Industria e Finanza

Britishvolt
A Blyth la prima "gigafactory" del Regno Unito: sarà progettata dalla Pininfarina

Britishvolt
A Blyth la prima "gigafactory" del Regno Unito: sarà progettata dalla Pininfarina
Chiudi

La Britishvolt ha scelto un sito nel nord-est dell’Inghilterra per realizzare la prima "gigafactory" per la produzione di batterie nel Regno Unito. L’impianto sarà costruito a Blyth, nella contea del Northumberland, grazie a un investimento di 2,6 miliardi di sterline (oltre 2,8 miliardi di euro) e sulla base di un progetto di design affidato alla Pininfarina Architecture, la divisione dell’omonima azienda torinese specializzata in soluzioni architettoniche per l'edilizia o l’arredamento di spazi interni ed esterni.

I dettagli. L’investimento, il più importante in campo industriale realizzato in quest'area dalla realizzazione dello stabilimento della Nissan a Sunderland, nel 1984, prevede l’avvio dei lavori di costruzione della fabbrica durante l’estate prossima. La produzione di batterie agli ioni di litio, invece, comincerà entro la fine del 2023. La Britishvolt, inizialmente, aveva scelto un'altra area del Regno Unito per realizzare una gigafactory da 10 GWh di capacità (da aumentare fino a 30 GWh una volta a regime): lo scorso luglio, infatti, era stata annunciata la decisione di puntare su un terreno di 250 mila metri quadrati all’interno dell'ex base della Raf a Bro Tathan, in Galles, non lontano dal nuovo sito produttivo dell'Aston Martin di St Athan; tuttavia, le difficoltà riscontrate nel far partire i lavori entro l'estate prossima hanno indotto l’azienda a rinunciare a puntare su quella zona. La fabbrica, che sarà costruita su un sito di 95 ettari, in passato sede della Blyth Power Station, potrà utilizzare anche l’energia idroelettrica generata in Norvegia e trasportata per circa 720 chilometri sotto il Mare del Nord, attraverso il cavo di interconnessione North Sea Link (anch'esso un progetto con un’anima italiana, grazie ai lavori realizzati dalla milanese Prysmian). "Blyth soddisfa tutti i nostri rigorosi requisiti", ha detto l’amministratore delegato Orral Nadjari: "si trova vicino alle principali vie di trasporto, dispone di un facile accesso a energie rinnovabili e rappresenta l’occasione per costruire una filiera co-localizzata, per cui sarà possibile rendere la nostra gigafactory l’impianto di produzione di batterie più pulito e sostenibile al mondo".

L’importanza del progetto. L’intero progetto è considerato di importanza strategica per l’industria automobilistica del Regno Unito, costretta finora a rifornirsi dall’estero per le batterie, in particolare da società asiatiche come la LG Chem, la Samsung, la Panasonic o la Catl. La costruzione della gigafactory è anche uno dei pilastri del piano varato dal premier Boris Johnson per la svolta "green" del Paese e rappresenta "un passo importante verso un’economia a emissioni zero entro il 2050". Rilevante è anche l’impatto sociale e occupazionale. L’impianto, infatti, sarà disegnato dalla Pininfarina Architecture seguendo alcune linee guida ben precise: dovrà essere armonico con l’ambiente circostante, sostenibile dal punto di vista industriale e diventare un punto di riferimento per il territorio, grazie a nuovi spazi pubblici per i momenti ricreativi, il tempo libero e la formazione. Infine, è prevista la creazione di 3 mila posti di lavoro altamente specializzati e di altri 5 mila nell’indotto entro il 2027, quando la produzione arriverà a regime e supererà le 300 mila batterie agli ioni di litio all'anno.

COMMENTI

  • Chissà a chi le venderanno, dovendo pagare il dazio...
  • In Italia, patria di Volta, se qualcuno avesse ventilato un idea simile, dalla valle Susa sarebbero scesi i no BAT.
     Leggi le risposte