L'impianto di assemblaggio del gruppo FCA a Melfi, in Basilicata, è tornato alla piena operatività nel rispetto del cronoprogramma comunicato la scorsa settimana dal costruttore italo-americano alle organizzazioni sindacali. Le attività produttive hanno ripreso su tre turni e pertanto durante la giornata odierna è previsto il rientro al lavoro dell'intero organico di oltre 7 mila dipendenti. 

Il cronoprogramma. Dopo la chiusura disposta a metà marzo in seguito alle misure di lockdown varate dal governo per frenare i contagi da coronavirus, la fabbrica non si è fermata del tutto per consentire il prosieguo delle attività di ricerca e sviluppo legate ai collaudi e al cosiddetto pilotino. I cancelli sono stati riaperti parzialmente il 27 aprile con il richiamo di un primo contingente di 750 operai, incaricati di svuotare le linee produttive dalle circa 600 vetture ferme sugli stalli e avviare i preparativi per l'inizio della produzione dei nuovi modelli elettrificati. Una volta liberata la linea, è partito il montaggio dei modelli di pre-serie delle nuove varianti ibride delle Jeep Renegade e Compass, necessari per i collaudi propedeutici all'avvio dell'assemblaggio degli esemplari destinati alla commercializzazione. A partire da oggi le linee torneranno a sfornare i modelli non solo ibridi ma anche tradizionali tra cui la Fiat 500X. 

Nessuna criticità. Finora non sono state riscontrate criticità tali da sollevare timori sul fronte del rispetto delle misure di sicurezza concordate il 9 aprile scorso, a partire dal distanziamento sociale per arrivare all'obbligo di mascherine e protezioni individuali all'interno delle postazioni e degli ambienti di lavoro. La ripresa della piena operatività, invece, aveva generato timori tra i rappresentanti dei lavoratori per l'impatto sui trasporti pubblici ma per ora non sono emerse particolari problematiche: "La prima impressione - ha affermato all'Ansa Marco Lomio, segretario regionale della Basilicata per la Uilm - è che anche il sistema del trasporto pubblico abbia retto, con le nuove regole sul distanziamento dei passeggeri". Del resto una buona parte dei lavoratori ha raggiunto il sito produttivo utilizzando mezzi propri e, pertanto, è stata bassa l’affluenza alle fermate degli autobus e il ricorso ai servizi pubblici.