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PSA
La famiglia Peugeot sale al 14,38% del capitale

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La famiglia Peugeot sale al 14,38% del capitale
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La famiglia Peugeot rafforza la presa sul gruppo PSA in vista della fusione con la Fiat Chrysler. Gli eredi dei fondatori del costruttore transalpino, tramite le holding FFP (Foncière, Financière et de Participations) e Etablissements Peugeot Frères, hanno acquistato 18,1 milioni di azioni, salendo così dal 12,38% al 14,38% del capitale e ottenendo anche il 19,36% dei diritti di voto.

L’equity swap. I Peugeot, grazie a un investimento di 228 milioni di euro, hanno, in particolare, chiuso in anticipo un accordo di equity swap siglato il 9 marzo scorso con un intermediario finanziario, sulla base dei diritti a loro concessi nel quadro dell’operazione di fusione con l’azienda italo-americana. Il nuovo gruppo Stellantis, secondo quanto emerso nel prospetto informatico di recente pubblicazione, avrà come maggior azionista la Exor della famiglia Agnelli con il 14,4% del capitale, seguita dagli attuali soci di riferimento di PSA: gli eredi Peugeot con il 7,2%, la banca pubblica Bpifrance con il 6,2% e i cinesi della Dongfeng con il 5,6%. Gli accordi prevedono che nessun azionista possa effettuare operazioni straordinarie per almeno sette anni. L’unica eccezione è rappresentata proprio dalla famiglia originaria di Sochaux, alla quale è stato concesso il diritto di aumentare la partecipazione del 2,5% nella nuova società (o del 5% solo nella PSA), tramite l’acquisto di azioni dalla Bpifrance o dalla Dongfeng, oppure sul mercato borsistico. “La famiglia Peugeot, storico azionista del gruppo PSA, è lieta di aumentare la sua partecipazione nel capitale. Questa transazione dimostra chiaramente il suo impegno e il desiderio di diventare uno dei principali azionisti del futuro gruppo Stellantis e riflette la sua fiducia nel suo sviluppo futuro”, hanno commentato Jean-Philippe e Robert Peugeot.

I diritti di voto. Almeno inizialmente, i quattro azionisti di riferimento avranno diritti di voto pari all’attuale partecipazione azionaria ma, sempre secondo il prospetto, è previsto un “programma di fidelizzazione” ("loyalty scheme", in gergo tecnico) per premiare gli investitori di lungo termine e, nel caso, prevenire futuri tentativi di acquisizione: chiunque deterrà le azioni per almeno tre anni potrà ricevere, in aggiunta a ciascun titolo ordinario, un'azione con voto speciale, sulla falsariga di quanto già previsto dallo statuto di Fca. A essere premiati saranno, tra l’altro, anche i manager protagonisti dell’operazione. Il futuro amministratore delegato Carlos Tavares, attuale numero uno di PSA, riceverà un bonus di 1,7 milioni di euro e il suo omologo in FCA, Mike Manley, "un premio dal valore pari a circa cinque volte il suo salario annuale di base”. Il riconoscimento a Tavares sarà erogato al momento del completamento della fusione, che ormai è dietro l’angolo.

Tempi sempre più stretti. Dal comunicato della famiglia francese emerge, infatti, l’ennesima conferma su un imminente chiusura dell’intera transazione. Il suo perfezionamento - si legge nella nota - è “previsto dopo le assemblee generali dei due gruppi che si terranno il 4 gennaio 2021". Pertanto, sembra ormai sempre più probabile il superamento dell’ultimo ostacolo rilevante: il via libera della Commissione Europea dopo i timori espressi dai funzionari di Bruxelles sull’impatto dell’operazione sul mercato dei veicoli commerciali leggeri. L’autorizzazione potrebbe arrivare entro Natale, in anticipo rispetto alla scadenza del 2 febbraio, grazie ai rimedi proposti della due aziende, tra cui il rafforzamento della partnership tra i francesi e la Toyota.

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