La Spagna segue l'esempio di Francia e Germania e vara un piano di sostegno e rilancio per il settore automobilistico nazionale. In particolare, il governo guidato da Pedro Sánchez ha definito, insieme alle associazioni di rappresentanza dell’intera filiera, un pacchetto di misure dal valore di quasi 3,75 miliardi di euro (1,535 miliardi quest'anno e 2,215 miliardi nel 2021) per favorire la transizione di un comparto che genera il 10% circa del Prodotto Interno Lordo e il 19% delle esportazioni totali, impiegando 650 mila lavoratori direttamente e altri 2 milioni indirettamente. 

Un piano articolato. Le risorse stanziate, di cui 515 milioni di fondi pubblici e la restate parte sotto forma di esenzioni fiscali e contributi del settore automobilistico, sono solo la punta dell'iceberg di un piano estremamente articolato, caratterizzato da 5 linee guida, 20 aree di intervento e diverse misure con un'orizzonte sia di breve che di lungo termine. Nel dettaglio, le linee guida riguardano il rinnovo del parco circolante, investimenti e riforme normative per rafforzare la competitività del settore, la ricerca e lo sviluppo, un nuovo regime fiscale e iniziative per la formazione professionale. A loro volta, le cinque direttrici sono articolate in 21 misure che coprono vari aspetti: economia, fisco, norme, formazione, logistica e altro ancora. 

La ripartizione delle risorse. Il piano, che sarà sostenuto con i finanziamenti garantiti dal Recovery Fund lanciato dalla Commissione Europea, delinea nei dettagli non solo gli ambiti di intervento ma anche la ripartizione delle risorse. Madrid intende stanziare 300 milioni di euro per rinnovare le flotte degli enti publici, per realizzare un'ampia rete di ricarica per le auto elettriche (l'obiettivo è arrivare a 50 mila punti di ricarica già entro il 2023) e per adattare i centri urbani alle nuove forme della mobilità. Ulteriori 415 milioni di euro saranno destinati ad attività di ricerca e sviluppo per aumentare la competitività del settore auto: 25 milioni di euro riguarderanno progetti di innovazione nel campo dell'idrogeno, 30 milioni all'innovazione industriale nella mobilità sostenibile, 260 milioni per il miglioramento della connettività e 100 milioni per le infrastrutture di mobilità.

Gli incentivi alla rottamazione. Madrid ha anche stanziato 550 milioni di euro, che, unitamente a uno sforzo di pari entità da parte delle Case automobilistiche, serviranno a rinnovare il parco circolante e a incentivare l'acquisto di veicoli con emissioni di CO2 inferiori a 120 grammi per chilometro in cambio della rottamazione di una vettura con almeno 10 anni di vita. In sostanza, ogni potenziale acquirente potrà accedere, probabilmente già tra pochi giorni, a un incentivo di mille euro per cambiare il proprio veicolo con uno nuovo. La maggior parte del budget, pari a 2,69 miliardi, sarà comunque destinata a rafforzare la competitività del settore con l'obiettivo di adattare il tessuto industriale alle nuove esigenze dei mercati e dei clienti: i fondi serviranno ad aumentare diversi programmi ministeriali volti a incentivare, attraverso l'erogazione di specifiche linee di credito, gli investimenti delle aziende in nuove tecnologie. Infine, sono stati stanziati 95 milioni di euro per la formazione e l'aggiornamento professionale dei lavoratori del settore. "L'industria automobilistica - ha assicurato il premier Pedro Sánchez - è un settore strategico per il nostro paese che il governo sostiene. Oggi presentiamo un ambizioso programma. Si tratta di fare ciò che serve per attutire le enormi perdite nel settore dovute alla crisi del coronavirus".

L'impegno delle Case. I produttori di auto e componenti, dal canto loro, si sono impegnati ad aumentare gli sforzi per la "decarbonizzazione" del parco circolante, con l'obiettivo di produrre, entro il 2030, tra 700 mila e 800 mila veicoli elettrici e ibridi plug-in, pari a circa un terzo dell'attuale produzione complessiva (la Spagna è il secondo maggior produttore automobilistico d'Europa con volumi pari a oltre 2,8 milioni di auto, veicoli commerciali e pesanti nel 2019). L'impegno dei costruttori riguarda anche l'assegnazione di nuovi modelli elettrificati agli impianti spagnoli e il potenziamento dei programmi di infrastrutturazione: il settore punta a realizzare 340 mila punti di ricarica per auto elettriche sull'intero territorio nazionale entro il 2030, e 830 mila entro il 2040. Inoltre, saranno avviate iniziative per promuovere servizi di "car sharing" con veicoli alla spina per aumentare l'efficienza delle attività industriali tramite investimenti in innovazione dei processi manifatturieri secondo la logica dell'Industria 4.0 e per sostenere l'obiettivo di Madrid di rendere la Spagna un "hub" per la sperimentazione delle auto connesse e a guida autonoma. La collaborazione tra i privati e le amministrazioni pubbliche dovrà attrarre investimenti per sviluppare un'ecosistema della mobilità che, nel complesso, arrivi a generare un fatturato di 310 miliardi di euro entro il 2040. Per raggiungere questo obiettivo saranno necessari investimenti in 20 anni per 54 miliardi, con il contributo non solo dei costruttori e dei fornitori ma anche dei distributori, delle aziende energetiche, degli imprese informatiche e delle telecomunicazioni.