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Regno Unito
Lo stop alla vendita di endotermiche sarà anticipato al 2030

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Boris Johnson ha confermato la sua intenzione di voler stoppare le vendite di nuove auto endotermiche a benzina e a gasolio a partire dal 2030, ovvero cinque anni prima di quanto lo stesso premier britannico aveva dichiarato in precedenza: lo ha anticipato il Financial Times.

Si salvano le ibride alla spina. Le intenzioni di Johnson sono note da tempo, così come la sua volontà di voler accelerare il più possibile le misure per raggiungere gli obiettivi sul clima, in particolare quello delle emissioni zero entro il 2050. Gli ultimi sviluppi, però, hanno aggiunto un dettaglio non certo irrilevante alla vicenda: dalle drastiche misure di Downing Street, infatti, si salveranno, nonostante la presenza nel cofano di un motore tradizionale, le auto ibride plug-in, inizialmente incluse nel piano.

Accelerazione bruciante. La decisione anticipa di ben 10 anni i tempi previsti all’inizio, quando l’esecutivo britannico aveva fissato come orizzonte il 2040 per lo stop all'immatricolazione delle endotermiche. Il nuovo programma mette l’intera filiera automobilistica locale di fronte a una sfida estremamente difficile: non solo perché sarà necessaria una riconversione molto più rapida, con l’elettrico al centro, ma anche perché il mercato dovrà avere modo di adattarsi, e non è detto che questo accada in tempi compatibili con quelli stabiliti dalla politica.

Scenario lontano dalla realtà. Oggi, nel Regno Unito le auto vendute sono per quasi il 74% a benzina o a gasolio, mentre le elettriche si fermano a una quota del 5,5% e le ibride di vario tipo si suddividono la restante parte. I numeri fotografano, dunque, una situazione ancora molto lontana dallo scenario ipotizzato da Johnson. Già in passato, quando il premier britannico aveva dichiarato di voler anticipare la misura al 2035, l’Ssmt (associazione che rappresenta produttori e commercianti di automobili locali) aveva evidenziato gli squilibri derivanti da una simile decisione, soprattutto in assenza di politiche ad hoc a sostegno del comparto per il repentino cambiamento di paradigma che dovrà affrontare.

Oltre tre miliardi per sviluppare la mobilità elettrica. Una parziale risposta l’ha data lo stesso primo ministro, sempre delle colonne del Financial Times. "È ora di pianificare una ‘green recovery’ (una ripresa all’insegna dell’ecologia, ndr)" ha detto Johnson, annunciando investimenti per 1,3 miliardi di sterline (1,46 miliardi di euro) nell’elettrico, con l’intenzione di indirizzare i fondi verso la creazione di nuovi punti di ricarica e nella produzione delle batterie. L’intero piano per la svolta green e il raggiungimento degli obiettivi sul clima mobiliterà nel complesso 12 miliardi di sterline (13,41 miliardi di euro). Secondo quanto promesso, il programma contribuirà inoltre a creare o sostenere 250 mila posti di lavoro altamente qualificati entro il 2030.

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