Industria e Finanza

Italvolt
La “gigafactory” nascerà in un ex polo Olivetti alle porte di Ivrea

Italvolt
La “gigafactory” nascerà in un ex polo Olivetti alle porte di Ivrea
Chiudi

Sarà il Piemonte a ospitare quella che, già oggi, viene definita la più grande “gigafactory” d’Europa. La Italvolt, startup fondata dall’imprenditore svedese Lars Carlstrom, ha scelto infatti un'ex area industriale alle porte di Ivrea per realizzare un impianto dedicato alla produzione e allo stoccaggio di batterie agli ioni di litio per i veicoli elettrici.

I motivi della scelta. L’azienda guidata da Carlstrom, già azionista di riferimento della Britishvolt, ha scelto, in particolare, l’ex polo industriale della Olivetti a Scarmagno. L’area, attualmente di proprietà del Fondo Monteverdi gestito dalla Prelios SGR (società immobiliare nata da una costola della Pirelli), è stata selezionata per "le sue caratteristiche tecniche e per la sua collocazione geografica particolarmente favorevoli”. Si tratta, infatti, di una vasta zona industriale di circa un milione di metri quadrati, che ha subito un progressivo degrado a partire da circa 20 anni fa in concomitanza con il graduale abbandono della produzione di personal computer: dalla fine degli anni ’60 e fino al 1996, è stata la sede della divisione pc della Olivetti, nonché un polo produttivo in grado di dare lavoro a oltre settemila operai, impiegati e tecnici. Scarmagno, al pari di quanto deciso ai tempi della Olivetti dagli architetti Marco Zanuso ed Eduardo Vittoria, è stata scelta per i comodi collegamenti stradali, autostradali e ferroviari di cui dispone, sia con Ivrea sia con la città di Torino: il primo comune dista circa 10 chilometri, il capoluogo piemontese poco più di 40.

La forza del Piemonte. "Altro fattore che rende l’area di Scarmagno ideale a ospitare il progetto di Italvolt è il suo forte legame con il tessuto produttivo del Piemonte, che è la prima regione in Italia per quanto riguarda la produzione industriale automotive”, ha aggiunto la Italvolt, nello spiegare i motivi che l’hanno spinta a preferire la regione settentrionale in una shortlist che comprendeva anche Campania e Calabria. "Il sostegno della Regione Piemonte, delle amministrazioni locali e delle associazioni di categoria - prosegue Carlstrom - è andato oltre le nostre aspettative, l’intensa e proficua collaborazione degli ultimi otto mesi è stata determinante per la nostra decisione. Siamo particolarmente entusiasti di poter avviare il nostro progetto in Piemonte, dove abbiamo trovato la perfetta combinazione dei fattori che credo siano necessari per cogliere al meglio l’opportunità dell’industrializzazione verde: una solida tradizione industriale e un know-how tecnologico altamente specializzato proprio nell’industria automobilistica. Siamo infine onorati di avere la possibilità di costruire la nostra Gigafactory nell’area di Scarmagno, un tempo occupata dal polo industriale Olivetti, azienda che ha segnato la storia dell’industria italiana e che ancora oggi rappresenta un’icona della tecnologia made in Italy”.

Il progetto. Il progetto della gigafactory prevede un investimento complessivo di circa quattro miliardi di euro e il completamento di una prima fase di sviluppo entro la primavera del 2024. L’impianto occuperà circa 300 mila metri quadrati e sarà caratterizzato da una capacità iniziale di 45 GWh, incrementabile fino a 70 GWh. L’impatto occupazionale rappresenta un’importante opportunità di rilancio economico non solo per Scarmagno, ma anche per tutta l’area che dal Canavese arriva fino al capoluogo regionale. Infatti, l’impianto occuperà direttamente quattromila persone, ma l’intero indotto potrà contare fino a 15 mila nuovi posti di lavoro. Destinata a soddisfare una domanda europea di batterie vista in forte crescita nei prossimi anni, la nuova struttura sarà progettata dalla divisione Architettura della Pininfarina, già operativa su progetti analoghi a partire da quello della Britishvolt a Blyth, nell’Inghilterra settentrionale. Un’altra azienda piemontese, la Comau del gruppo Stellantis, fornirà soluzioni industriali, impianti e tecnologie e si occuperà della realizzazione del laboratorio di Ricerca e Sviluppo.

COMMENTI

  • Spero solo che tutto questo non si riduca ad una fotocopia del cosiddetto "salvataggio" di Pininfarina ad opera di Rossignolo &C: sui personaggi protagonisti di questa iniziativa girano voci discordanti
  • Allora l'incognita sulla location è stata dipanata, dopo la disputa di campanile che si era scatenata nell'articolo precedente dove ognuno la voleva nella propria regione, (al contrario di siti scomodi che invece nessuno vuole ed è pronto a scendere in strada con le barricate per contrastali, ma va beh, questa è l'italia). Ora resta l'altra questione (certamente non secondaria), ovvero verificare bene che l'iniziativa sia concreta nonché tendente alla produzione industriale e non solo ad arraffare il denaro pubblico e poi dileguarsi, come purtroppo troppe volte è accaduto in passato...