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Apple Car
La conferma della Hyundai: "Discussioni in corso con varie case automobilistiche"

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La conferma della Hyundai: "Discussioni in corso con varie case automobilistiche"
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È il grande interrogativo del momento: la Apple ha veramente intenzione di sbarcare nel mondo delle quattro ruote? Finora, anche per l’alone di mistero che circonda il progetto della iCar (o Apple Car che dir si voglia), poco si sa dei propositi della multinazionale californiana. Tuttavia, tra indiscrezioni di stampa e speculazioni di mercato, qualcosa sta emergendo e l'ultimo indizio arriva dalla Hyundai, con cui l’azienda della Mela morsicata avrebbe avviato discussioni. I coreani, però, non sarebbero i soli a essere stati contattati.

Nuove conferme. "Sappiamo che la Apple è in trattative con una varietà di case automobilistiche globali, tra cui la Hyundai Motor", ha affermato un rappresentate dell’azienda di Seul. "Poiché il negoziato è nella sua fase iniziale, nulla è stato deciso". Secondo il Korea Economic Daily, la Hyundai avrebbe avviato l’esame di una proposta di collaborazione avanzata dalla stessa Apple per la produzione di un veicolo elettrico da lanciare nel 2027, nonché per lo sviluppo di batterie. Come da tradizione, da Cupertino non sono arrivati commenti o reazioni di alcun genere, mentre la Hyundai ha diffuso anche una dichiarazione ufficiale che non cita la Apple ma conferma il concetto espresso dalle dichiarazioni del suo rappresentante: "Abbiamo ricevuto richieste di potenziale collaborazione da diverse aziende per quanto riguarda lo sviluppo di veicoli elettrici a guida autonoma, ma non sono state prese decisioni poiché le discussioni sono in una fase iniziale". In poche parole, fino a quando la Apple non uscirà allo scoperto l’ormai famoso progetto Titan manterrà il suo alone di mistero.

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Si punta sull'outsourcing. Gli analisti di Borsa sono convinti che la Apple abbia ambizioni più che reali e, soprattutto, che continuerà ad affidarsi al suo modello di business basato sull’outsourcing delle attività produttive, nonostante l'enorme liquidità (circa 200 miliardi di dollari in cassa, abbastanza per fare qualsiasi investimento). A Cupertino avrebbero, dunque, deciso di cercare un partner a cui affidare la produzione di un veicolo elettrico hi-tech: il settore offre alla Apple la possibilità di sfruttare un enorme sovracapacità produttiva non utilizzata, nonché ampie e consolidate competenze nella gestione di una filiera decisamente più complessa di quella dell’elettronica di consumo. Per alcuni il candidato migliore sarebbe la canadese Magna, che, in risposta alle varie speculazioni, ha confermato la propria disponibilità ad avviare una partnership produttiva anche grazie alla sua esperienza nella produzione per conto terzi (nei suoi stabilimenti assembla veicoli Mercedes, BMW, Toyota, Jaguar e Mini).

Un business difficile. Della Apple Car si parla da ormai diversi anni, ma finora nulla di certo o di ufficiale è emerso anche per i continui ripensamenti della stessa multinazionale. Il progetto è stato più volte sottoposto a un ridimensionamento e ora è tornato alla ribalta in seguito alle indiscrezioni della Reuters su un rilancio in grande stile. La Apple avrebbe deciso di portare avanti le sue ambizioni automobilistiche per arrivare, intorno al 2024, a lanciare un veicolo elettrico e a guida autonoma caratterizzato da una rivoluzionaria tecnologia per le batterie. I rumor hanno spinto al rialzo diverse aziende già fornitrici della multinazionale generando nuove aspettative sulla fantomatica iCar e, al contempo, nuovi dubbi sulle reali intenzioni e capacità dell’azienda fondata da Steve Jobs: per qualcuno il veicolo non arriverà sul mercato prima del 2028, per altri i rischi sono troppi perché il tutto si trasformi in realtà. Il settore auto richiede, infatti, grandi investimenti, garantisce margini bassissimi rispetto all’attuale modello di business ad altissima redditività della Apple, è sottoposto a leggi e normative molto più stringenti e deve affrontare numerosi ostacoli sulla strada della guida autonoma. Anche per questo sono in molti a ritenere che l’unica strada percorribile per la multinazionale sia quella delle partnership con realtà  automobilistiche già consolidate. In ogni caso, sarebbe solo un primo passo visto che i tempi sembrano decisamente lunghi. L'agenzia Bloomberg parla di almeno cinque anni prima del lancio e di un lavoro di sviluppo ancora in una fase iniziale nonostante gli sforzi degli anni passati. Attualmente sembra che a Cupertino abbiano "un piccolo team di ingegneri" all’opera anche su sistemi di trasmissione, interni e carrozzeria esterna e non solo sullo sviluppo di un sistema per la guida autonoma come in passato. La squadra, anche grazie al contributo di ex dirigenti della Tesla, potrebbe concludere il progetto nel giro di cinque o sette anni nel caso la dirigenza volesse portarlo avanti, ma per ora il veicolo non è neanche vicino a una fase di pre-produzione vera e propria. E questo anche per colpa dei ritardi legati alla pandemia del coronavirus che ha sconvolto l’organizzazione del lavoro e imposto per la maggior parte dei tecnici un lavoro in smart working.  

"Spesa" di talenti. La Apple ha iniziato a lavorare su un’auto elettrica nel 2014, assumendo centinaia di ingegneri e avviando una prima collaborazione con la Magna. Dopo due anni ha deciso di concentrarsi solo sui software per la guida autonoma da fornire alle case automobilistiche seguendo un approccio che potrebbe essere ripreso anche oggi con il relativo, nuovo addio al progetto Titan. L'agenzia americana cita, però, alcuni indizi che rafforzano un rinnovato interesse per il mondo dell’auto, tra cui la decisione di affidare le idee sugli interni a Steve MacManus, ex vice presidente della Tesla, assunto nel 2019 per lavorare su progetti non automobilistici. MacManus è, tra l’altro, a diretto riporto di Doug Field, ex ingegnere sempre della Tesla e ora responsabile del progetto Titan. Inoltre è stato assunto di recente Jonathan Sive, già in BMW, Tesla e Waymo. Sempre da Palo Alto sono arrivati il responsabile dei sistemi di trasmissione Michael Schwekutsch, il capo del team per la guida autonoma Stuart Bowers e diversi altri specialisti, tecnici e ingegneri. L'intero progetto è stato inoltre trasferito sotto la responsabilità di John Giannandrea, capo delle attività nel campo dell'intelligenza artificiale, il che dimostrerebbe l’importanza assegnata nel progetto alle tecnologie per la guida autonoma. L’azienda ha anche pubblicato numerosi annunci per l'assunzione di ingegneri automobilistici e ha messo all’opera pure la sua importante divisione specializzata in microprocessori. Infine, è aumentato il numero di miglia percorse durante i test autorizzati dal 2017 dalle autorità della California: nel 2019, secondo il Dipartimento dei Traporti del Golden State, i 66 veicoli della flotta Apple hanno percorso in media circa 118 miglia in totale autonomia. Nel 2018 i dati mostravano solo 1 miglio di percorrenze senza l’ausilio del personale di bordo, mentre la flotta contava su 55 mezzi.

COMMENTI

  • Plaudo all'amico Leo, perche' il riferimento ai carrozieri italiani e' pertinente. Aggiungo: visionari troppo anteriori ai tempi ci son stati un po' sempre. in Alfa Romeo, pre-Fiat, volevano fare un piccolo suv nel 1985-88, fabbricato da ex dipendenti Suzuki in Indonesia. Il segmento target? Le mamme che guidano in citta'. Avevano colto una richiesta che il mercato nemmeno faceva perche' non c'era offerta. Geni. Il business case fu considerato rischioso e poi arrivo' la Fiat...
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  • Beh! visto che i supercostosi melafonini e melacomputer glieli fabbrica la Foxconn in Cina, potrebbero rivolgersi al celeste impero pure per la futura auto elettrica. ....... Ma al di la di questo, come ho già espresso in passato, fa rabbia vedere la Magna Steyr prosperare nel settore mentre la Pinin e la Bertone sono fallite, quando invece erano state proprio loro a promuovere l'outsourcing verso le grandi case automobilistiche, evidentemente i relativi management non sono stati all'altezza del cambiamento in atto....
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