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Appello al governo: un aiuto subito o l’auto muore

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Prosegue il pressing degli addetti ai lavori sul governo, accusato di non avere ancora una chiara strategia per portare il Paese fuori dalle secche in cui lo ha fatto precipitare l’epidemia da coronavirus. Nel giorno in cui l’Unrae, l’Associazione delle Case estere, ha stimato al 98% il calo delle immatricolazioni di auto nuove ad aprile, praticamente l’azzeramento del mercato, il presidente del sodalizio, Michele Crisci, è tornato ad alzare la voce, garbatamente com’è nel suo stile, nei confronti dell’esecutivo durante il Forum Automotive, nell’insolita, ma obbligatoria in tempo di lockdown, forma di webinar. Nel mirino, senza mai citarla, il ministro dei trasporti Paola De Micheli, ma anche il premier. “Non si può pensare solo alle biciclette e ai monopattini”, ha affermato Crisci. “Per rilanciare l’economia il governo deve prendere per mano cinque o sei settori strategici”. Tra questi, ovviamente, c’è l’automotive per il peso che ha sul Pil, sull’occupazione e sul gettito fiscale. “La liquidità alle imprese”, ha sottolineato Crisci, “non è risolutiva, somma debito a debito. La liquidità deve venire dalla domanda”.

Unrae: incentivi, detraibilità e deducibilità. Chiaro il riferimento alla ricetta dell’Unrae per far ripartire il mercato delle auto nuove, imperniata su una terza fascia di emissioni (61-95 g/km) per gli incentivi con e senza rottamazione, la piena detraibilità dell’Iva sulle auto aziendali e un innalzamento della soglia di deducibilità. Oltre, come ha annunciato su Quattroruote di maggio, a un incentivo allo smaltimento delle auto in stock, circa 300 mila vetture da mesi ferme nei piazzali e negli autosaloni delle concessionarie.

Federauto: stimolare la domanda di auto usate. Sulla stessa lunghezza d’onda Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, l’associazione delle concessionarie, secondo il quale, però, sarebbe necessario sostenere anche l’acquisto di vetture usate recenti: “chi ha un’auto vecchia”, ha spiegato De Stefani Cosentino, “o la usa poco o non ha i soldi per sostituirla. Dobbiamo iniziare a parlare della capacità di spesa degli italiani”, ha affermato. “Va bene eliminare il vecchio, ma come?”. Secondo il numero uno dei concessionari italiani questo risultato può essere raggiunto anche attraverso incentivi, diretti e indiretti, all’acquisto di usato “fresco” anche attraverso misure di sostegno indiretto alla domanda delle imprese, il cui tasso di rotazione delle auto è molto veloce, in media poco più di 36 mesi. “Senza supporto”, ha concluso amaramente De Stefani Cosentino, “chiuderemo l’anno a 1,2 milioni di immatricolazioni”.

Aniasa: fiscalità delle auto aziendali come in Europa. Una revisione della fiscalità dell’auto aziendale è stata chiesta anche dall’Aniasa, l’Associazione dell’industria dell’utonoleggio e dei servizi automobilistici. Secondo il direttore generale Giuseppe Benincasa, bisogna andare nella direzione di un “riallineamento agli altri paesi Ue” in termini di detraibilità dell’Iva e deducibilità dei costi di gestione. Ciò, secondo Benincasa, avrebbe un effetto trascinamento sulla domanda di usato da parte die privati”.

Anfia: stop alle multe per la CO2. Non solo. Secondo Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia, l’Associazione della filiera automobilistica, premiato da Forum Automotive come personaggio dell’anno, bisognerebbe anche pensare a sburocratizzare il settore, “togliere le sovrastrutture che mortificano le imprese”, ha detto il presidente dell’associazione che raggruppa 5.700 imprese del settore con 1,2 milioni di addetti. Secondo Scudieri, inoltre, è necessaria una proroga dei limiti sulle emissioni delle auto: per raggiungere l’obiettivo di 95 g/km di CO2, ha affermato, “abbiamo bisogno di altri due anni senza penalizzazioni per poter destinare quelle somme a investimenti sullo sviluppo”.

Sgalla: ripensare la mobilità. Sul fronte più ampio della mobilità, invece, Roberto Sgalla, ex direttore del servizio di Polizia Stradale e delle specialità della Polizia di Stato, dopo aver avvertito che un maggiore utilizzo dei veicoli privati nelle città provocato dal distanziamento sociale sui mezzi pubblici porterebbe al blocco totale della mobilità nelle metropoli, ha fatto cinque proposte concrete, attuabili immediatamente: incentivi a biciclette a pedalata assistita e ai monopattini elettrici, targatura e polizza Rc obbligatoria per questi veicoli, rastrelliere e spazi di sosta e interscambio per questi veicoli, possibilità di trasportare biciclette e monopattini sui mezzi pubblici e, infine, obbligo di mobility manager nelle imprese e nelle scuole.

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