Industria e Finanza

Mitsubishi
Verso un piano di ristrutturazione da oltre 500 prepensionamenti

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Verso un piano di ristrutturazione da oltre 500 prepensionamenti
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La Mitsubishi si prepara ad annunciare un piano di prepensionamenti nell’ambito di una ristrutturazione necessaria a tagliare i costi fissi della Casa, colpita duramente dalla crisi da coronavirus, ma già precedentemente in difficoltà finanziarie e ora in affanno nel ripartire. In Giappone, infatti, è prevista l’uscita anticipata dall’azienda, a partire dalla metà di novembre, di un numero tra i 500 e 600 dipendenti, la maggior parte appartenenti al management.

2,94 miliardi di perdita netta. La decisione rientra nelle conseguenze di un piano aziendale, discusso nel luglio scorso, che implica la riduzione della forza lavoro di oltre il 20% e la chiusura delle concessionarie non redditizie. La Casa prevede, per l’intero anno fiscale, una perdita netta di 360 miliardi di yen (2,94 miliardi di euro) ed è in grosse difficoltà anche sul mercato locale, dove nel mese di luglio ha registrato una flessione del 69%.

Tagli alla dirigenza e alla gamma. La situazione è destinata ad avere immediate ripercussioni sull’occupazione, specialmente per quanto riguarda le posizioni manageriali della sede principale, a Tokyo, ma la Mitsubishi sembra intenzionata a sollecitare il prepensionamento di dirigenti anche in altri siti, come quello di Okazaki (nella prefettura di Aichi) e quello di Mizushima (nella prefettura di Okayama). Nella riorganizzazione determinata dalla revisione delle strategie dell’alleanza con la Nissan e la Renault, la Mitsubishi andrà a concentrare le proprie risorse sui mercati del Sud-Est asiatico e cesserà la produzione di alcuni modelli, tra cui l’iconica Pajero e la sua prima elettrica di serie, la i-Miev.

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