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Elettriche
"Airbus delle batterie", anche l'Italia nel progetto europeo

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Nuovo passo in avanti nel progetto paneuropeo per la costituzione di una "Airbus delle batterie" per le auto elettriche. La Commissione Europea ha, infatti, approvato aiuti di Stato per un importo totale di 3,2 miliardi di euro per la realizzazione di fabbriche di accumulatori in sette Paesi del Vecchio Continente, tra cui l'Italia. "La produzione di batterie in Europa è di interesse strategico per la nostra economia e la nostra società a causa delle sue potenzialità in termini di mobilità ed energia pulite, di creazione di posti di lavoro, di sostenibilità e di competitività", ha affermato la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager. "Gli aiuti approvati garantiranno che questo importante progetto possa proseguire senza distorcere indebitamente la concorrenza".

Il progetto. Il via libera segue un lungo iter, rallentato solo dai ritardi nella costituzione della nuova squadra di commissari guidata dalla tedesca Ursula Von der Leyen. Alla fine del 2017 la Commissione ha lanciato un progetto con l'obiettivo esplicito di ridurre il divario accumulato dall'Europa nella produzione di batterie elettriche nei confronti soprattutto della Cina. Successivamente ha trovato un’importante sponda nella Francia e nella Germania che hanno unito le forze e indicato il modello da seguire: quello della Airbus, la società aeronautica nata nel 1970 dalla fusione tra aziende francesi, tedesche, spagnole e britanniche e diventata nel tempo il maggior concorrente della statunitense Boeing nella produzione di aerei civili. Il progetto è stato ora approvato nella sua interezza e prevede l'autorizzazione a sette Paesi per erogare contributi pubblici per 3,2 miliardi che dovrebbero sbloccare a loro volta ulteriori investimenti privati per un totale di cinque miliardi fino al 2031. I fondi dovranno essere destinati esclusivamente a sostenere le attività di ricerca e sviluppo di tecnologie innovative per le batterie, agli ioni di litio o solid state. Saranno quattro le aree di lavoro specifiche: materiali avanzati, moduli e celle, sistemi di batteria, riciclaggio degli accumulatori. 

Sette Paesi coinvolti. La parte del leone la giocano comunque la Germania, la Francia e l'Italia. Berlino potrà, per esempio, erogare contributi pubblici per 1,25 miliardi di euro per sostenere un piano presentato da un consorzio composto dalla Basf, dalla BMW e dalla Varta. A Parigi è stato invece concesso di finanziare progetti per 960 milioni. Roma potrà erogare contributi per 570 milioni di euro: interessate sono la Solvay, la Endurance, la Faam, la Enel X e la Kaitek. Gi altri Paesi autorizzati a erogare aiuti di Stato sono il Belgio (80 milioni), la Finlandia (30 milioni), la Polonia (240 milioni) e la Svezia (50 milioni). Nel complesso sono 17 le aziende che parteciperanno direttamente ai vari progetti nazionali: alcune, come la tedesca Basf e le belghe Solvay e Umicore, saranno coinvolte in più Paesi contemporaneamente. 

L'impianto Opel-Saft a Kaiserlautern. Grazie al via libera di Bruxelles, ora potranno partire altri progetti: la Opel del gruppo PSA e la Saft della multinazionale petrolifera Total, hanno infatti comunicato che la decisione della Commissione consentirà di completare il business plan della joint venture dedicata alla produzione di batterie presso la fabbrica di componentistica della Casa tedesca a Kaiserlautern. Le due aziende, che comunque devono ancora prendere una decisione definitiva, hanno in programma, tra l'altro, di realizzare uno stabilimento analogo in Francia. Secondo il governo del Land della Renania-Palatinato, l'impianto tedesco sarà costruito a partire dal 2023 e impiegherà a regime 2 mila lavoratori. Il governo federale e quello statale contribuiranno con circa 300 milioni di euro ciascuno.

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