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Gefco
Così la logistica automotive si adatta al cambiamento del mercato

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I contraccolpi al mercato dell’auto causati dall’emergenza coronavirus sono sotto gli occhi di tutti. Case costruttrici, concessionari, rivenditori, officine e carrozzerie stanno facendo ora i conti con le conseguenze del lockdown. Meno visibili, invece, le ripercussioni su altri protagonisti della filiera automotive che operano dietro le quinte. È il caso, per esempio, degli operatori della logistica, aziende specializzate nella movimentazione dei veicoli, le stesse che permettono a un’automobile di essere trasportata da una fabbrica situata dall’altra parte del mondo fino al concessionario dove la compriamo. A spiegare quanto l'impatto dell'emergenza sia stato pesante anche per questo settore è Raffaella Zapparoli, direttore della divisione auto della Gefco (Groupages Express de Franche-Comté), azienda nata nel 1950 in Francia che oggi si occupa a livello mondiale dell’intera filiera logistica, dalla progettazione di soluzioni ad hoc allo stoccaggio, dalla gestione degli imballaggi alla rappresentanza fiscale e doganale, compreso naturalmente il trasporto in ogni modalità: terrestre (su gomma e su rotaia), marittima e aerea. "Quando è scoppiata la pandemia", racconta l’ing. Zapparoli, "il primo Paese in Europa dove il coronavirus ha bloccato totalmente il mercato dell’auto è stato purtroppo l’Italia. Alla fine di febbraio, con la zona rossa di Codogno, abbiamo avuto i primi blocchi delle spedizioni per i concessionari di quella zona, cui sono seguiti nel giro di poche settimane quelli per tutte le reti dei nostri clienti. In seguito, c'è stato lo stop delle produzioni per l’Italia e, nel giro di pochissimo tempo, le fabbriche si sono completamente fermate".

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Il fiume di automobili. Immaginare i flussi logistici del trasporto come mille rivoli in continuo movimento non è sbagliato. Con lo stop totale della produzione di veicoli e della loro distribuzione, questi flussi hanno subito un rallentamento. "Abbiamo dovuto ridimensionare la nostra capacità in termini di mezzi di trasporto (bisarche) e autisti", continua Zapparoli, "cercando comunque nel frattempo di prepararci con nuovi servizi alla ripresa del settore e alle nuove norme in divenire. Allo stesso tempo, abbiamo lavorato sulla ricerca di spazi aggiuntivi per lo stoccaggio dei veicoli in modo da riuscire ad assorbire la coda delle produzioni in assenza dello sbocco a valle costituito dalla distribuzione ai concessionari che nel frattempo erano chiusi. Abbiamo aumentato la nostra capacità di deposito del 30%, passando da una disponibilità di spazi per 60 mila veicoli a 81 mila, per assicurare ai nostri clienti l’assorbimento di tutti i flussi di auto in arrivo in Italia. Adesso stiamo vivendo l’effetto contrario: le vendite mostrano un timido risveglio, con il conseguente servizio di distribuzione dello stock da parte nostra, ma la ripresa delle produzioni va a rilento e il numero di esemplari in deposito sta così scendendo".

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Convivere con il virus. Per la Gefco, che dal 2011 ha acquisito la quota di maggioranza del Gruppo Mercurio S.p.A., altro grande player internazionale dello stesso settore, la convivenza con il virus è iniziata sin da subito, spingendo l’azienda a mettere in sicurezza tutte le strutture: piazzali, officine, mezzi di trasporto. L’obiettivo della salvaguardia dei dipendenti e della clientela è stato raggiunto di pari passo con la necessità di assicurare continuità all’attività. "Durante il lockdown", racconta Zapparoli, "abbiamo investito in attrezzature che potessero garantire la sanificazione delle nostre bisarche, ma anche quella dei veicoli dei nostri clienti, anticipando quindi un bisogno che è poi emerso nelle ultime settimane e che per noi si è trasformato in un nuovo servizio. Adesso, l’unica vera strategia da mettere in campo credo sia quella di supportare i clienti, che sono fortemente in difficoltà, offrendogli la massima flessibilità e la massima disponibilità a creare delle soluzioni logistiche che possano sostenere le loro strategie di vendita. Per esempio, abbiamo ideato un servizio di consegna a domicilio delle auto per facilitare le consegne agli acquirenti: il servizio consiste nel mettere a disposizione un autista che, una volta arrivato a casa del cliente, può spiegare le funzionalità della vettura (come di solito avviene in concessionaria) e, se richiesto, può ritirare quella usata. In alternativa, la consegna può essere effettuata con un carroattrezzi o un mezzo dedicato, qualora l’acquirente non gradisca che vengano effettuati chilometri da un altro conducente. Si tratta pur sempre di una vettura nuova".

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Diversificare l’offerta. Sempre nell’ottica di ampliare e diversificare l’offerta, la Gefco ha lanciato la piattaforma digitale Moveecar: si tratta di un sistema che permette all'azienda di interagire con i clienti che decidono di affidarsi ai suoi servizi. Per citare i principali, viene offerto lo stoccaggio di veicoli in aree sicure che può essere utile, per esempio, se un dealer non ha sufficiente spazio presso la propria sede. C'è, poi, la gestione dell'usato proveniente dai parchi dei noleggiatori o delle Case che prevede il ritiro fisico delle vetture, la stima degli eventuali danni, la loro riparazione e l'esecuzione dei programmi di manutenzione prima dell'invio al nuovo acquirente. La Gefco, inoltre, è in grado di organizzare le spedizioni di singoli veicoli o in lotto assicurando il costante monitoraggio della loro posizione e si occupa anche di gestire le varie pratiche (immatricolazioni, certificazioni, fiscalità) eliminando le scartoffie e proteggendo i dati.

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