Industria e Finanza

Investimenti
I cinesi della Faw annunciano lo sbarco in Emilia

Investimenti
I cinesi della Faw annunciano lo sbarco in Emilia
Chiudi

Il gruppo cinese FAW ha annunciato l’intenzione di investire oltre un miliardo di euro per la realizzazione in Emilia di una struttura dedicata alla progettazione, all'ingegnerizzazione e alla produzione di vetture di fascia alta a trazione elettrica e ibride plug-in, compresi modelli a vocazione sportiva. L’operazione coinvolgerà anche la start-up d’ingegneria e design Silk-Ev. L’annuncio è stato dato nel corso di un incontro online che ha visto la partecipazione, oltre che delle autorità cinesi, del sottosegretario agli Esteri con delega all’Asia Manlio Di Stefano e dell’assessore allo Sviluppo economico dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla.

Nella Motor Valley. La decisione segue un memorandum d’intesa che era stato siglato ad aprile. Il Centro di Innovazione, Ricerca & Sviluppo e quello dedicato al Design saranno basati nella Motor Valley, ma non si conosce ancora la localizzazione degli impianti, che avverrà nei prossimi mesi. L'accordo, secondo quanto annunciato oggi, dovrebbe creare migliaia di posti di lavoro in Italia, Europa e Cina. Le prime assunzioni sono previste già entro la fine del primo semestre 2020. La scelta italiana fa parte di un più ampio piano di investimenti che prevede un ulteriore miliardo e trecento milioni di euro destinati alla Cina, dove verrà aperto un secondo centro di Innovazione e dove sarà realizzato uno stabilimento destinato al marchio Hongqi, con cui da sempre vengono realizzate le limousine destinate ai membri della nomenklatura cinese. E proprio con questo brand premium la FAW al Salone di Francoforte del 2019 aveva presentato due concept, la E115 e la S9, rispettivamente una Suv king size elettrica e una hypercar ibrida da 1.400 CV, che anticipavano le ambizioni di espansione verso altri mercati.

Lunga storia. La FAW (First Automotive Works) è nata nel luglio del 1956, sotto la guida del Comitato centrale cinese con l’assistenza dell’Unione Sovietica, come primo produttore di automobili del Paese asiatico e da allora è stata protagonista dello sviluppo della motorizzazione locale. Basata a Changchun, ha realizzato il primo prototipo, destinato a essere testato personalmente da Mao Zedong, con il marchio Donfeng nel maggio del 1958 e ha prodotto la prima berlina di lusso Hongqi nell’agosto dello stesso anno. La sua crescita è proseguita a ritmi costanti, anche attraverso joint venture importanti con Volkswagen e Toyota. Nel 2019, il gruppo cinese ha fabbricato poco meno di 3,5 milioni di veicoli, tra automobili e mezzi pesanti.

COMMENTI

  • Se si concretizzerà realmente sarà una buona notizia, sperando che non sia un'altra operazione "De Tomaso/Rossignolo"....