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Nissan
Il coronavirus accentua le difficoltà: trimestrale in forte rosso

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Il coronavirus accentua le difficoltà: trimestrale in forte rosso
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Le conseguenze della pandemia del coronavirus stanno accentuando le difficoltà finanziarie della Nissan. A dimostrarlo sono i conti del primo trimestre dell'esercizio fiscale al 31 marzo 2021: i ricavi si sono dimezzati e la redditività è sostanzialmente sparita.

I dati. Nel dettaglio, a fronte di vendite scese nel giro di un anno del 47,7% a 643 mila unità, il fatturato è calato del 50,5% a 1.174 miliardi di yen, mentre il risultato operativo è passato da un utile di 1,6 miliardi a una perdita di 153,9 miliardi, per un margine negativo del 13,1%. Il conto economico si chiude con un rosso di 285,6 miliardi (2,31 miliardi di euro), contro il dato positivo di 6,4 miliardi dell'anno scorso. 

L'effetto coronavirus. In sostanza, la pandemia ha bloccato tutte le iniziative varate per invertire la rotta e rilanciare un'azienda in profonda crisi da circa due anni, ossia da quando il plenipotenziario Carlos Ghosn è stato prima arrestato e poi licenziato. Già nei mesi scorsi erano emerse tutte le debolezze della Casa di Yokohama: una strategia troppo incentrata sull'espansione dei volumi, una gamma prodotto ormai vecchia, una scarsa reputazione sul mercato e una redditività risicata. Ora, la situazione economico-sanitaria rende ancor più necessari i programmi di rilancio presentati a maggio dai nuovi vertici aziendali: piani focalizzati su una riduzione della gamma, su un deciso ridimensionamento della presenza globale e su un forte taglio dei costi e dell'organico. Ma la strada per recuperare terreno, come ammesso dall’azienda, è ancora lunga: "Nel primo trimestre dell'esercizio fiscale, le vendite del settore a livello globale sono diminuite di quasi la metà a causa della pandemia del Covid-19, con un impatto significativo sulle vendite della Nissan. Per limitare la diffusione del virus, la società ha sospeso la produzione nei siti produttivi di tutto il mondo. Da allora gli stabilimenti hanno ripreso le attività ma devono far fronte a un ridotto utilizzo della loro capacità a causa delle minori vendite. Le performance dell'azienda continuano a risentire del difficile clima operativo".

Le prospettive. Proprio in questo contesto vanno lette le prospettive negative per l'intero esercizio fiscale. Se le vendite sono viste in calo del 16,3% a 4,125 milioni di unità, i ricavi sono previsti intorno ai 7.800 miliardi di yen, contro i 9.879 miliardi dell'anno chiuso il 31 marzo 2020. Il conto economico dovrebbe mostrare un peggioramento della perdita operativa dai 40,5 miliardi a 470 miliardi (3,8 miliardi di euro), la peggiore nella storia dell'azienda e quasi il doppio del rosso di 263 miliardi preventivato dagli analisti. Il risultato netto dovrebbe essere negativo per 670 miliardi  (5,4 miliardi di euro), in linea con la perdita dello scorso esercizio. Con conti del genere, è facile capire perché i vertici aziendali abbiano deciso di non distribuire dividendi agli azionisti, tra cui quella Renault che negli ultimi anni ha fortemente beneficiato della crescita del suo alleato giapponese incamerando sostanziose cedole, grazie a quasi il 43% del capitale in mano. Ora, la Nissan sta iniziando a produrre pesanti conseguenze sui bilanci della Régie: solo sui conti del secondo trimestre la Casa di Yokohama produrrà un effetto negativo di ben 1,24 miliardi di euro. 

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