Il 2020 si chiuderà con la vendita di 28 mila vetture elettriche in Italia, il triplo rispetto al 2019, mentre entro il 2030 il parco circolante arriverà a contarne circa 4 milioni (4,9 milioni considerando anche le ibride plug-in). Sono queste le principali risultanze di un rapporto realizzato dall'associazione Motus-E, in collaborazione con Strategy& PwC, per delineare lo scenario futuro della diffusione dei veicoli alla spina, nonché delle infrastrutture di ricarica pubbliche e private in Italia fino al 2030. Il report, intitolato “Il futuro della mobilità elettrica: l’infrastruttura di ricarica in Italia @2030”, ha l’obiettivo di delineare un contesto di riferimento comune per gli operatori del settore e per i legislatori.

I dati sui veicoli. Attualmente, in Italia il mercato delle elettriche, per quanto in forte crescita, continua ad avere dimensioni esigue: la mobilità a emissioni zero rappresenta appena lo 0,17% di un parco circolante con 39,2 milioni di veicoli complessivi. Si tratta, tra l'altro, di una percentuale lontana da altri Paesi: 0,23% in Spagna, 0,61% in Germania, 0,84% in Francia, 0,99% in Regno Unito, 2,58% in Olanda. Per non parlare della Norvegia, arrivata già oggi al 14,64%. L'espansione è comunque altissima visto che tra il 2018 e il 2020 il tasso di crescita medio annuo è stato del 118%, grazie agli incentivi nazionali o regionali. 

Le infrastrutture. Per quanto riguarda la ricarica, in Italia si contano circa 8.500 colonnine con circa 16.700 relativi punti di ricarica. La loro "qualità" è però ancora lontana dagli auspici dei costruttori: quasi il 95% dei punti è concentrato su potenze tra 22 e 43 kW, mentre l'alta e altissima potenza (superiori a 100 kW), per intendersi quella necessaria per le ricariche rapide, è molto limitata, ancor di più in ambito autostradale. In base alle previsioni si delineano due scenari. Il primo, denominato “Customer experience focused”, delinea uno sviluppo della rete di ricarica pubblica complementare a quella privata, perché punta a migliorare significativamente l’esperienza degli utenti: quindi, con colonnine diffuse sul territorio sia in ambito urbano che extra-urbano con alte potenze. Su una domanda energetica al 2030 per la mobilità elettrica pari a circa 10 TWh, questo scenario prevede un 42% di ricarica privata domestica, un 30% di ricarica condivisa e un restante 28% di ricarica pubblica, con 98.000 punti di ricarica: il 14% a 3-7 kW, il 54% a 22 kW, il 32% a 50-350 kW. Il secondo scenario è denominato "Proximity focused" ed è basato sulle esigenze di prossimità della ricarica rispetto all’utente (e quindi una maggior copertura): prevede quindi una rete di colonnine caratterizzata da più punti di ricarica pubblici a bassa potenza. Si tratta, a detta degli autori della ricerca, di "una valida alternativa alla ricarica domestica per chi non dispone di garage e che punta a incentivare la ricarica durante la notte, ispirata al modello di alcune città europee come Amsterdam e Londra, con limitata disponibilità di parcheggi privati". Tale scenario ipotizza che il 62% del fabbisogno energetico verrà soddisfatto con ricariche private e condivise (32% e 30% rispettivamente), e il 38% con ricariche pubbliche, con 130.000 punti: il 40% a 3-7 kW, il 45% a 22 kW, il 15% a 50-350 kW. Il tutto è, ovviamente, calcolato al netto dei punti di ricarica domestici, circa 2,6 milioni nel 2030, e di quelli sul luogo di lavoro, quasi 300 mila tra dieci anni.

Serve l'alta potenza. Al di là dei numeri e degli scenari, il report sottolinea "l’assoluta necessità di una rete di ricarica ad alta potenza estesa e diffusa entro il 2030", che garantisca la copertura di autostrade e strade extraurbane, e lo sviluppo di hub urbani per la ricarica veloce. Del resto, "è necessario accompagnare lo sviluppo del mercato veicolare con una adeguata copertura infrastrutturale pubblica e privata del territorio nazionale, attraverso piani di sviluppo condivisi e partecipati tra gli stakeholder e tutte istituzioni coinvolte", ribadisce l'associazione, proponendo a tal scopo la costituzione di una cabina di regia per il coordinamento, o per la pianificazione degli strumenti adeguati alla crescita infrastrutturale, tra governo centrale, amministrazioni locali e portatori d'interesse del settore. "Con questo studio - dichiara il Segretario Generale di Motus-E, Dino Marcozzi - vogliamo fornire una fotografia dettagliata del quadro attuale e delle prospettive future sulla mobilità elettrica a servizio di tutti gli stakeholder coinvolti. Nonostante la pandemia da Covid-19, quest’anno arriveremo a 28.000 vetture elettriche in Italia, quasi triplicando le vendite del 2019 e superando di gran lunga le nostre stesse previsioni. Questo trend ci conferma che sarà sempre più importante mettere a disposizione degli automobilisti un'adeguata rete di infrastrutture di ricarica pubblica e agevolare le procedure di installazione delle ricariche private. Dobbiamo contribuire a sostenere la crescita delle auto elettriche con piani infrastrutturali adeguati alle ambizioni”.