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Emissioni
La Honda aderisce al "pool" di FCA e Tesla

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La Honda aderisce al "pool" di FCA e Tesla
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La Honda ha deciso di aderire al "pool" della Fiat Chrysler Automobiles e della Tesla per evitare le multe imposte dall'Unione Europea per il mancato rispetto dei limiti sulle emissioni. I giapponesi hanno unito le forze con i concorrenti nel campo delle autovetture la scorsa settimana sulla base di un documento inviato alla Commissione Europea.

Pochi dettagli. Il pool è uno strumento creato da Bruxelles per concedere ai costruttori la possibilità di condividere i dati sulle rispettive flotte ed evitare così di pagare le pesanti multe stabilite in caso di mancato rispetto dei limiti sulle emissioni di anidride carbonica: il vincolo per il 2020-21 è di 95 grammi di CO2 al km per le autovetture. Per ora non sono emersi dettagli sull'accordo che ha portato la Honda a entrare nello schema di condivisione costituito da FCA e Tesla l’anno scorso e pertanto non è chiaro l'ammontare dei pagamenti a carico dei giapponesi. Del resto si tratta di informazioni sensibili che possono essere tenute segrete, per quanto non manchino indicazioni in tal senso.

Il ruolo dei californiani. La Tesla, per esempio, ha incassato, tra gennaio e settembre di quest'anno, quasi 1,2 miliardi di dollari (in crescita rispetto, per esempio, agli 1,4 miliardi tra il 2016 e il 2018) dalla vendita di crediti ambientali. Ovviamente non si conoscono gli introiti legati alla sola FCA o ad altre realtà automobilistiche o comunque industriali. Secondo stime della Jato Dynamics, il costruttore italo-americano, sulla base delle vendite del 2019 e in assenza di cambiamenti sostanziali nel mix di prodotto, rischia di non rispettare i limiti per il 2021 e quindi di dover pagare una multa di quasi 3 miliardi. Tuttavia, anche sulla base delle elaborazioni della Federazione europea per i trasporti e l’ambiente (Transport & Environment) gli esborsi da "poche centinaia di milioni" a favore della Tesla consentiranno alla Fiat Chrysler di non pagare ammende multimiliardarie e di avere tempo sufficiente per aspettare gli effetti positivi della fusione con la PSA e del lancio di modelli come la 500 elettrica.

Le vendite Honda. Lo strumento del pooling è comunque sempre più utilizzato all'interno del settore. Lo dimostra la decisione della stessa FCA e della PSA di unire le flotte nel segmento dei veicoli commerciali così come l'analoga decisione della Ford di allearsi con la sua ex controllata Volvo, capace di raggiungere e superare i suoi obiettivi sul fronte delle emissioni. La Casa dell'Ovale blu non ha fornito spiegazioni né dettagli, ma si pensa che le difficoltà nel lancio della versione ibrida della Kuga rappresentino un ostacolo difficilmente superabile nel breve termine. Caso simile dovrebbe riguardare la Honda. Secondo alcuni analisti sarebbero state le vendite delle elettriche sotto le aspettative a spingere i giapponesi a ricorrere al pooling. 

I benefici del pooling. Del resto la forte crescita della Tesla sul mercato europeo e le previsioni di un ulteriore incremento delle vendite negli ultimi tre mesi dell'anno rappresentano un fattore positivo che potrebbe consentire alla Honda di rispettare i limiti evitando multe salate in vista del lancio dei nuovi modelli elettrificati. La Casa nipponica, infatti, ha spiegato, tramite un portavoce, come il pooling rappresenti un'ulteriore iniziativa ideale per adeguarsi alle normative insieme al lancio delle versioni ibride ed elettriche della CR-V e della Jazz. Dal prossimo anno la situazione potrebbe cambiare radicalmente non solo con l'arrivo di nuovi prodotti alla spina sul mercato, ma anche per effetto della fusione tra FCA e PSA. Per il gruppo italo-americano l'accordo con la Tesla (non influenzato dall'ingresso della Honda) scade l'anno prossimo, dopo di che, come dimostrato con il pooling nei veicoli commerciali, sarà possibile sfruttare le sinergie con i francesi all'interno di Stellantis.

COMMENTI

  • Ah, ok: adesso che questa porcata la fa pure Honda, allora non è più una porcata ma un'astuzia manageriale. Così la rivoluzione green passa tra chi produce auto elettriche e fa cassa vendendo i propri "gettoni" a chi sta indietro e chi sta indietro che compra gettoni per risparmiarsi multe. Nel caso di FCA, i gettoni vengono comprati grazie al favoloso mercato Truck made in USA (che è tutto tranne che green) tanto redditizio. Dimenticavo: pure il magnifico produttore di auto a batteria è made in USA. Il paradosso americano ha contaminato il mondo peggio del corona.
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  • La Tesla ha investito nel futuro e adesso può fare buoni affari. Si vede chi ha visione e chi no.
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