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L'ad Angori: "Il design giocherà un ruolo chiave nel post-coronavirus"

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L'ad Angori: "Il design giocherà un ruolo chiave nel post-coronavirus"
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Il settore automobilistico, a causa della emergenza da coronavirus sta affrontando una situazione di grande incertezza, con le Case che stanno rivedendo le loro priorità sul fronte degli investimenti per allentare le tensioni finanziarie. Tuttavia, l'attuale crisi rappresenta anche un'opportunità, soprattutto per un'azienda come la Pininfarina che può offrire ai costruttori servizi a 360 gradi sfruttando la sua pluridecennale esperienza nel mondo del design: questo è il quadro delineato da Silvio Angori, amministratore delegato della storica società torinese. Abbiamo intervistato il manager umbro: ecco cosa ci ha detto. 

La crisi sta colpendo duramente il settore automotive. Dalla vostra posizione privilegiata di fornitori di grandi e piccole aziende, come valutate l'attuale situazione?
La situazione è talmente incerta che è difficile fare proiezioni sul prossimo trimestre, mentre possiamo immaginare che da qui a 12 o 18 mesi il mercato sia tornato alla normalità. Riteniamo che le grandi Case manterranno i loro programmi di sviluppo di vetture primarie, mentre i programmi più voluttuari saranno rallentati o cancellati. Nello specifico della nostra azienda, i programmi in stato di sviluppo avanzato non stanno registrando battute d’arresto. Si nota forte incertezza, invece, su quelli che devono partire da zero o che sono in fase di stanziamento dei fondi. L’effetto della tensione sulla cassa ritarderà necessariamente i processi decisionali.  

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Ritenete possibile una ripresa a breve per il settore? In ogni caso, l'automotive andrà incontro ai grandi cambiamenti previsti da esperti e osservatori oppure sarà solo uno shock temporaneo?
La filiera produttiva del settore automotive è tra quelle più facilitate alla ripartenza grazie alle condizioni in cui opera: le fabbriche, a differenza - per esempio - degli esercizi commerciali, sono ambienti generalmente molto ampi in cui sarà possibile tornare presto a lavorare in sicurezza applicando le adeguate misure protettive. Occorre però che, in parallelo, vengano riaperti i canali di vendita, sostenute le concessionarie. Ma, soprattutto, bisogna alimentare la domanda adottando misure che diano fiducia ai consumatori. Il post-coronavirus porterà sicuramente ad un generale depauperamento di risorse. La gente ci penserà due volte prima di cambiare macchina. I governi e le istituzioni europee devono attivare delle campagne di incentivazione e decidere, per esempio, se sostenere le vendite delle auto elettriche o degli stock di invenduto delle vetture tradizionali. Gli incentivi al consumo sarebbero peraltro virtuosi perché la distanza sociale a cui siamo costretti ci porterà a privilegiare il mezzo privato a discapito del trasporto collettivo, almeno in una prima fase. 

Al momento sono molti gli allarmi sui prossimi mesi e le aziende del settore stanno cercando di reperire liquidità e di preservare le proprie finanze. Avete ricevuto segnali negativi sui molti progetti di collaborazione che avete avviato negli ultimi anni?
Non tutti, ma molti clienti stanno differendo i pagamenti, anche solo di qualche settimana o di un mese, se possibile. È una spirale che si autoalimenta: le vendite calano, le Case faticano a pagare i fornitori e, di conseguenza, fanno la lista delle priorità. 

L'Acea, l'associazione europea dei costruttori, ha chiesto una moratoria sui vincoli di riduzione della CO2 e alcuni studi prevedono un rallentamento degli investimenti sull'elettrificazione. Secondo voi, quali conseguenze potrebbe avere questa crisi sulla transizione verso l'elettrico?
La transizione verso l’elettrico potrebbe subire dei ritardi. I brand automobilistici si trovavano in una situazione complicata già prima del lockdown: la necessità di soddisfare le normative sull’adozione di nuove tecnologie, per esempio quelle a supporto degli Adas, ha costretto le case a finanziare investimenti importanti, che si andavano a innestare su una situazione di mercato già difficile. L’ulteriore caduta verticale delle vendite nella prima parte dell’anno mette i costruttori in grande stress finanziario. Tutto questo potrebbe, a livello teorico, portare ad un rallentamento dei piani di sviluppo dell’elettrico. I limiti legislativi di natura tecnologica potrebbero essere ripensati per dare respiro alle Case. 

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Festeggiate quest'anno i 90 anni di vita. Avete superato guerre e crisi di varia natura.  Che cosa, di queste esperienze, vi potrà essere d'aiuto per affrontare la crisi attuale?
Pininfarina è nata durante la grande depressione del ‘29, ha affrontato la seconda guerra mondiale, la crisi energetica degli anni 70, la crisi globale del 2008. In 90 anni di storia, sono tanti gli eventi che hanno ridefinito l’azienda. Dalla crisi del 2008, per esempio, siamo usciti con una rinnovata capacità di reazione e adattamento al corso degli eventi. Oggi viviamo una fase di ripensamento importante del nostro futuro industriale. Tutte le aziende, in realtà, stanno ripensando profondamente il loro modo di andare a mercato. Questa crisi, tuttavia, sarà anche un’opportunità. E sarà proprio il design a giocare un ruolo chiave. Il design, che ha la capacità di innovare continuamente migliorando la vita delle persone in tempi normali, può fornire la risposta all'immaginazione di un nuovo futuro. Partendo dal nostro core business, l’automotive, già di per sé oggetto di profondo ripensamento poiché tutta la mobilità, quella individuale, quella collettiva, quella condivisa, andrà riprogettata. Negli ultimi anni il car sharing è aumentato a spese della proprietà individuale, ma cosa accadrà ora dopo la pandemia? Pensiamo ai materiali: in futuro dovranno essere scelti in base alla facilità e alla rapidità con cui possono essere sanificati tra i cambi di conducente. Anche il trasporto pubblico avrà bisogno di rivisitazioni sostanziali. Il trasporto di massa dovrà utilizzare le nuove tecnologie per confortare psicologicamente i passeggeri, per creare spazi privati ​​virtuali all'interno dello spazio pubblico condensato, altrimenti i passeggeri si sentiranno a disagio nel viaggiare. La disposizione dei posti a sedere e, soprattutto, le superfici che le persone toccano, necessitano di un approccio completamente nuovo. Si tratterà di "rassicurare" le persone in tutti gli ambiti della vita. In questo ci sarà d’aiuto la nostra esperienza multidisciplinare, che va dall’architettura, all’interior design, alla progettazione di esperienze. Se anche il mondo andasse verso condizioni di parziale riapertura, finché non ci sarà un vaccino lo stile di vita delle persone andrà ripensato, così come andranno ripensati tutti gli ambienti pubblici, gli uffici, le abitazioni e in generale tutti i luoghi di aggregazione. Il design dovrà prendere in considerazione esigenze avanzate come più spazi privati, la necessità che i membri della famiglia trascorrano molto più tempo in casa per i compiti, l'apprendimento online e lo spazio aperto per uso individuale. Dopo aver sperimentato una quarantena chiusa in un appartamento, nessuno vorrà più vivere in uno spazio piccolo e statico; pertanto, come reazione, il mercato probabilmente favorirà le residenze con spazi esterni verdi e ambienti complessi. Chi meglio dei designer può farsi promotore di un nuovo lifestyle?

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Per la Pininfarina quanto è importante la diversificazione per superare con il minor numero possibile di danni la crisi dell'automotive? 
La diversificazione è un processo iniziato decenni fa, quando creammo una divisione specifica per sviluppare i mercati fuori dall’automotive. In questa situazione la strategia iniziata due anni fa con l’unificazione dei servizi di design in un’unica unità operativa aveva lo scopo di trasferire le competenze maturate nell’auto su settori diversi. La fertilizzazione incrociata tra ambiti differenti ci consente oggi di offrire a un costruttore automobilistico un ventaglio unico di servizi ed attività di design a 360°, una customer experience a tutto tondo che va dalla definizione di un’identità di marca al design di esterni ed interni di una vettura, alla costruzione di prototipi e showcar. Facendo leva sulle competenze nella creazione di spazi esperienziali, possiamo accompagnare i clienti fino al go-to-market disegnando i loro stand fieristici o le loro concessionarie. 

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