Industria e Finanza

Gruppo Volkswagen
Diess resta ceo, ma senza rinnovo anticipato del contratto

Gruppo Volkswagen
Diess resta ceo, ma senza rinnovo anticipato del contratto
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Herbert Diess rimane amministratore delegato del gruppo Volkswagen, ma non potrà ottenere il rinnovo del mandato in scadenza nella primavera del 2023. È questa, secondo la stampa tedesca, la decisione più importante presa la sera dell'1 dicembre dal presidium: il comitato che, all'interno del consiglio di sorveglianza, affronta casi delicati come, per l'appunto, quello degli ultimi giorni sul destino del top-manager ex BMW. 

Il caso. Il presidium è composto da pochi membri di alto livello del massimo organo amministrativo del costruttore tedesco: ne fanno parte otto figure in rappresentanza di azionisti e lavoratori, tra cui il presidente Hans Dieter Pötsch, due componenti della famiglia Piëch-Porsche (Wolfgang Porsche e Hans-Michel Piëch), il primo ministro della Bassa Sassonia, Stephan Weil, il capo del consiglio di fabbrica, Bernd Osterloh, e il numero uno del sindacato IG Metall, Jörg Hofmann. A loro si è rivolto Diess per chiedere in sostanza una sorta di voto di fiducia sul suo operato dopo i frequenti attriti con i vertici sindacali e, soprattutto, con Osterloh in merito al piano di ristrutturazione e riorganizzazione dell'intero gruppo. L'amministratore delegato ha varato una serie di iniziative per ridurre la complessità della struttura operativa, velocizzare il processo decisionale e migliorare l'efficienza, ma si è spesso trovato ad affrontare una forte opposizione da parte dei rappresentanti dei lavoratori. Un esempio vale per tutti: la vendita della Ducati è arrivata a un passo dalla finalizzazione, prima di essere bloccata dall'opposizione dei sindacalisti membri del consiglio di sorveglianza. Diess sta cercando anche di cambiare il modus operandi interno al gruppo e, soprattutto, la cultura aziendale, per mettersi definitivamente alle spalle lo scandalo del Dieselgate. Tuttavia, sta incontrando anche in questo caso una forte riluttanza al cambiamento in ampie fasce della dirigenza. 

Le richieste. In tale contesto si inserisce la richiesta, avanzata direttamente alla famiglia Piëch-Porsche (titolare, tra l'altro, di oltre il 50% dei diritti di voto) e al primo ministro sassone (la Bassa Sassonia esercita il potere di veto su ogni decisione strategica), di contare su un voto di fiducia tramite la proroga anticipata del contratto, oltre ad avere mani libere nella scelta di uomini di suo gradimento per alcune posizioni vacanti all'interno del consiglio di gestione: tra queste, quelle del direttore finanziario e del responsabile degli acquisti. Diess ha quindi aperto una crisi interna, facendo capire che il mancato soddisfacimento delle sue condizioni avrebbe posto le basi per le sue dimissioni. Dimissioni oltremodo complicate da gestire per il gruppo, alla luce della crisi economica e del complesso processo di transizione verso la mobilità elettrica. A confermare la delicatezza del caso è intervenuta la decisione del presidium di organizzare un incontro in modalità fisica, con la presenza di tutti i membri e non digitale come invece vorrebbe la prudenza nell'attuale situazione di emergenza sanitaria. La riunione, durata tre ore, ha visto la partecipazione, almeno inizialmente, dello stesso Diess. L'uscita del manager è stata comunque esclusa già alla vigilia dell'incontro sia da Osterloh, che ha pubblicamente rivelato il suo intento di continuare a lavorare con l'amministratore delegato, sia dalla famiglia Porsche-Piëch: Wolfgang Porsche è stato chiaro nel sottolineare l'intenzione di confermare il dirigente bavarese, in quanto considerato il garante del piano di transizione verso la mobilità elettrica. Per il momento, dunque, la posizione di Diess sembra salda, ma molto dipende da eventuali sviluppi futuri. L’incontro del presidium è servito a preparare l'ultima riunione del Consiglio di Sorveglianza del 2020, in calendario per la prossima settimana. Secondo la stampa tedesca, è probabile che i 20 membri non prendano alcuna decisione importante. Pertanto, Diess non chiederà di nuovo una proroga del contratto né un consenso sulle nomine per le due posizioni vacanti nel consiglio di gestione. In poche parole, stando alle ricostruzioni della stampa tedesca, "c'è ancora tempo”, almeno "fino alla prossima primavera”, per risolvere l'empasse.

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