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Gruppo Volkswagen
Nuove indiscrezioni sulle trattative per cedere la Bugatti

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Nuove indiscrezioni sulle trattative per cedere la Bugatti
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Spuntano nuove indiscrezioni sulle trattative per la potenziale cessione della Bugatti alla croata Rimac. A pochi giorni dalle prime anticipazioni, anche il Wall Street Journal conferma i negoziati in corso tra il gruppo Volkswagen e l'imprenditore croato Mate Rimac. Le fonti interpellate dal principale quotidiano economico-finanziario statunitense rafforzano un'ipotesi coerente con le intenzioni dei vertici del costruttore tedesco di razionalizzare la struttura e il modello operativo dell'intero gruppo, per concentrare gli sforzi su un obiettivo strategico prioritario: l'elettrificazione. 

Le indiscrezioni del Wsj. In dettaglio, il Wall Street Journal non solo ribadisce l'esistenza di trattative in corso per la vendita della Bugatti ma sottolinea anche la possibilità che l'operazione rientri in un "più ampio riallineamento" del portafoglio marchi della galassia Volkswagen. In sostanza, i negoziati, non necessariamente destinati a concludersi con esito positivo, suggeriscono un cambio di prospettive per i vertici di Wolfsburg: per il Wsj, il costruttore tedesco ha intenzione non solo di agire per preservare la propria situazione finanziaria dagli effetti della pandemia, ma anche di valutare un "riordino" dei suoi (tanti) brand, molti dei quali oggetto, negli anni passati, di analoghe speculazioni su una possibile cessione. È il caso, per esempio, della Ducati, che la Volkswagen era sul punto di cedere tre anni fa alla Harley-Davidson prima di incontrare l'opposizione dei sindacati e della famiglia Piëch-Porsche. 

Il ruolo di Rimac. Le trattative sarebbero in una fase esclusivamente preliminare ma un fattore potrebbe giocare a favore del possibile acquirente: sia la Rimac sia il suo fondatore, l'imprenditore croato Mate Rimac, sono tenuti in grande considerazione ai piani alti del gruppo Volkswagen per i risultati finora raggiunti nello sviluppo di importanti tecnologie per le auto elettriche sin dalla fondazione nel 2009. Non a caso la Porsche, di proprietà della stessa Volkswagen, detiene il 15,5% del capitale della società di Zagabria sulla base di un accordo di collaborazione non dissimile dalle intese siglate dai croati con altre realtà del settore come Aston Martin, Automobili Pininfarina, Koenigsegg e il gruppo Hyundai

I motivi della cessione. La possibile cessione della Bugatti rappresenterebbe per i tedeschi un netto taglio con il passato e in particolare con l'eredità lasciata da Ferdinand Piëch. È stato il grande ex numero uno della Volkswagen a volere acquistare la Casa francese nel 1998, tre anni dopo il fallimento e lo stop alle attività produttive avviate da Romano Artioli a Campogalliano. L'acquisizione, insieme a quella della Lamborghini, rientrava in una precisa strategia di Piëch: costruire un polo di grandi brand del lusso capaci di esaltare i progressi tecnologici della Volkswagen e di sfidare le rivali del settore. La Bugatti è quindi diventata una sorta di gioiello della corona per un gruppo che, secondo Piëch, doveva conquistare primati non solo commerciali ma anche tecnologici a qualsiasi costo, anche a discapito della redditività. Quella redditività che gli attuali vertici tedeschi hanno messo al primo posto delle strategie aziendali rendendo così sempre più possibile la cessione di brand dallo scarso, se non nullo, contributo alle finanze aziendali. In tale quadro di razionalizzazione e ristrutturazione va letta la decisione di dismettere parte delle attività nei camion, con la quotazione della Traton, o la cessione del produttore di trasmissioni Renk e di motori industriali Man Energy Solutions. In passato, come detto, è finita sul mercato anche la Ducati ma la cessione ha incontrato l'ostilità dei rappresentanti dei lavoratori e della famiglia Porsche-Piëch. Quest'ultima, secondo il Wall Street Journal, era fino a poco tempo fa riluttante a cedere asset considerati pietre miliari nelle strategie ereditate da Ferdinand Piëch, ma oggi, a quanto pare, non sarebbe più contraria. Del resto, marchi come Bugatti e Lamborghini non forniscono un grande contributo né agli utili né ai volumi della Volkswagen (nel 2019 sono state 82 le Bugatti vendute contro i 6,3 milioni di veicoli del solo marchio VW) e gli investitori se ne sono spesso lamentati. A tal proposito, in passato è circolata l'ipotesi che tutti i marchi del lusso, oltre a Bugatti e Lamborghini, anche Ducati e Bentley, venissero raggruppati sotto la Porsche per procedere con uno scorporo e la successiva quotazione in Borsa. Un'ipotesi, questa, spesso rigettata dai vertici di Wolfsburg per le sinergie generate dalla condivisione di tecnologie e componenti tra i vari marchi. 

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