Industria e Finanza

Ford
Stop a tutte le attività produttive in Brasile

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Stop a tutte le attività produttive in Brasile
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La Ford chiuderà tre impianti di assemblaggio in Brasile, nei quali venivano impiegati circa 5 mila lavoratori. La decisione riguarda le fabbriche di Camaçari, Taubaté e Belo Horizonte e rientra in un più ampio programma di riorganizzazione della presenza in Sud America, a sua volta collegato al piano di ristrutturazione da 11 miliardi di dollari varato dall'ex amministratore delegato Jim Hackett. 

I motivi. Il riassetto, che ha già portato alla chiusura di diversi impianti in Europa, è stato confermato dal nuovo ad Jim Farley, intenzionato a migliorare a tutti i costi la redditività aziendale per liberare risorse da destinare all’elettrificazione. In Sud America la ristrutturazione ha subito un'accelerazione con la pandemia del coronavirus, che ha peggiorato un contesto operativo già da anni difficile nei Paesi latinoamericani e reso insostenibile mantenere una presenza produttiva soprattutto in Brasile. "Sappiamo che si tratta di iniziative molto difficili, ma necessarie per creare un'attività sana e sostenibile", ha affermato Farley. “Ci stiamo muovendo verso un modello operativo snello e leggero, cessando la produzione in Brasile".

Le implicazioni. La Ford proseguirà le attività di vendita e post-vendita o nei servizi finanziari e continuerà a commercializzare gran parte della sua gamma facendo leva sugli impianti di Buenos Aires, in Argentina, di Montevideo, in Uruguay, e di altre località. Rimarranno inoltre aperti il centro di sviluppo prodotti a Bahia, la pista prove di Tatuí, vicino a San Paolo, e la sede regionale sempre a San Paolo. Tuttavia la chiusura dei tre stabilimenti di assemblaggio implica anche lo stop alla vendita della EcoSport, della Ka e della T4 una volta esaurito l'inventario, nonché una serie di conseguenze finanziarie. La Ford contabilizzerà oneri per un totale di 4,1 miliardi di dollari (circa 3,4 miliardi di euro), di cui circa 2,5 miliardi nei conti del quarto trimestre del 2020 e 1,6 miliardi nei prossimi mesi. La maggior parte degli oneri è legata alla necessità di coprire i licenziamenti, mentre per quasi 1,6 miliardi si tratta di svalutazioni e rettifiche di bilancio. La Ford, da oltre un secolo presente in Brasile con attività manifatturiere, ha già avviato discussioni con i sindacati per definire il processo di licenziamento degli operai, ma deve già affrontare la netta opposizione del governo di Brasilia e dei rappresentanti dei lavoratori.

COMMENTI

  • La paventata riduzione dei posti di lavoro dovuta all'elettrificazione comincia a farsi vedere. Meno occupati e auto più costose, bella prospettiva.
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