Emissioni USA, GM ritira l'appoggio alle politiche di Trump - Quattroruote.it
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Emissioni Usa
GM ritira l'appoggio alle politiche di Trump

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GM ritira l'appoggio alle politiche di Trump
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La General Motors ha deciso di ritirare il proprio appoggio a Trump nella disputa legale che riguarda divieto imposto alla California di stabilire regolamenti propri in materia di emissioni. Il gruppo di Detroit, che aveva sostenuto la Casa Bianca nell'intento di avere un quadro regolatorio unico valido per tutti gli Stati Uniti, ha annunciato la svolta in una lettera inviata ad alcune associazioni ambientaliste. Nel testo, l'amministratore delegato Mary Barra ha, in particolare, rivelato la decisione di "abbandonare immediatamente" il contenzioso giudiziario attualmente in corso tra Sacramento e Washington, invitando altri costrtuttori a intraprendere la stessa strada. 

Arriva Biden. Il dietrofront di GM arriva nel pieno della transizione che, a inizio gennaio, porterà il presidente eletto Joe Biden ad assumere ufficialmente la presidenza degli Stati Uniti. Durante la compagna elettorale, l'obiettivo di Biden è stato esplicitato più volte: dopo anni di negazionismo sul fronte del cambiamento climatico, la Casa Bianca tornerà a dare priorità assoluta a politiche più attente all'ambiente, con un potenziamento dei programmi che incentivano la mobilità elettrica. La stessa General Motors ha, tra l'altro, annunciato pochi giorni fa l'incremento degli investimenti sui veicoli alla spina per ampliarne la gamma e aumentare i volumi di vendita. "Gli ambiziosi obiettivi per l'elettrificazione del presidente eletto, della California e della General Motors sono allineati" e necessari "per affrontare il cambiamento climatico riducendo drasticamente le emissioni delle automobili" ha scritto nella lettera Mary Barra, che tra l'altro ha incontrato Biden la scorsa settimana nell'ambito di un meeting con diversi top manager e leader sindacali.

Il contenzioso. La decisione di GM rientra non solo nel quadro del crescente impegno delle grandi aziende americane nella sostenibilità ambientale, ma anche in quel riposizionamento che, per tradizione, avviene in occasione di un cambio al vertice delle istituzioni federali. Nell'ottobre 2019, diversi costruttori (General Motors, Toyota, Fiat Chrysler Automobiles, Hyundai, Mazda, Nissan, Kia e Subaru), hanno deciso di sostenere, nelle aule giudiziarie, il provvedimento con cui il presidente Donald Trump ha esautorato la California dell'autorità, prevista da una legge degli anni 70, di legiferare su temi ambientali. L'esecutivo californiano ha quindi avviato una causa per opporsi alla Casa Bianca, trovando l'appoggio di altri 22 Stati, di numerose associazioni ambientaliste e di alcune grandi città. Altre Case automobilistiche, come la Ford, la Honda e la Volkswagen, alla luce di un accordo con la California sui limiti alle emissioni di recente finalizzazione, non sono intervenute al fianco dell'amministrazione Trump nella processo contro il Golden State.  

Le reazioni. La presa di posizione di GM è stata ovviamente accolta con favore da Biden: "La decisione della General Motors ribadisce quanto siano miopi gli sforzi dell'amministrazione Trump per erodere l'ingegno e le difese americane contro la minaccia climatica" ha detto il neopresidente eletto. La stessa mossa ha invece spiazzato le case automobilistiche sostenitrici di Trump, venute a conoscenza della della decisione del colosso americano solo pochi minuti prima venisse resa pubblica. La Toyota, per esempio, non si è voluta sbilanciare: "Date le circostanze mutevoli, stiamo valutando la situazione - ha comunicato in una nota il costruttore giapponese - ma rimaniamo impegnati nel nostro obiettivo di un insieme coerente e unitario di standard per la riduzione dei consumi e delle emissioni applicabile in tutti i 50 Stati".

COMMENTI

  • Caspita, che [prova di forza, che eroismo, che rivoluzione al Sistema. Manca solo la foto con la giovane svedese e la CEO. Ma arrivera' anche quella. Paggeria.
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  • E certo!!! Ora che cambia la governance a questi qui gli frana la terra sotto i piedi così cambiano sponda. ipocriti, voltagabbana e opportunisti, non mi viene in mente un altro aggettivo. GM si conferma una volta di più la peggiore casa automotive del mondo.......
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