anni nel pieno di una continua bagarre politica e commerciale con Pechino. La Dongfeng detiene il 12,2% del capitale di PSA e il 19,6% circa dei diritti di voto ed è destinata a ottenere tra il 5% e il 6% circa del nuovo gruppo, al pari della famiglia Peugeot e di Parigi (primo azionista sarà la Exor della famiglia Agnelli con poco più del 14%). La possibile discesa dei cinesi è stata oggetto di speculazioni sin da quando è stato annunciato l'accordo preliminare di fusione alla luce di una particolare disposizione sui vincoli imposti alla gestione delle partecipazioni dei maggiori soci. Gli italiani e i francesi non potranno cedere né acquistare azioni per tre anni ma la famiglia transalpina potrà rilevare un ulteriore 2,5% esclusivamente dalla holding statale Bpifrance e dalla Dongfeng. 

Un dossier caldo. Maggiori dettagli sulle intenzioni della Dongfeng potrebbero comunque arrivare a stretto giro di posta. Secondo le fonti citate dalla Reuters, l'incarico alle banche sarebbe stato affidato diverse settimane fa e il dossier sulla vendita parziale delle azioni potrebbe essere esaminato dal consiglio di amministrazione nei prossimi giorni. Non si conosce l'ammontare dei titoli oggetto della possibile vendita e non è neanche chiaro se l'operazione riguardi le azioni di PSA o quelle del gruppo che nascerà dalla fusione con la FCA. Tuttavia, le indiscrezioni parlano di un riduzione della partecipazione "a un livello accettabile" per il Cfius, il comitato statunitense incaricato di fornire pareri, anche vincolanti, sugli investimenti esteri negli Stati Uniti. Il Cfius è un organo interministeriale del governo di Washington e ha il compito di valutare i rischi per la sicurezza nazionale generati da eventuali investitori stranieri. Negli ultimi anni, anche per lo stallo nelle trattative commerciali con Pechino, ha più volte rappresentato un ostacolo insormontabile per qualsiasi mira cinese su aziende statunitensi.

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