La pandemia del coronavirus si abbatte sui conti della General Motors con tutta la sua virulenza. Il gruppo di Detroit ha pagato care le conseguenze dell'emergenza sanitaria chiudendo il secondo trimestre non solo in forte perdita, ma anche con un pesante assorbimento di cassa.

I dati. Nello specifico, a fronte delle vendite in flessione del 34%, i ricavi sono scesi del 53% fermandosi a 16,8 miliardi di dollari, mentre il risultato operativo è passato dall'utile di 3,01 miliardi del corrispondente periodo dell'anno scorso a una perdita di 536 milioni, per un margine del -3,2% (era l'11,5% un anno fa). Il risultato netto è in rosso di 758 milioni di dollari, contro il profitto di 2,42 miliardi dell'anno scorso, nonostante nel periodo il gruppo abbia incassato dividendi per 500 milioni dalla filiale cinese e per 400 milioni dal braccio finanziario GM Financial.

Battute le attese. Malgrado le conseguenze della pandemia, la General Motors è comunque riuscita a fare meglio delle stime decisamente pessimistiche del mercato. Gli analisti, secondo il consenso elaborato da FactSet, avevano messo in preventivo una perdita di 1,77 dollari per azione, mentre l'azienda è riuscita a limitare i danni a un rosso di 50 centesimi. Analogamente, i ricavi di 16,8 miliardi si sono rivelati superiori ai 16,2 miliardi delle aspettative. 

Bruciata cassa. Del resto, il gruppo di Detroit ha varato numerose iniziative per contenere gli effetti della pandemia, tra cui il taglio degli stipendi del management, la riduzione dei costi per pubblicità o il rinvio del pagamento di bonus e benefit aziendali. Ciononostante, l'impatto dell'emergenza sanitaria, con la chiusura di impianti e di concessionarie, ha mostrato tutta la sua portata sulla posizione finanziaria: nel trimestre, infatti, le attività automotive hanno registrato deflussi di cassa per nove miliardi di dollari, a fronte degli 11,6 miliardi di flussi positivi di un anno fa. I livelli di liquidità, grazie alle nuove linee di credito erogate dalle banche, sono comunque rimasti solidi e pari a 30,6 miliardi. “Ovviamente - ha sottolineato il direttore finanziario Dhivya Suryadevara -, il secondo trimestre ha rappresentato per noi una sfida, ma abbiamo quasi raggiunto il pareggio operativo in Nord America, nonostante si siano perse otto settimane su 13 di produzione. Questi risultati dimostrano la capacità di resistenza e di generare redditività del nostro business mentre portiamo avanti gli investimenti critici necessari per il nostro futuro".

La strategia elettrica. A tal proposito, la General Motors ha fatto presente l'avvio ad aprile dei lavori di costruzione della fabbrica di batterie della joint venture con la LG Chem a Lordstown, in Ohio, e ha confermato una serie di imminenti lanci sul mercato: il 6 agosto verrà svelata la prima elettrica del marchio Cadillac, la Lyriq, mentre tra ottobre e dicembre debutteranno le versioni definitive della Cruise Origin e della GMC Hummer EV. Le tre nuove elettriche rientrano in un più ampio piano che prevede investimenti per 20 miliardi di dollari fino al 2025 per lo sviluppo di veicoli alla spina e di tecnologie avanzate per la guida autonoma.