Industria e Finanza

Daimler
Vendite giù del 15%, ma utile netto e dividendo sono in crescita

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Vendite giù del 15%, ma utile netto e dividendo sono in crescita
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Vendite a quota 2,84 milioni di unità (-15% sui 3,34 del 2019) e fatturato analogamente in calo in doppia cifra (-11%, da 172,7 a 154,3 miliardi di euro): è la fotografia di un 2020 inevitabilmente segnato dalla pandemia di Covid-19, che l'ad del gruppo Daimler, Ola Källenius ha definito "un anno di stress test".

I frutti della cost discipline. Ma d'altra parte i risultati finanziari presentati dal colosso di Stoccarda raccontano anche di contromisure, in termini di disciplina di costi, che hanno prodotto risultati superiori alle aspettative: nonostante il calo del giro d'affari, l'utile netto è risultato in forte crescita rispetto al 2019 (da 2,7 a 4 miliardi di euro), con l'utile per azione passato di conseguenza da 2,22 a 3,39 euro e il dividendo in analogo incremento: all'assemblea degli azionisti del prossimo 31 marzo, verrà proposta una cifra di 1,35 euro per azione (0,90 euro nel 2019), per un pagamento totale di 1,4 miliardi di euro.

Occhio ai costi anche nel 2021. "Guardiamo al 2021 con la stessa attenzione al contenimento dei costi, perché con la prevista ripresa delle attività economiche torneranno a salire. Per questo dobbiamo restare vigili per continuare a migliorare le nostre performance finanziarie e restare in linea con gli obiettivi per il 2025 annunciati nello Strategy Update dello scorso ottobre", ha aggiunto l'ad.

Confermato lo spin-off dei mezzi pesanti. L'Annual press conference di quest'anno, ovviamente virtuale, è stata anche l'occasione per tornare sul recente annuncio dello spin-off di Daimler Trucks: la maggioranza delle azioni del nuovo gruppo industriale (che avrà una struttura di governance del tutto indipendente, fino alla presidenza del consiglio di sorveglianza) verrà distribuita agli azionisti di Daimler, secondo quanto reso noto oggi.

Assemblea straordinaria nel terzo trimestre. La quotazione della nuova entità (a seguito del cui scorporo il ramo automobilistico cambierà nome da Daimler in Mercedes-Benz) alla Borsa di Francoforte, secondo quanto reso noto oggi, è in programma entro la fine dell'anno: i dettagli dell'operazione saranno sottoposti agli azionisti nel corso di un'assemblea straordinaria in programma nel terzo trimestre di quest'anno.

Vendite: Mercedes resta il primo marchio premium. In termini di divisioni operative, il raggruppamento auto e veicoli commerciali leggeri ha registrato una flessione delle vendite pari al 13%, a 2,46 milioni di unità. In particolare, Mercedes-Benz Cars ha raggiunto un totale di 2.087.200 immatricolazioni a livello globale: un valore inferiore del 13% rispetto all'esercizio passato, ma comunque sufficiente, come ha rimarcato Källenius, "per confermarci primo marchio premium al mondo".

Bene Cina e Usa, Europa ancora in affanno. "Da un punto di vista delle vendite", ha proseguito l'ad, "la Cina ha mostrato un recupero a "V", una ripresa praticamente istantanea dopo il lockdown che l'ha portata a superare i livelli dell'anno scorso e a segnare un nuovo record storico per le immatricolazioni. In Europa la dinamica è stata diversa e anche per via del secondo lockdown stiamo ancora risentendo di ripercussioni commerciali negative. Anche negli Usa, infine, siamo tornati su livelli vicini al 2019. E nel 2021 siamo partiti con un mese di gennaio molto positivo".

Margine all'8-10% nel 2021. Alla luce degli sviluppi recenti sui mercati internazionali, l'outlook sul 2021 è di segno positivo: nonostante il collo di bottiglia rappresentato dai problemi nella fornitura dei semiconduttori che stanno attanagliando l'intero settore, e i cui effetti si protrarranno fino alla fine del semestre in corso, l'attesa ripresa economica dovrebbe portare l'anno nel suo complesso a una crescita significativa in termini di vendite, fatturato ed Ebit. Di conseguenza, la forbice del margine prevista per la divisione Cars & Vans è anticipata all'8-10%.

Rispettati i limiti alle emissioni. L'ad, nel suo intervento durante la call, ha anche rivendicato il rispetto dei limiti alle emissioni (che nel 2020 erano ancora calcolati secondo la metodologia Nedc): grazie al forte contributo di elettriche e ibride plug-in, la Casa ha registrato una media di 104 g/km per le nuove vetture immatricolate in Europa contro i 137 g/km del 2019, anticipando un'ulteriore riduzione per l'anno in corso.

Le vendite di elettriche e plug-in raddoppieranno. "Quello della carbon neutrality per Daimler", ha aggiunto Källenius, "è un obiettivo da centrare senza se e senza ma: continueremo a scommettere sulla crescita di ibride e plug-in e riteniamo di poter raddoppiare i loro volumi nel 2021 rispetto alle oltre 160 mila unità vendute l'anno passato, anche grazie all'introduzione di quattro nuovi modelli elettrici: EQA, EQB, EQE ed EQS".

Le chiavi per il futuro: elettrificazione e software. "Le aree decisive per il successo", ha osservato in conclusione il ceo di Daimler "nei prossimi anni saranno due: l'elettrificazione e i software. Noi stiamo pesantemente e rapidamente incrementando gli investimenti in questi settori, sviluppando sempre più modelli a zero emissioni e il nostro sistema operativo proprietario: il 2021 sarà un anno all'insegna della tecnologia".

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