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Tesla
Nuova trimestrale in utile grazie alla Model 3

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Nuova trimestrale in utile grazie alla Model 3
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La Tesla ha chiuso il primo trimestre del 2020 con un sorprendente utile di bilancio nonostante l'impatto del coronavirus tra Cina e Stati Uniti. La Casa californiana è riuscita così a superare non solo le sfide poste dalla pandemia, ma anche la tradizionale debolezza di un periodo che paga la corsa alle vendite dell'ultimo quarto dell'anno precedente: il costruttore ha così messo in fila tre trimestri in positivo per la prima volta nei suoi 16 anni di vita, smentendo lo stesso Elon Musk che aveva parlato di un periodo "difficile".

I numeri. Nel dettaglio, il conto economico è stato chiuso con un utile netto di 16 milioni di dollari, contro la perdita di 702 milioni registrata un anno fa per colpa, tra l'altro, dei colli di bottiglia nelle esportazioni delle Model 3 in Europa e Cina. L'utile per azione di 1,24 dollari si confronta con la perdita di 36 centesimi attesa dagli analisti. Migliori del previsto e in crescita sono risultati anche i ricavi: 5,99 miliardi contro i 4,5 miliardi di un anno fa e i 5,9 miliardi delle previsioni. Le sole attività auto hanno fatturato 5,1 miliardi, beneficiando non solo dell’aumento delle consegne, ma anche del crescente contributo di crediti verdi per 354 milioni (216 milioni nel primo trimestre del 2019) che hanno spinto il margine lordo a salire fino al 25,5%, rispetto al 20,2% di un anno fa e al 17,5% delle attese. La crescita del fatturato è comunque arrivata dalle attività commerciali: le consegne, come già comunicato a inizio aprile, sono aumentate del 40% a quasi 88.500 unità nonostante "le limitazioni alla capacità di consegnare i modelli alla clientela verso la fine del trimestre", soprattutto tra Stati Uniti ed Europa per le conseguenze della pandemia.   

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Coronavirus, Musk contro le autorità. D'altro canto, il coronavirus e gli ordini di isolamento emanati dalle autorità californiane sono diventati un nuovo terreno di scontro per Musk, non certo nuovo a posizioni sopra le righe. Nelle scorse settimane, il manager ha prima fatto presente come il panico per l'infezione avesse superato quello del virus stesso e poi ha apertamente contrastato la decisione della Contea di Alameda di chiudere tutte le attività non essenziali, come la fabbrica di Fremont. La Tesla ha cercato di mantenere aperto l'impianto anche dopo l'ordine di isolamento, ma dopo un braccio di ferro è stata costretta a chiudere i cancelli il 23 marzo. Fino a pochi giorni fa la riapertura era prevista per il 4 maggio, il giorno dopo la scadenza della disposizione, ma le autorità locali hanno esteso il lockdown a tutto il mese. Su Twitter, Musk ha alzato ancora una volta la voce, bollando le restrizioni come "fasciste: se qualcuno vuole restare a casa sua è magnifico. Si dovrebbe essere autorizzati a rimanere a casa propria, non costretti o minacciati di arresto se si esce", ha affermato l'imprenditore. "Questa non è democrazia. Questa non è libertà". Immediate le polemiche, con molte prese di distanza da parte degli stessi follower del manager.

Si brucia cassa. Va detto che la chiusura di Fremont rischia di produrre pesanti conseguenze sulle finanze dell'azienda. Da sempre, la Tesla ha il problema di un forte assorbimento di cassa, più volte risolto con aumenti di capitale o l'emissione di prestiti obbligazionari ad alto rendimento. Alla fine dei primi tre mesi erano disponibili 8,1 miliardi di dollari, anche grazie ai 2 miliardi raccolti a febbraio, ma nel periodo sono state bruciate risorse per 895 milioni, quasi il doppio rispetto ai 516 previsti dagli analisti. A marzo la liquidità è stata sufficiente a superare le incertezze economiche, ma lo stop dello stabilimento rischia di mettere a repentaglio la solidità patrimoniale sulla falsariga di altri costruttori come la Ford, la General Motors o le Case tedesche.  

Sospesi i target per il 2020. Anche per questo, i vertici aziendali della Tesla hanno deciso di sospendere i target annuali, in particolare quelli sui flussi di cassa e sulle consegne, previste in crescita del 36% a oltre 500 mila unità. "È difficile ipotizzare con quale rapidità la produzione di veicoli e la sua catena di fornitura globale torneranno ai livelli precedenti", ha affermato il costruttore. "A causa dell'ampia gamma di risultati potenziali, le linee guida di breve termine sull'utile netto e il flusso di cassa sarebbero probabilmente imprecise. Rivedremo nuovamente la guidance per il 2020 nel nostro aggiornamento sul secondo trimestre". Secondo trimestre che gli analisti vedono in perdita per effetto della pandemia e con un calo delle consegne del 21% a 75 mila unità, ma con un impatto limitato su un intero 2021 visto per il secondo anno in utile. 

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Obiettivi ambiziosi. Nessuna sospensione, invece, è prevista per i programmi di espansione: "Continuiamo a investire in modo significativo nella nostra tabella di marcia per i prodotti e nei piani di espansione della capacità a lungo termine, poiché disponiamo di liquidità sufficiente", ha spiegato la Casa. "Molte altre aziende stanno riducendo gli investimenti, noi stiamo facendo il contrario", ha aggiunto Musk. "Abbiamo assolutamente intenzione di accelerare sui nuovi prodotti e sulla crescita". L'ottimismo dell’imprenditore, che ha spinto le azioni a registrare un nuovo balzo di quasi il 9% nelle contrattazioni after-hour, si basa sui risultati raggiunti prima dell'esplosione della pandemia. Il direttore finanziario Zach Kirkhorn ha fatto presente come le vendite, prima della frenata di marzo e nonostante la scadenza dei crediti d'imposta in Usa, fossero sulla buona strada per raggiungere il massimo storico grazie alla crescente domanda per la Model 3, al rapido aumento della produzione in Cina (dove le consegne trimestrali potrebbero essere cresciute di ben il 63% in un mercato in flessione del 42%) e alle prime consegne della nuova Model Y.  

Programmi confermati. Nonostante la pandemia, nell'attuale trimestre la Tesla ha in programma di incrementare sempre di più la produzione della Suv compatta a Fremont e della berlina a Shanghai. Inoltre, rimane pienamente valido il piano per iniziare l'anno prossimo le consegne della Model Y prodotta nell'impianto in fase di costruzione vicino a Berlino e nella Gigafactory in Cina, dove sono previsti continui miglioramenti della produttività grazie al taglio dei costi e alla conseguente riduzione dei listini. L'unico rinvio all'offensiva di prodotto riguarda il camion Semi: le consegne inizieranno nel 2021 e non più verso la fine di quest'anno. Musk, nel suo continuo esercizio di ottimismo, ha infine ribadito l'obiettivo di rendere la Tesla un produttore globale con attività in Nord America, Cina ed Europa e una capacità di oltre 1 milione di auto già dall'anno prossimo.

COMMENTI

  • il grande mistero è come un'azienda che era in costante perdita abbia visto crescere in maniera così assurda la sua capitalizzazione.
  • OT, ma non troppo infondo.
  • https://www.quattroruote.it/news/ecologia/2020/04/30/smog_l_ennesima_conferma_case_e_allevamenti_inquinano_piu_delle_automobili_.html
  • Tesla fa pubblicità eccome, con schiere di persone che infestano i blog di auto.
  • Oh, è tornata Clementina! Lavori ancora per tesla?
  • ...ne rimarrà soltanto uno...
  • Non mi sorprende che sia arrivato al pelo, visto che se ne è altamente fregato delle disposizioni federali e ha prodotto per l'intero trimestre saltando solo gli ultimi 3 giorni di Marzo. Gli altri avevano chiuso chi 2 chi 3 settimane prima. Eh beh i Divini possono...
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  • Earnings are opinion, cash is a fact!
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  • Sorprendente trimestre di Tesla che forse e' addirittura avvantaggiata dalla crisi, visto che le case tradizionali sono massacrate, hanno costi fissi spaventosi ed un crollo della domanda. Peccato per le dichiarazioni di Musk, durante la call, in cui nuovamente, si scaglia contro i vari provvedimenti restrittivi in California ed altri stati. Ci sta facendo veramente una pessima figura, simile a quella dell'amministrazione USA.
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  • Il titolo,Tesla in utile grazie a model 3, non mi trova per nulla d'accordo. Tesla riesce ad avere un utile praticamente simbolico,16 milioni di dollari,cioè lo 0,3% del fatturato,solo grazie alla vendita dei certificati verdi alle case europee ,in particolare FCA, pari a 354 milioni di $. Praticamente senza questa entrata straordinarie e non industriale,Tesla nel Q1 avrebbe perso 338 milioni di $. S vede che Tesla paga bene i giornalisti di tutto il mondo affinchè scrivano sempre cose mirabolanti su di essa anche quando l'unica cosa mirabolante per una società che ha sempre e solo perso soldi, la capitalizzazione in borsa pari alla somma di tutte le altre società automovie messe insieme.Toyota esclusa.
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