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Coronavirus
Crollano le vendite in Cina: -80% a febbraio

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Crollano le vendite in Cina: -80% a febbraio
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L'epidemia del coronavirus sta assestando un duro colpo al mercato automobilistico cinese. Non mancano, però, segnali di ripresa. Secondo quanto comunicato dalla China Passenger Car Association (CPCA), a febbraio la domanda è crollata dell'80%, un tasso percentuale decisamente negativo, ma comunque sensibilmente migliore rispetto al -92% indicato per i primi 16 giorni del mese. 

Scarsa affluenza nei saloni. "I concessionari sono tornati a lavorare gradualmente nelle prime tre settimane di febbraio, ma l'affluenza nei saloni è molto bassa", ha spiegato l'associazione cinese, che prevede una progressiva ripresa del mercato: il fondo dovrebbe essere stato toccato a febbraio e, quindi, nei prossimi mesi i dati dovrebbero mostrare dei miglioramenti anche consistenti. D’altro canto, le misure varate dalla autorità cinesi stanno riuscendo a contenere l'epidemia e l'allentamento di alcune disposizioni è prova di un progressivo miglioramento della situazione generale. Tuttavia, la paralisi delle attività lavorative, in particolare nella provincia dell'Hubei, epicentro del contagio e maggior polo automobilistico cinese, sta avendo pesanti conseguenze sulle catene di approvvigionamento: alcuni dei maggiori costruttori sono stati costretti a tagliare le produzioni non solo in Cina, ma anche in Paesi limitrofi come Giappone e Corea del Sud. Le istituzioni pubbliche stanno, comunque, correndo già ai ripari: il governo della provincia del Guangdong, una delle aree più dinamiche e popolose della Cina, ha varato una serie di misure di stimolo per l’economia, tra cui agevolazioni per l'acquisto di veicoli elettrici o ibridi, e ora sono in molti ad aspettarsi che altre province o città locali seguano la stessa strada.

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