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De Ficchy: "Alleanza con Renault essenziale per l'Europa, ora rilancio con la Qashqai"

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De Ficchy: "Alleanza con Renault essenziale per l'Europa, ora rilancio con la Qashqai"
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La Nissan scommette con forza sulla nuova Qashqai per rilanciare le proprie attività in Europa, rese sostenibili grazie alla condivisione di piattaforme e motori con l'alleata Renault. A sottolineare l'importanza della terza generazione della crossover è stato Gianluca de Ficchy, presidente delle attività per l'Africa, il Medio Oriente, l'India, l'Oceania e, ovviamente, il Vecchio continente. "La Qashqai può essere un elemento di soddisfazione, successo e rilancio della presenza della Nissan in Europa", ha affermato il manager nel corso di una tavola rotonda con la stampa italiana.

Un modello "faro". "La nuova Qashqai rappresenta per noi un modello 'faro' in Europa in termini di volumi, di redditività e di posizionamento di mercato", ha proseguito de Ficchy. "Dal 2007 è la precorritrice di un segmento, quello delle crossover, che non esisteva e che noi abbiamo creato. Oggi ci sono più di 20 concorrenti e, ciò nonostante, siamo riusciti negli anni a vendere in media oltre 200 mila unità all’anno". Ulteriori numeri dimostrano l'importanza della Qashqai: "Con più di 3 milioni di esemplari venduti in Europa e oltre 5 milioni in tutto il mondo, l’auto è stata, rimane e rimarrà il nostro modello faro per il ritorno alla crescita in Europa e per la redditività. Inoltre, una quota di mercato media del 9% è un riconoscimento del successo e della qualità della vettura da parte dei nostri clienti”. Con la terza serie della Qashqai, la Nissan punta anche ad ampliare la propria penetrazione di mercato: "Vogliamo privilegiare la nostra base clienti ma siamo convinti che la vettura, con le sue tecnologie, abbia elementi tali da poter conquistare nuovi acquirenti”.

Sunderland e la Brexit. Quando si parla della Qashqai, è inevitabile fare riferimento all’impianto di Sunderland. Per costruire il nuovo modello, la Nissan ha già investito oltre 400 milioni di sterline nonostante l'incertezza per la Brexit e per l'esito dei negoziati tra Regno Unito e Unione Europea. "Oggi abbiamo la certezza di sapere che le regole sono chiare e per noi sostenibili e questo ci dà la possibilità di pianificare al meglio il nostro futuro", ha spiegato il manager in merito all'accordo raggiunto tra le due sponde della Manica, sottolineando come "nei prossimi cinque anni il totale degli investimenti sulla vettura supererà il miliardo di sterline". De Ficchy ha quindi preferito non commentare la decisione presa da alcuni concorrenti, come la Honda o la Toyota, di lasciare l'Inghilterra e ha, invece, spiegato le ragioni alla base della scelta della Nissan di continuare a investire a Sunderland: "È un impianto nel quale produciamo tre veicoli (Leaf, Juke e Qashqai). È uno degli stabilimenti più performanti a livello mondiale in termini di efficienza e qualità della produzione e noi lo abbiamo sempre considerato cruciale per poter continuare a garantire la stessa efficienza e qualità per l’Europa". In ogni caso, il manager non ha mancato di lanciare chiari avvertimenti sul destino della fabbrica inglese. "A più riprese - ha ricordato - abbiamo interagito con le istituzioni inglesi ed europee per spiegare che un qualsiasi accordo che non avrebbe tenuto in conto le richieste nostre e dell’industria automobilistica o l’assenza di un accordo, che avrebbe implicato l’applicazione delle tariffe del Wto e quindi un’imposizione fiscale del 10% sulle importazioni, sarebbero stati insostenibili". Al contrario "oggi abbiamo un accordo definitivo con delle regole che consentono di non essere assoggettati a imposizioni penalizzanti. Ci sono regole certe e valide per il futuro e abbiamo la tranquillità per continuare a investire e pianificare il nostro futuro”. 

Elettrificazione e rinnovo gamma. Un futuro che per la Nissan significa soprattutto elettrificazione: "Per il 2023 - ha spiegato de Ficchy - il 50% delle vendite sarà rappresentato da vetture elettrificate e ci aspettiamo di garantire alla clientela il 100% di soluzioni elettrificate sull’intera gamma”. Il rinnovamento dell'offerta di veicoli, iniziato con il lancio della nuova Juke, è proseguito quest’anno con la Qashqai, mentre il prossimo debutto della crossover elettrica Ariya sarà seguito dalla nuova X-Trail, dall'aggiornamento dell’offerta nel segmento dei veicoli commerciali leggeri e da un crescente impegno nell’elettrificazione e nello sviluppo di nuove tecnologie, per proporre contenuti sempre più a valore aggiunto. “Negli ultimi due anni siamo passati attraverso una profonda ristrutturazione delle nostre attività riorganizzando e razionalizzando la presenza industriale e commerciale: abbiamo rivisto totalmente le nostra modalità di vendita, cercando il più possibile di privilegiare la qualità delle vendite. Abbiamo definito una strategia di elettrificazione della gamma e ora siamo convinti che la nostra strategia porterà progressivamente a un miglioramento dei risultati”, ha proseguito de Ficchy, sottolineando come la Casa di Yokohama possa anche contare sulla rinnovata collaborazione con la Renault: “Non ho mai avuto problemi a specificare che la Nissan resiste in Europa perché può fare leva sull’esistenza dell’Alleanza e su piattaforme e tecnologie che altrimenti non avremmo potuto utilizzare da soli. Le nuove Juke e Qashqai sfruttano motori Renault e piattaforme condivise, quindi siamo assolutamente in linea con una strategia di progressiva convergenza per le diverse attività. Stiamo sempre più cercando di fare leva sulle tecnologie esistenti all’interno dell’Alleanza, pur mantenendo elementi di differenziazione, come dimostrato dalla tecnologia dell’e-Power”. 

Le aspettative di mercato. Durante la tavola rotonda non è poi mancato un passaggio sulle prospettive del mercato automobilistico europeo. “Il 2021 dipende fondamentalmente da una serie infinita di fattori esterni sui quali io non sono in grado di fare previsioni. Posso dire che oggi ci sono due o tre fenomeni sicuramente rilevanti, il primo dei quali è rappresentato dall’evoluzione della situazione sanitaria e dalle relative scelte che di volta in volta saranno prese dai diversi governi per fronteggiare la crisi”, ha spiegato de Ficchy. “L'inizio dell’anno è stato abbastanza duro, specialmente in Paesi come Inghilterra, Germania e Spagna, ma tutti quanti ci aspettiamo un miglioramento perché è iniziato il processo di vaccinazione e perché c'è la possibilità che escano dal lockdown Paesi come Inghilterra e Germania, dove la raccolta ordini è drammaticamente al ribasso per le restrizioni agli spostamenti in vigore. Speriamo in un ritorno rapido a livelli di volumi accettabili. Del resto, nei mesi scorsi, quando vi è stato un miglioramento dell’emergenza, i clienti sono tornati ad acquistare vetture e il mercato si è ripreso rapidamente, tornando su livelli simili al 2019: quindi ci aspettiamo che ciò possa succedere di nuovo. Nello specifico della Nissan, siamo soddisfatti perché abbiamo vissuto due anni di ristrutturazione e riorganizzazione delle attività industriali e commerciali e oggi iniziamo a vederne i benefici. La Nissan sta migliorando in Europa e nel mondo e quindi io resto estremamente positivo, con l’augurio che la situazione migliori e convinto che quanto fatto finora stia portando i suoi frutti”. 

Emissioni in linea con gli obiettivi. Lo stesso vale per la questione dei limiti alle emissioni. "Chiudiamo l’anno in linea con le aspettative, quindi dovremmo essere in pareggio, come avevamo previsto”, ha chiarito de Ficchy, facendo presente un aspetto sempre più rilevante per i costruttori e ancor di più per i clienti: "Oggi abbiamo una normativa che prevede una tassazione nei confronti delle società che non rispettano i limiti, ma sempre più spesso i governi dei singoli Stati impongono tassazioni nei confronti degli acquirenti basate sui livelli di CO2 emessa. E in certi casi queste tassazioni sono addirittura insostenibili. Per noi è dunque importante essere vigili tanto sulle missioni nel loro complesso quanto sulla possibilità di vendere le auto in ogni singolo mercato”. Di sicuro il tema dell’elettrificazione rimane al centro del dibattito sul futuro del settore e il manager italiano ha lanciato un invito ai governi a creare le condizioni per favorire la diffusione delle auto alla spina. “La volontà, condivisa e condivisibile, di avere vetture sempre meno inquinanti rischia di essere frenata dalle carenze del sistema nel suo complesso, se i governi e le autorità locali non si muoveranno rapidamente per creare un ecosistema che garantisce al cliente la ricarica” ha argomentato de Ficchy. "Di certo - ha concluso il manager - la regolamentazione renderà sempre più difficile vendere veicoli termici tradizionali, perché la penalizzazione per i costruttori e per i clienti sarà sempre più pesante”.

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