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Renault
Terzo trimestre in calo, ma ci sono segnali di ripresa grazie alle elettriche

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Terzo trimestre in calo, ma ci sono segnali di ripresa grazie alle elettriche
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Terzo trimestre ancora negativo per la Renault, ma con segnali di una decisa inversione di tendenza, quantomeno rispetto a una prima parte dell'anno pesantemente penalizzata dalla pandemia del coronavirus. È questo il quadro che emerge da un aggiornamento sull'andamento delle performance commerciali della Casa della Losanga tra luglio e settembre. Nello specifico, a Boulogne-Billancourt hanno riscontrato ricavi per 10,4 miliardi di euro, con un calo dell'8,2% rispetto al pari periodo dell'anno scorso. Un risultato comunque migliore rispetto a quanto patito nel primo semestre: -35%. A cambi costanti, però, la flessione si ferma ad appena il 3,2%. 

Effetto prezzi. Sul fatturato hanno pesato i volumi minori, scesi del 6,1% a 806.320 unità. Tuttavia, la Casa francese ha beneficiato di un decisivo miglioramento del mix dei prezzi per effetto dell'aumento delle vendite delle auto elettriche sul mercato europeo: il 107,2%, con la sola Zoe salita addirittura del 157,4%. Anche per questo motivo, il costruttore si è spinto ad affermare che "il buon livello di ordini raccolti per i veicoli ibridi ed elettrici rafforza la capacità del gruppo di raggiungere i suoi obiettivi" sul fronte delle emissioni inquinanti per il 2020.

La spinta europea. Sul fronte degli ordinativi totali, la Renault ha anche fatto presente come, al 30 settembre, questi siano cresciuti del 60%, mentre le scorte si sono ridotte del 22% a dimostrazione di un miglioramento della situazione sul fronte commerciale legato, in particolare, al mercato europeo. Nel Vecchio Continente le vendite sono risultate in calo del 2,9%, ma la Casa è riuscita ad aumentare la sua quota di 0,2 punti percentuali, fino al 10,3%, grazie alla positiva accoglienza non solo della Zoe, ma anche delle Captur e Clio e alle performance in Francia (+2,7%). Proprio l'Europa ha consentito di compensare le perdite subite in altre aree geografiche, come il Brasile (-50,9%). In Russia e Turchia, invece, la crescita è stata, rispettivamente, del 4,5% e del 131,1%, spingendo l'Eurasia a salire del 9,2%. La Cina è cresciuta dello 0,9%, mentre le vendite sono scese del 42% nelle Americhe e dell'11,9% nell'area Africa-Medio Oriente-India-Pacifico.

Parola a De Meo. "Questo terzo trimestre evidenzia il cambiamento nella nostra politica commerciale, che ora punta sulla redditività piuttosto che sui volumi. La nostra performance nei veicoli elettrici, l'accoglienza positiva per i nostri modelli ibridi E-Tech, le nostre riserve di liquidità e il nostro spirito positivo ci danno fiducia nella capacità del gruppo di iniziare la sua ripresa", ha commentato l'amministratore delegato Luca de Meo, ribadendo in sintesi quanto dichiarato nel corso di una tavola rotonda che ha visto anche la partecipazione di Quattroruote. In particolare, le attività automotive al 30 settembre 2020 contavano su 15,2 miliardi di liquidità, inclusive dei cinque miliardi di prestiti bancari corredati da garanzie statali: la Renault ne ha utilizzati tre miliardi fino alla fine di settembre, come rivelato in parte dal presidente Jean-Dominique Senard pochi giorni fa. Le riserve sono scese di 1,6 miliardi di euro rispetto al 30 giugno, per la stagionalità del fabbisogno di capitale circolante e per la necessità di rimborsare parte del debito, ma il gruppo conta, comunque, di generare flussi di cassa positivi nella parte finale dell'anno anche grazie al piano di taglio dei costi avviato per compensare le forti perdite del primo semestre (oltre sette miliardi di euro).

Stop alla collaborazione con FCA. Intanto, la Renault si appresta a dire addio a una delle sue collaborazione industriali. La cooperazione con la Fiat Chrysler nel campo dei veicoli commerciali, secondo quanto affermato dalla vice di De Meo, Clotilde Delbos, in una conference call con gli analisti, non sarà rinnovata alla scadenza dell'accordo sottoscritto diversi anni fa da Carlos Ghosn e Sergio Marchionne. A pesare sulla decisione di abbandonare le attività congiunte e la produzione del Talento presso l'impianto francese di Sandouville è l'ormai imminente fusione tra la stessa FCA e la transalpina PSA.

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