Industria e Finanza

Volkswagen
La Corte tedesca avvia un procedimento giudiziario per i bonus ai sindacalisti

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La Corte tedesca avvia un procedimento giudiziario per i bonus ai sindacalisti
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La Volkswagen dovrà affrontare un nuovo procedimento giudiziario in Germania. Questa volta non si tratta di un caso legato al dielsegate, bensì di un'indagine avviata nel 2016 dalla Procura di Braunschweig sulle remunerazioni di cinque membri del consiglio di fabbrica, tra cui il presidente Bernd Osterloh, figura apicale dell'influente sindacato IG Metall e importante membro del consiglio di sorveglianza del gruppo automobilistico tedesco. In sostanza, il tribunale regionale della città della Bassa Sassonia ha deciso di accogliere le istanze dei procuratori e di avviare il procedimento giudiziario. 

I sospetti. Al centro dell'indagine della procura e della relativa denuncia figurano due ex membri del consiglio di gestione della Volkswagen, l'attuale responsabile delle risorse umane e il suo predecessore. Tutti e quattro, in quanto incaricati di determinare i livelli salariali e i premi per i componenti del consiglio di fabbrica (il massimo organo sindacale all'interno delle aziende tedesche di maggiori dimensioni, secondo il modello della co-gestione), sono accusati di aver violato gli obblighi fiduciari contratti con l'azienda, concedendo ai rappresentanti dei lavoratori emolumenti eccessivi e sprecando di conseguenza fondi aziendali. A tal proposito, la procura ritiene che la Volkswagen abbia, probabilmente, sperperato oltre 5 milioni di euro tra maggio 2011 e maggio 2016, e quindi subito un danno per le decisioni dei suoi dirigenti.

La posizione della Casa. Per ora, da Wolfsburg non sono giunti commenti sull'avvio del procedimento. In risposta ai sospetti iniziali e alle relative perquisizioni presso gli uffici societari e le abitazioni dei manager, la società aveva sottolineato come gli emolumenti siano stati sempre stabiliti seguendo le raccomandazioni delle normative o dei codici di comportamento applicati in Germania. Pertanto non ci sarebbero state condotte illecite o penalmente rilevanti nella remunerazione dei singoli membri del consiglio di fabbrica. Tuttavia, già nel 2017, all'atto dell'avviso di apertura del fascicolo di indagine, la Volkswagen aveva deciso di tagliare gli stipendi e di sospendere i bonus dei 14 membri del consiglio di fabbrica. La decisione era stata motivata con la necessità di adottare una misura precauzionale fino a quando non sarebbe stata chiarita l'intera vicenda. L'indagine e il relativo procedimento non riguardano comunque l'azienda tedesca ma solo i singoli dirigenti finiti nel mirino della magistratura.

COMMENTI

  • MG FH, tu stai da una vita a rompermi le p...e!
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  • Un po' quello che GM ha accusato FCA ma che poi, dopo 8 mesi, l'ha visto perdere la causa. Quello di GM è stato il primo dei tanti "bastoni tra le ruote" che tante Case stanno cercando di mettere per la formazione del nuovo Gruppo Stellantis che a tanti non fa piacere. Un AD che ha visto registrare vistose perdite di immatricolazioni, riesce a chiudere un semestrale in utile nonostante sia tra i più negativi della storia dell'automotive, lo vorrebbero in tanti....
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