Industria e Finanza

Rivian
Raccolti altri 2,5 miliardi di dollari: c'è Soros tra i finanziatori

Rivian
Raccolti altri 2,5 miliardi di dollari: c'è Soros tra i finanziatori
Chiudi

La Rivian ha condotto una nuova raccolta fondi per sostenere i suoi programmi di sviluppo e, in particolare, il lancio - previsto per l'anno prossimo - dei suoi primi veicoli elettrici. La startup americana ha ricevuto 2,5 miliardi di dollari (2,2 miliardi di euro) da un'ampia schiera di investitori: l'operazione è stata guidata dalla T.Rowe Price e ha visto la partecipazione del Soros Fund Management, di proprietà del miliardario di origini ungheresi George Soros, della Coatue Management, della Fidelity Management and Research Company e della Baron Capital Group. Coinvolti anche due realtà già presenti nel capitali della Rivian: la BlackRock, una delle maggiori aziende di investimenti al mondo, e il colosso dell'e-commerce Amazon.

Raccolti finora 6 miliardi. Con l'ultima provvista, salgono ad almeno 6 miliardi di dollari i finanziamenti raccolti dalla società di Plymouth, in Michigan: solo l'anno scorso sono arrivati nelle casse aziendali 2,85 miliardi di dollari grazie ad Amazon, Cox Automotive, T. Rowe Price Associates, Ford e BlackRock. Le risorse finora incamerate sono funzionali a sostenere l'ambizioso programma di investimenti dell'azienda guidata da Robert "R.J." Scaringe: la Rivian, salvo eventuali impedimenti dell'ultima ora, potrebbe essere la prima a lanciare sul mercato americano un pickup completamente elettrico. Il debutto dell'atteso R1T dovrebbe aver luogo verso la metà dell'anno prossimo, in anticipo di alcuni mesi rispetto ai programmi della General Motors, della Ford e soprattutto della Tesla e della Nikola. Del resto la Rivian ha quasi completato l'ammodernamento di uno stabilimento acquisito dalla Mitsubishi a Normal, in Illinois, mentre la Casa californiana sta cercando una casa per il suo Cybertruck e l'azienda di Trevor Milton deve ancora delineare le strategie produttive per il suo Badger. Che è già ordinabile, ma lo stabilimento in Arizona non è ancora del tutto pronto e la Nikola, tra l'altro partecipata dall'italiana Iveco, non ha fornito indicazioni sul possibile partner produttivo (ci sarebbero tre costruttori in prima fila, ma la scelta sarà presa solo dopo l'estate).

Nei piani non c'è la Borsa. La Rivian ha, in fin dei conti, preferito rimanere dietro le quinte rispetto alla Tesla e alla Nikola, da settimane sulla bocca di tutti gli investitori e gli analisti per le sorprendenti performance borsistiche. La Casa di Elon Musk, grazie al rimbalzo degli ultimi mesi, è ormai la realtà automobilistica di maggior valore al mondo con una capitalizzazione di oltre 260 miliardi di dollari, mentre la società guidata da Milton è sbarcata a Wall Street a inizio giugno e da allora ha guadagnato oltre il 60% in scia alle aspettative degli investitori sulle sue strategie di sviluppo di camion e pick-up elettrici e a celle di combustibile. L'andamento delle azioni delle due aziende ha ridato slancio all'interesse per la Borsa di tante altre startup specializzate nello sviluppo di veicoli elettrici: circolano, per esempio, indiscrezioni sulla possibilità che a Wall Street sbarchi anche la Fisker. La Rivian sembra, invece, destinata a restare al di fuori dei listini borsistici. Alla Cnbc, Scaringe ha dichiarato che la sua azienda non ha alcun programma per sbarcare a Wall Street ma rimane disponibile a ricevere nuovi finanziamenti che contribuiscano a sostenere i suoi progetti di crescita. 

COMMENTI