Industria e Finanza

Daimler
Emissioni diesel, il conto supera i 30 miliardi di euro

Daimler
Emissioni diesel, il conto supera i 30 miliardi di euro
Chiudi

Per il caso emissioni diesel, il gruppo Daimler rischia di pagare per iun conto salato e non lontano dallo sforzo finanziario sostenuto finora dalla connazionale Volkswagen. Nel suo bilancio annuale, il gruppo di Stoccarda ha aumentato da 23 a 30,7 miliardi di euro gli accantonamenti, stanziati per sostenere spese legali e normative, legati alla manipolazione delle emissioni inquinanti dei veicoli a gasolio. I soli oneri legali potenziali sono più che raddoppiati a 4,9 miliardi di euro. 

In vista nuovi problemi con la KBA. L'aumento delle riserve, che già durante l'anno scorso ha determinato un sensibile peggioramento delle finanze aziendali, è legato alla possibilità che la KBA imponga ulteriori richiami o misure sui modelli diesel finora non oggetto di iniziative. È infatti probabile, ha scritto la Daimler, che l'autorità tedesca di vigilanza del settore dei trasporti decida che altri veicoli Mercedes-Benz siano "dotati di defeat device illeciti". Tra l'altro, il costruttore tedesco ha avvisato di aver già sospeso temporaneamente la consegna e l'immatricolazione di alcuni modelli.

Il precedente. L'avvertimento della Daimler accentua le difficoltà di un'azienda che l'anno scorso è stata protagonista del lancio di continui allarmi circa l'impatto del dieselgate sulle finanze aziendali. Nel giro di poco più di sei mesi, da Stoccarda sono arrivati ben quattro profit warning (allarmi sugli utili) e l'ultimo trimestre dell'anno scorso si è chiuso con una perdita netta di 11 milioni di euro, a fronte dell'utile di 1,64 miliardi del corrispondente periodo del 2018. A pesare sui conti sono stati i crescenti costi sostenuti "per procedimenti governativi e giudiziari in corso", per le "misure relative all'aggiornamento dei veicoli diesel in diversi Paesi e mercati" o per i richiami legati anche alla questione degli airbag della Takata. Basti pensare alla multa da 870 milioni di euro comminata lo scorso settembre dalla procura di Stoccarda per la violazione delle norme sulle emissioni oppure ai frequenti richiami imposti dalla KBA, a partire da quello del 2017 per tre milioni di veicoli

La ristrutturazione. Per affrontare l'aumento delle spese, la Daimler ha già varato una serie di misure di ristrutturazione, tra cui il taglio di almeno 10 mila posti di lavoro, con l'obiettivo di risparmiare una cifra intorno agli 1,4 miliardi di euro. Tuttavia, in Germania sono circolate voci sulle crescenti necessità di estendere tali iniziative e, nello specifico, si è parlato di una riduzione della forza lavoro per almeno 15 mila dipendenti. Le prime conseguenze si sono fatte già sentire sul fronte dei premi al personale e agli azionisti: i bonus annuali per i 130 mila lavoratori tedeschi sono stati tagliati da 4.965 euro a 1.097 euro e i dividendi, dai 3,25 euro dell'anno scorso, sono scesi a 90 centesimi. Del resto, il contenimento delle spese è funzionale a sostenere non solo il conto del dieselgate, ma anche i pesanti investimenti su un'elettrificazione che non è detto porti all'auspicato risultato di evitare il pagamento delle multe previste dai nuovi regolamenti europei. La stessa Daimler, sempre nel suo report annuale, ha ammesso che sarà difficile rispettare le sempre più stringenti normative sulle emissioni in alcuni Paesi. A Stoccarda, secondo i calcoli di BloombergNEF, rischiano di dover pagare sanzioni per oltre 1,5 miliardi di euro tra il 2020 e il 2021 per il mancato rispetto dei limiti delle emissioni. Nel 2019, la Daimler ha infatti registrato medie di CO2 pari a 137 g/km ed entro il 2021 deve scendere a 103 g/km, per raggiungere nell'anno successivo il limite obbligatorio dei 95 grammi. Tuttavia, secondo alcune analisi della PA Consulting, la media l'anno prossimo si dovrebbe attestare intorno ai 114 g/km. Per evitare sanzioni, la Daimler dovrebbe quindi compiere uno sforzo notevole nella promozione dei suoi veicoli elettrici, con l'obiettivo di aumentare il loro peso sulle vendite totali dal 2,8% del 2019 al 10% circa nel giro di due anni.  

COMMENTI

  • se non la comprano i cinesi la Daimler è spacciata.
  • l'articolo dice "aver già sospeso temporaneamente la consegna e l'immatricolazione di alcuni modelli", ma perchè ancora ne vendono con i "defeat device illeciti"???
     Leggi le risposte